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Un archivio digitale (con blockchain) per salvare Casa Boschi

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MIlano

Un archivio digitale (con blockchain) per salvare Casa Boschi

Quando si varca la soglia di Casa Boschi si ha la sensazione che tutto sia rimasto come allora quando i coniugi-proprietari abitavano le stanze della loro dimora milanese. In realtà poco è rimasto esattamente come allora. L’appartamento ha dovuto subire modifiche e le opere d’arte della famiglia non rispettano la sistemazione originaria, sia per motivi di conservazione che di sicurezza. La casa è diventata un museo con nuove condizioni. Che hanno dato vita a un progetto di archivio digitale, frutto di un accordo tra Comune di Milano e la startup innovativa Memooria per preservare e monitorare la salute delle opere.

Il progetto ha portato all’acquisizione digitale di 20 opere che verranno monitorate nel tempo. “Abbiamo industrializzato un processo di scansione delle immagini 2+3D che garantisce velocità ed efficienza ed allo stesso tempo, per la prima volta in Italia, offre un’alta precisione e qualità riconosciute dagli standard internazionali” spiega Camilla Perondi, conservation scientist della startup guidata da Luca Ponzio, fondatore della società Haltadefinizione, partner di Memooria assieme all’Opificio delle Pietre Dure.

Casa Boschi

L’intervento nasce dalle specificità dell’edificio che oggi offre al visitatore un’esposizione di circa 300 opere, tra dipinti, sculture e arredi appartenenti alla collezione di Antonio Boschi e della moglie, Marieda Di Stefano. La raccolta rappresenta una testimonianza dell’arte italiana del XX secolo. “Le opere sono sottoposte alle variazioni di clima tipiche di ogni casa, con l’alternanza delle stagioni. E’ nostro interesse documentare lo stato delle opere attuale e i cambiamenti nel tempo. Sia per motivi di conservazione sia per ché i cambiamenti di colore nel tempo hanno influenza sulla percezione stessa dell’opera all’occhio umano” spiega Maria Fratelli, Direttore Servizio Case Museo, Dirigente Settore Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici del Comune di Milano.

Le opere digitalizzate - tra gli autori De Chirico, Guttuso, Carrà e Sironi - vengono archiviate tramite blockchain che garantisce la certificazione. Inoltre le opere saranno monitorate nel tempo in modo da inviduare preventivamente variazioni morfologiche e cromatiche non visibili all’occhio umano. Eventualmente saranno impiegate il machine learning e il deep learning per riconoscere pattern di degrado.

Obiettivo principale è, infatti, quello di sviluppare nuove soluzioni per la conservazione preventiva delle opere, assicurando la memoria digitale alle generazioni future. Memooria ha alle spalle collaborazioni con l’Opificio e con la stessa Casa Boschi, oltre ad aver vinto il bando “Innovazione Culturale” 2015 di Fondazione Cariplo.

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