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Time si fa avanti per Yahoo. Così metterebbe le mani su un miliardo di…

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Time si fa avanti per Yahoo. Così metterebbe le mani su un miliardo di utenti

La grande crisi di Yahoo! e la notizia - rimbalzata ieri - circa l'avvio dei contatti con potenziali acquirenti interessati alle sue attività core, hanno scatenato un tam tam mediatico che sta tirando in ballo molti big della finanza americana. L'ultima indiscrezione è di pochi minuti fa, ed è stata lanciata da Bloomberg. La Time Inc, società che edita 130 riviste fra le quali Sports Illustrated, People e Time, starebbe pensando seriamente di acquisire il gigante del web con sede a Sunnyvale (in California), dopo un primo approccio avuto ieri con i banchieri di Citigroup. Un'operazione le cui cifre rimangono ignote e per la quale si starebbe pensando di fare ricorso alla Reverse Morris Trust, una transazione che punta a limitare le tasse che gli azionisti delle due società dovrebbero pagare con una vendita diretta. Sempre secondo Bloomberg, comunque, nella Yahoo! che hanno in mente quelli di Time Inc non ci sarebbe più spazio per la Ceo Marissa Mayer.

Una galassia da un miliardo di utenti
Dietro questa scelta ci sarebbe la volontà della società editoriale di cercare nuovo spazio nel business digitale. E a tal proposito non va dimenticato che sempre in queste settimane la stessa Time Inc sta portando avanti l'acquisizione di Viant Technology, una holding che possiede il social network MySpace, un mostro da decine di milioni di utenti prima che arrivasse Facebook. Yahoo ha lanciato ufficialmente la vendita delle sue attività di base che comprendono il motore di ricerca, il servizio di posta elettronica (che nel 2009 era quello più usato al mondo) e la sezione news. Si tratta di servizi che contano oltre un miliardo di utenti in tutto il mondo, e che ovviamente fanno gola a un gruppo editoriale come Time, ma che non lasciano inermi i colossi delle Tlc come AT&T, Verizon (già proprietaria di Aol) e Comcast, oltre ad alcune società di private equity come Bain capital partners, KKR e Tpg.

I licenziamenti
Tutto è iniziato venerdì scorso (19 febbraio), quando la stessa Yahoo! ha annunciato in una nota ufficiale di aver ingaggiato Goldman Sachs, JpMorgan Chase e Pjt Partners come advisor finanziari e di aver formato un comitato di componenti indipendenti del Cda per esplorare opzioni strategiche per il gruppo. Ma che tirasse un'aria pensatissima lo si era intuito già qualche settimana fa, quando trapelò la volontà dell'azienda di licenziare almeno il 10% della propria forza lavoro (operazione che ha portato anche alla chiusura della sede di Milano). Da inizio 2016, inoltre, le azioni di Yahoo! hanno perso il 10%, mentre il 2015 si è chiuso con un pesante -34%.

Lo scorporo di Alibaba
Va aggiunto che Yahoo! è ancora proprietaria di una quota molto importante (il 15%) del colosso cinese dell'eCommerce Alibaba. Una quota che vale circa 30 miliardi di dollari e che a fine 2015 stava per essere scorporata dalla società. Di quello spin-off non se ne fece niente, con la Mayer che dichiarò: «Abbiamo notato incertezza su quello che sarebbe stato il trattamento fiscale dell'operazione, quindi abbiamo ritenuto prudente valutare altre alternative, come uno spin-off inverso». Che suona un po' come: se non scorporiamo le quote di Alibaba disfiamoci del resto. Da qui l'idea di vendere la parte dei servizi web, con la newyorkese Time Inc che, al momento, sembra in prima fila.

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