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Non profit, raccolta fondi gratuita con Airbnb

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innovazione sociale

Non profit, raccolta fondi gratuita con Airbnb

Una sorta di crowdfunding il cui ricavato viene devoluto alle non profit. È Airbnb Esperienze per il Sociale che in Italia ha online 24 eventi organizzati da enti del terzo settore validati da TechSoup Italia. Le quote dei partecipanti alle esperienze, dall’aperitivo solidale alla visita archeologica, vanno tutte alle non profit che creano e mettono a disposizione le esperienze tramite la piattaforma di sharing economy. Che non trattiene alcuna commissione. Una opportunità per il terzo settore, sia per la raccolta fondi sia in termini di visibilità.

A Milano è possibile bere un ottimo spritz agli aperitivi del Bar Balzo e la quota di 22 euro va all’associazione Il Balzo che si occupa dell’integrazione dei disabili. Mercoldì 6 giugno invece si potrà passeggiare, per 37 euro, tra gli scavi di Pompei accompagnati da una guida storica e il ricavato andrà all’Associazione culturale Archèia di Napoli.

Il funzionamento è semplice. Prima di tutto bisogna accreditarsi sulla piattaforma di Techsoup Italia, che accerta la natura non profit dell’organizzazione. Poi un membro dell’associazione apre su Airbnb un account (a suo nome o nome della stessa) e inizia a creare Esperienze fissando una quota di partecipazione (no donazione libera) rivolta a piccoli gruppi di persone. Normalmente nella sezione Esperienze di Airbnb - lanciata a fine 2016 - si chiede che l’host (colui che ospita) sia sempre presente a tutte le esperienze. Nel caso delle Esprienze per il sociale si fa un’eccezione ed è previsto che l’evento possa essere co-gestito da un piccolo team. Quali esperienze funzionano? “In generale la maggior parte delle esperienze in Italia riguarda il food& drink - ha detto ieri Nicole Mandelli, responsabile Esperienze per Airbnb Italia alla presentazione della sezione Esperienze per il Sociale, di fronte alle organizzazioni non profit - I casi di maggior successo riguardano piccole associazioni, che hanno poca burocrazia interna, e le realtà che hanno programmi pre-esistenti in questa direzione o personale interno con contatti preesistenti”. Non sono ammesse esperienze una tantum, né è possibile includere trasporti o soggiorni. Airbnb rinuncia alla sua commissione di intermediazione (20%) e offre anche una copertura assicurativa di base (per maggiori informazioni esperienze@airbnb.com).

L’attività non deve necessariamente essere legata alla missione della non profit e i singoli volontari possono mettere a disposizione per le Esperienze anche competenze proprie specifiche. Si può pensare al coinvolgimento dei partecipanti anche a brevi esperienze di volontariato purché non siano generiche. L’importante infatti è che i partecipanti sentano di accedere a qualcosa di esclusivo, di unico che sia un luogo o una community.

A livello mondiale, da fine 2016, 22mila persone hanno partecipato a oltre 300 Esperienze per il sociale, generando ricavi per due milioni di dollari a vantaggio di 330 organizzazioni. La possibilità è ora attiva in 75 città distribuite su 33 paesi. L’obiettivo per quest’anno è coinvolgere oltre mille non profit per una raccolta da dieci milioni di dollari.

Esperienze per il sociale va ad arricchire la sezione Esperienze che sono oltre 12mila nel mondo e 1.320 in Italia, in cui il guadagno settimanale medio è di 230 euro per host attivo. Peraltro l’Italia è il primo paese al mondo in cui Airbnb Esperienze non ha limiti territoriali, le esperienze possono essere proposte ovunque.

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