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Arriva in Italia la danese Artland, la startup per i collezionisti…

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Arriva in Italia la danese Artland, la startup per i collezionisti d'arte

Si chiama Artland, è stata fondata nel 2016 da due fratelli, Mattis e Jeppe Curth, danesi, e dopo aver raccolto con un nuovo round di seed (l'iter del finanziamento non è ancora chiuso) oltre un milione di dollari fa ora il suo ingresso ufficiale sul mercato italiano. Qual è la “specialità”, sicuramente atipica rispetto ai fenomeni del momento, di questa startup? L'arte. Artland è infatti una “piattaforma”, accessibile tramite apposita app, che nasce con una duplice finalità: dare modo al singolo collezionista di creare un database delle loro opere (con tanto di immagini delle collezioni) e dare vita a una comunità in cui l'utente può interagire con altri collezionisti, gallerie e anche potenziali acquirenti. Un marketplace professionale dell'arte, in buona sostanza, nel cui menu dei servizi offerti vi sono anche l'organizzazione di eventi e iniziative, la produzione di riviste fisiche, la condivisione online di esperienze e nuove tendenze e la possibilità di compravendita di opere su scala globale.
A credere, da ultimi, nelle potenzialità di questa idea, investendo complessivamente nella società più di un milione di dollari, sono stati una celebrità
internazionale della pallamano (Mikkel Hansen), un campione olimpico di dressage (Andreas Helgstrand), un noto musicista e cantautore (Shaka Loveless), i fondatori della startup californiana AirHelp (Nicolas Michaelsen e Poul Oddershede), vari appassionati ed esperti d'arte ed altri investitori early-stage. Ad oggi, come confermano i portavoce della società, l'app per Android e iOs ha raggiunto qualche decina di migliaia di utenti mentre fra i soggetti della community spiccano gallerie ben conosciute agli addetti ai lavori come Nils Stærk, Lyles & King e Seventeen.
Il modello di business, come hanno spiegato al Sole24ore.com i due founder, è molto semplice: “le gallerie pagano un canone mensile, stiamo lavorando per affinare questo modello e non possiamo al momento indicare le cifre. Per i collezionisti, invece, l'utilizzo della piattaforma è completamente gratuito”. Il nuovo finanziamento, in tal senso, servirà a scalare verso l'alto l'attività del portale con il preciso intento di far crescere ulteriormente la community. “Siamo in un periodo in cui il mondo dell'arte è maturo per la trasformazione digitale – ha detto convinto Mattis Curth, che di Artland è il Ceo – perché dopo essere stato lento nell'adattarsi alle nuove tecnologie ora ne vede l'enorme bisogno”. Per il momento gli ordini di grandezza del fatturato della startup sono limitati, parliamo di 150-250mila euro previsti nel breve periodo, ma l'idea è ovviamente quella di crescere a ritmi molto sostenuti. Con una precisa strategia circa l'eventuale possibilità di quotare e/o vendere la società: “non per i prossimi due o tre anni”.

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