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Bitcoin, dal più grande furto della storia emerge un tesoretto di un miliardo di dollari

Gli ex clienti di Mt.Gox, la piattaforma di scambio di criptovalute che aveva dichiarato fallimento quattro anni fa sull’onda di un cyberattacco, potrebbero ritrovarsi oggi con molti più soldi di quelli investiti allora. Dopo un estenuante braccio di ferro legale, un tribunale giapponese ha sentenziato che la società nipponica debba uscire dalla procedura fallimentare, aprendo la porta a un tesoretto di oltre un miliardo di dollari a disposizione dei vecchi clienti.

Facciamo un passo indietro. Nel 2014 Mt.Gox, allora di gran lunga l’exchange per criptovalute più utilizzato al mondo, si vede sottrarre l’intero patrimonio di Bitcoin in custodia per conto dei clienti in seguito a un misterioso attacco hacker: 850.000 bitcoin valutati allora 473 milioni di dollari, ma che oggi hanno un valore di oltre cinque miliardi di dollari dopo essere arrivati a 17 miliardi lo scorso dicembre, ai picchi delle valutazioni della criptovaluta.

A oggi Mt.Gox rappresenta il più grande furto di criptovalute mai effettuato. Più tardi sono stati ritrovati nelle pieghe del criptomondo circa 200mila bitcoin sfuggiti agli hacker, ma che sono rimasti bloccati nel procedimento fallimentare chiesto dai creditori, che hanno avviato una battaglia legale durata quattro anni e che probabilmente non è ancora del tutto finita. In caso di bancarotta avrebbero infatti diritto al risarcimento delle loro valute sulla base della valorizzazione al tempo del furto, quando il bitcoin valeva 483 dollari.

Ma oggi, sia pur in caduta di oltre il 70% dai massimi, la criptovaluta vale oltre dieci volte di più, attorno ai 6mila dollari. Ed è chiaro che questo faceva gola ai vecchi possessori che alla fine hanno ottenuto dal tribunale di Tokyo che la società uscisse dalla procedura fallimentare per essere ammessa a una più leggera procedura concorsuale. A disposizione dei vecchi possessori rimangono a oggi più o meno 170.000 bitcoin che nel fattempo si sono arricchiti di altrettanti Bitcoin Cash, frutto di una scissione della blockchain della criptovaluta. Per un valore complessivo pari a circa 1,2 miliardi di dollari.

La notizia allevia anche le accuse nei confronti dell’ex Ceo di Mt.Gox, Mark Karpelès, sotto porcesso per truffa, appropriazione indebita e altre accuse penali.

I creditori rimarranno comunque con il fiato sospeso, dal momento che la restituzione non sarà immediata. Dovranno presentare di nuovo la documentazione sulla titolarità degli asset e dovrà essere approvato un piano di distribuzione delle criptovalute, che non potrà arrivare prima del febbraio 2019. Da qui ad allora il Bitcoin, non certo rinomato per la sua stabilità, potrà avere valutazioni completamente diverse.

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