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Questo articolo è stato pubblicato il 19 maggio 2014 alle ore 17:00.
L'ultima modifica è del 19 maggio 2014 alle ore 20:54.

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La grande crisi dei mutui subprime di qualche anno fa negli Usa avrebbe avuto un effetto collaterale davvero curioso, anche perché a carico non di chi si è visto portare via la casa, ma dei suoi vicini. Per loro, trascinati nel vortice dell'empatia nei confronti di chi viveva accanto, i pignoramenti in serie avrebbero portato ad un incremento della pressione arteriosa. Nulla di particolarmente significativo, sia chiaro. Ma è certo che in caso di ipertensione, anche un aumento modesto della pressione massima potrebbe alzare il rischio di andare incontro ad infarti o ictus.

L'ipertensione da pignoramento a terzi, così potrebbe essere chiamata questa curiosa sindrome, è stata dimostrata da una ricerca condotta da un team guidato da Mariana Arcaya, che lavora presso l'Harvard Center for Population and Development Studies di Cambridge, in Massachussets. Lo studio, pubblicato su Circulation, la rivista dell'American Heart Association, rappresenta la prima prova scientifica dell'impatto emotivo e fisico dei vicini di casa sulla salute di cuore e arterie. A solleticare la curiosità degli scienziati d'oltre Oceano c'è stato sicuramente il fortissimo impatto della crisi dei mutui per la casa legata alla crisi economica tra il 2007 e il 2010, quando più di sei milioni di proprietari sono entrati in grave crisi con i pagamenti delle rate del loro debito con la banca e si sono trovati senza un tetto.

In ogni caso, per giungere a questa curiosa relazione tra vicini di casa, gli esperti hanno preso in esame i dati relativi a 1740 persone dell'ormai notissimo studio Framingham. Valutando le informazioni ci si è accorti che ogni pignoramento verificatosi entro cento metri dall'abitazione di chi non ha avuto problemi in questo senso è in grado di indurre un incremento superiore a 1,5 millimetri di mercurio nella pressione sistolica dei vicini. Non sono stati invece rilevati particolare effetti sulla salute dei vasi sanguigni quando il pignoramento è avvenuto ad una distanza maggiore. I motivi del curioso fenomeno? Secondo la stessa autrice dello studio sarebbero da collegare a due elementi stressanti: innanzitutto incide la sensazione di trovarsi in un'area potenzialmente a rischio di diventare di scarso valore immobiliare. In secondo luogo l'addio del vicino alla propria abitazione potrebbe dare la sensazione che la strada sia meno attraente o sicura, così come che il vicinato sia poco stabile.

Il consiglio dell'Arcaya è semplice: occorre fare attenzione alle attività di pignoramento anche sotto l'aspetto della salute, perché queste possono creare stress pesanti per chi vive nella zona. Ovviamente i dati dello studio sono ancora parziali, visto che la popolazione esaminata ha preso in esame gente della più tipica classe media americana, che viveva nei sobborghi di un grande centro con case monofamiliari. In attesa di altri dati sul tema, rimane però una certezza: il pignoramento di un bene può davvero complicare la vita. E non solo a chi perde di colpo quanto ha costruito, ma anche per chi gli vive vicino!

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