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Android Factory 4.0: ecco le 10 startup scelte da Google e LVenture

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Android Factory 4.0: ecco le 10 startup scelte da Google e LVenture

Si tiene oggi negli spazi dell'acceleratore Luiss Enlabs, l'evento conclusivo del programma per startup “Android Factory 4.0”, lanciato a braccetto da LVenture Group e Google e dedicato a progetti imprenditoriali “made in Italy” che partono dall'utilizzo della piattaforma operativa mobile di BigG. Nell'hub di 5000 mq sito all'interno della Stazione Termini sfileranno davanti a una folta platea di aziende e investitori le dieci imprese innovative selezionate, presentando le rispettive soluzioni basate su Android e i risultati ottenuti nei due mesi del programma.
L'iniziativa ha preso il via, tra ottobre 2016 e gennaio 2017, con una call aperta a realtà ancora nelle prime fasi di vita e a talenti individuali. A novembre e dicembre i team di LVenture Group, Luiss Enlabs e Google hanno presentato il programma e incontrato le startup interessate in un roadshow di cinque eventi in tutta Italia. Complessivamente sono state ricevute oltre 200 candidature, le dieci selezionate sono entrate nel programma con un grant da 2.500 euro, hanno partecipato a workshop tematici tenuti dagli esperti delle tre aziende e sono state supportate nella realizzazione delle idee e nello sviluppo dei prodotti.
Finanziamenti in vista?
La convinzione di Luigi Capello, founder e Ceo di LVenture Group, è che la qualità dei progetti selezionati sia “molto alta. La tecnologia Android ha trovato applicazione – ha spiegato in anteprima al Sole24ore.com – in tante modalità diverse e non escludo che fra qualche mese alcune di queste startup possano essere finanziate anche da noi”. Meno probabile, invece, l'opzione che vedrebbe direttamente Google nel ruolo di investor, per il semplice motivo, come ricorda giustamente Capello, che a Mountain View sono generalmente interessati a scommettere su aziende più strutturate. “A questi livelli di startup – sottolinea però il manager - l'endorsement di un brand come Google può essere molto importante, anche più di un finanziamento, perché può diventare un abilitatore della crescita”.
Dai sistemi di irrigazione agli interruttori smart: ecco cosa fanno le dieci startup
Le startup che partecipano a Android Factory 4.0 operano in diversi ambiti del digitale partendo dall'Internet of Things per arrivare all'agritech. Proprio alla smart agricolture si dedica per esempio Beeing, che ha creato strumenti per poter salvaguardare le api monitorandone gli spostamenti e verificandone a distanza (anche via smartphone) lo stato di salute. Della startup è anche la soluzione Arnia 3.0, che permette a chiunque, anche senza competenze e strumentazione specifica, di allevare il proprio sciame in città. Al settore primario guarda inoltre Revotree, un sistema di irrigazione dei frutteti utilizzabile anche in formato app che, integrandosi con gli impianti già presenti nei campo, promette una maggiore efficienza nel consumo idrico e il monitoraggio dei parametri ambientali. Un software di tipo predittivo che utilizza algoritmi di intelligenza artificiale combina infatti le informazioni raccolte dai sensori con le previsioni meteo per aumentare l'efficienza dell'irrigazione, classificare i terreni, profilare le coltivazioni ed elaborare tendenze idriche.
Cambiando scenario, BiTrack è invece un dispositivo a basso consumo energetico, facilmente configurabile e gestibile da remoto grazie a un'applicazione cloud, progettato per ottimizzare la gestione e l'utilizzo di risorse industriali, minimizzando la perdita e il degrado dei materiali. Al tema di Industry 4.0 è rivolta anche ElectricianCS, applicazione che assiste gli operatori di impiantistica elettrica e della domotica negli interventi di manutenzione degli impianti, evidenziando le zone di passaggio dei fili e quelle di intervento e fornendo indicazioni utili grazie alla tecnologia di realtà aumentata.
Con un occhio di riguardo ai consumatori, dalla startup InTime Link arriva una soluzione per mettere in contatto diretto i gestori di distributori automatici e i clienti, che grazie ad apposita app possono ricevere promozioni sul proprio smartphone, effettuare acquisti e cercare il distributore più vicino.
Una cassetta postale innovativa che permette di ricevere la posta anche quando non è presente nessuno, il tutto grazie a un codice pin (gestito via app) da inserire nei dati della spedizione di un prodotto acquistato online, è invece la soluzione firmata da Pako. Sempre nelle cassette, ma in quelle dell'impianto elettrico, trova applicazione PoWaHome, un dispositivo che aggiunge intelligenza a interruttori e prese e sistemi di oscuramento motorizzati. Il controllo da remoto e la programmazione dell'accessorio, che può essere utilizzato con tutti i tipi di lampade e funziona con la rete Wi-fi di casa, sono gestiti tramite app.
Guarda al mondo delle cose connesse il progetto di NeeOT, che ha sviluppato un dispositivo per la raccolta e l'analisi in tempo reale dei dati provenienti dai sensori disposti lungo un'area di interesse molto ampia, anche di decine di chilometri. Con un software di analisi, un portale online e un app Android, il sistema fornisce indicazioni utili e attiva sistemi di automazione basati su modelli statistici e intelligenza artificiale che integreranno dati rilevati sul campo e Big Data disponibili online.
Dentro casa si muove invece Serially, piattaforma di informazione dedicata agli amanti delle serie tv. Con un'app mobile sarà possibile conoscere novità e anticipazioni attraverso segnalazioni personalizzate sulla base di gusti e interessi e su ciò che gli utenti hanno guardato in passato. Ha pensato infine a chi si muove in bicicletta nei centri urbani invece Bxtar, il cui sistema di segnalazione luminosa che comunica via Bluetooth con l'app Android è integrabile all'interno degli accessori per biciclette e sfrutta il Gps dello smartphone per modulare la luminosità in base alla pericolosità della strada.

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