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Apple, ecco il nuovo store in Piazza Liberty a Milano (con 230…

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la CAPITALE italiana DELLA APP ECONOMY

Apple, ecco il nuovo store in Piazza Liberty a Milano (con 230 dipendenti)

Un ingresso di vetro sotto lo scroscio di una fontana, l’altro da una scalinata che mima gli anfiteatri romani. Poi giù per una rampa, fino agli spazi che furono del cinema Apollo e ora sono dominati dal logo della Mela morsicata. Apple ha svelato oggi il suo primo flagship store (negozio monomarca) di Piazza Liberty a Milano, prossimo all’inaugurazione giovedì 26 luglio.

Il colosso californiano conta già altri due spazi nell’hinterland a Rozzano e Carugate, 17 centri in Italia e oltre 500 in tutto il mondo, ma in questo caso si parla di quei negozi di rappresentanza (flagship vuol dire “nave ammiraglia”) che sponsorizzano il marchio aziendale in tutto il mondo.

La struttura, firmata dallo studio Foster&Partners, è arrivato dopo un anno di lavoro e un accordo con il Comune di Milano per la riqualificazione della piazza. L’edificio darà lavoro a 230 dipendenti, capaci di parlare in 15 lingue e in arrivo dalle carriere più disparate. Oggi alcuni di loro erano già schierati con la divisa di ordinanza, anche se guai a rilasciare dichiarazioni ai cronisti invitati.

«Vogliamo svolgere la funzione che aveva la piazza in passato: un luogo dove le persone possono connettere, condividere e rilassarsi » ha riassunto Giuseppe Caropreso, il market director di Apple per l’Europa meridionale, di fronte a un’altra particolarità del negozio: un lead wall (un maxischermo) da diverse centinaia di migliaia di euro, che fa sfoggio di sé accanto a tavoli e vetrine con tutti i device della casa in esposizione.

Milano capitale italiana della app economy
Scenografia a parte, la store di Apple si presenta con delle caratteristiche che giustificano l’investimento - pesante - sul progetto. Il negozio sarà aperto tutti i giorni dalle 10 alle 21 e mette in vendita sia i prodotti Apple (ne sono esposti 130 fra iPhone iPad, Mac, Watch) sia una serie di gadget di aziende “amiche”, come spazzolini elettrici e sistemi di monitoraggio del sonno. L’altro aspetto interessante, a dire dell’azienda, è che il «negozio non sarà solo un negozio»: tutti i giorni verranno calendarizzate delle iniziative gratuite, chiamate Today ad Apple, dove si parlerà variamente di arte, musica o coding. Per il resto è uno spazio espositivo con doppio ingresso e un’estetica simile a quelli degli store analoghi diffusi in tutto il mondo, da New York a Singapore.

L’azienda non ha rilasciato commenti ulteriori, ma la scelta di Milano si riallaccia a un trend che va oltre il ruolo di Apple: la cosiddetta app economy, l’economia generata dalle applicazioni vendute sui nostri dispositivi. Secondo i numeri forniti oggi da Apple, il fenomeno crea 1,7 milioni di posti di lavoro su scala europea ed elegge l’Italia a quinto mercato della Ue.

Solo a Milano il settore impiega 22mila persone, la 12esima città più vivace d’Europa per il settore, mentre uno studio della Commissione europea pronostica un giro d’affari continentale da 63 miliardi di euro entro il 2018. In Italia, negozi a parte, l’azienda ha inaugurato nel 2016 la Apple Developer Academy, un istituto per la formazione di sviluppatori iOS (il sistema operativo mobile di Apple) nato dalla collaborazione fra l’azienda californiana e l’Università Federico II di Napoli.

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