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Testo facile e dodici volte la parola amore. Ecco perché ha…

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Testo facile e dodici volte la parola amore. Ecco perché ha vinto “Grande Amore”

Testo facile, molto immediato e che ripete dodici volte la parole “amore”. Sono queste in estrema sintesi le ragioni che avrebbeo condotto alla vittoria al Festival di Sanremo della canzone Grande Amore del gruppo di tenori Il Volo. Lo sostiene da un punto di vista di analisi linguistica Termometro Politico. Come si evince da quanto scritto sul web le analisi sono di Giovanni Laccetti (collaboratore alla cattedra di giornalismo e divulgazione scientifica della università La Sapienza di Roma) col supporto del software sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa.

Partiamo dall’autore: il testo di “Grande amore” - si legge su Termometro Politico - «sgorga dalla penna di uno che di tormentoni qualcosa ne capisce: si tratta di quel Francesco Boccia autore e interprete dell'indimenticabile (e non è detto che sia una buona cosa) “Turuturu”, terzo posto della categoria giovani nel 2001».
Il punto di maggiore forza del testo è sicuramente la struttura sintattica, talmente semplice, scrivono, da poter essere definita impalpabile: le 19 frasi che lo compongono, infatti, totalizzano ben 75,3 punti sull'indice di leggibilità Gulpease, rendendolo il brano con la leggibilità di gran lunga più alta tra i vincitori degli ultimi dieci anni di Sanremo (fatta eccezione per “Colpo di Fulmine”, scritto da Gianna Nannini per Di Tonno e Ponce e vincitore dell'edizione 2008 che, essendo un duetto, ottiene punteggi di leggibilità “drogati”).

Il testo di “Grande amore” inoltre può essere facilmente compreso da chiunque abbia conseguito la licenza media e anche, con qualche difficoltà, da chi sia in possesso della sola licenza elementare; il 90,7% dei termini utilizzati appartengono al Vocabolario di Base e, tra questi, ben il 96,2% figurano nel repertorio fondamentale, il paniere di duemila lemmi dei quali tutti i parlanti italiani conoscono il significato fin da bambini.
Dal punto di vista terminologico, la parola “amore” compare nel testo ben 12 volte. Sempre considerando come parametro di riferimento gli ultimi dieci anni di festival, l'unica canzone vincitrice a sfruttare maggiormente il lemma è “Chiamami ancora amore”, di Roberto Vecchioni, che però incastra le sue 22 occorrenze in una struttura sintattica molto più complessa e totalizza sull'indice di leggibilità Gulpease soli 51 punti. In ogni caso, i due brani – da soli – contengono 34 delle 47 volte in cui l'amore è nominato nelle canzoni vincitrici delle edizioni in esame.

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