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Estate tempo di «Stories», ecco che cosa succede sui social

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Estate tempo di «Stories», ecco che cosa succede sui social

Sono sempre più serrate le strategie dei grandi gruppi social per mantenere e acquisire le posizioni di mercato: il trend del momento sono la visualizzazione delle «Stories». Spopola in rete il modello delle storie che durano 24 ore « per condividere i momenti salienti della propria vita», un format lanciato da Snapchat che sta facendo proselitismo anche presso la concorrenza.

Si tratta di una modalità comunicativa fatta di sequenze di video da dieci secondi al massimo o fotografie da creare, montare, ritoccare e condividere con i propri follower, con la possibilità di attingere anche dagli scatti già presenti sul proprio telefonino con l’aggiunta che tutto scompare dopo 24 ore.

Sulla scia di Snapchat anche Instagram, che soffre molto della sua concorrenza anche più di Facebook, si sta adeguando fornendo una serie di filtri e strumenti per personalizzare i contenuti, a partire dalla possibilità di aggiungere il testo.

La parte testuale di Instagram, alquanto insolita per un social che ha fatto la sua fortuna sulle immagini, ha sempre la stessa durata di 24 ore. Tutto quanto pubblicato lo si può salvare sullo smartphone e sarà visibile nella parte alta del flusso. La prima storia sarà la propria personale, le seguenti sarà espressione dei contatti con cui interagiamo più spesso: quando verrà pubblicato qualcosa di nuovo, la loro immagine sarà circondata da un cerchio colorato.

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«Instagram Stories» non ha alcun collegamento diretto con il profilo Instagram canonico, a meno che non si decida di destinargli parte della storia. Aboliti i commenti e i giudizi come «Mi piace», ma sarà possibile inviare un messaggio diretto all’autore della storia, quindi con la tracciabilità di chi ha visualizzato la sequenza e la possibilità di escludere determinati utenti.

Nonostante il costante mutamento delle abitudini social da una generazione all’altra, Facebook continua a crescere fra i 18-24enni ( secondo Bloomberg). A subire la concorrenza di Snapchat è invece l’iconcina fotografica da 500 milioni di utenti al mese e 300 milioni al giorno: un recente sondaggio americano ha evidenziato come dalla primavera del 2016 il 28% dei più giovani veda Snapchat come il più importante social network.

La consapevolezza diffusa che l’app gialla piace sempre più ha indotto la concorrenza, Instagram in primis, ad adeguarsi e cambiare il proprio modo di comunicare. Insomma la narrazione non va disgiunta dalla rappresentazione fotografica che resta un momento del racconto e resta per il momento e non più per sempre.

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