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Google Next 18

Il futuro di Google non è più solo pubblicità. Le novità su cloud e Ai

Il futuro di Google potrebbe non essere (solo) la pubblicità. Grazie al cloud e all'intelligenza artificiale, si apre una strada inedita per la casa di Mountain View. Il colosso hi-tech americano, che oggi vede il suo fatturato provenire per quasi il 90% dall'advertising, ha infatti un'altra divisione interna che sta crescendo sempre più rapidamente e che non è basata sulla monetizzazione degli utenti. È il cloud per le imprese, in un mercato in cui a competizione con Amazon Web Services (AWS) e Azure di Microsoft è serrata. Google però dalla sua ha un asso, secondo il Ceo della divisione Cloud, Diane Greene: «Siamo una delle più grandi aziende al mondo basata sulle informazioni e il cloud. Sono venti anni che scaliamo e ottimizziamo le tecnologie che ci hanno permesso di innovare a un tasso mai visto prima sul mercato».

Green ha presentato la prima giornata di Google Next 18, il più grande evento di sempre mai tenuto finora dalla casa di Mountain View che è in corso in queste ore a San Francisco e che è dedicato esclusivamente al mercato B2B con più di 20mila partecipanti da 86 paesi con più di 500 sessioni e 3mila partner. Una giornata all'insegna del matrimonio fra cloud e intelligenza artificiale. Come spiega Fei-Fei Li, la scienziata di origine cinese che da venti anni fa ricerca sull'intelligenza artificiale e che Green ha voluto come chief scientist di Google AI (la divisione dedicata all'intelligenza artificiale), «l'AI ha avuto una evoluzione straordinaria in questi anni ma è ancora un campo emergente con grandissime possibilità davanti. Quel che vogliamo fare è democratizzarle, dal settore retail a quello dell'agricoltura e della salute, grazie al cloud».

Cosa è Cloud AutoMl. Gli annunci della prima giornata vanno proprio in questa direzione: Cloud AutoML, sistema automatico ma “facile” per creare nuove funzionalità di AI ad esempio per il contact center oppure per il riconoscimento delle immagini o per le traduzioni automatiche. «Questo – dice Li – permetterà anche alle aziende che non hanno competenze interne di AI di sviluppare soluzioni su misura non ancora sviluppate in laboratorio, senza bisogno di imparare a usare Tensor Flow e i meccanismi più complessi».
Ma nel futuro delle aziende, dice Prabhakar Raghavan, vicepresidente responsabile della Google Suite, l'insieme di app e servizi nel cloud per le aziende (posta, calendario, messaggistica, documenti), c'è l'intelligenza artificiale per rendere più sicuro, più smart e più semplice l'uso dei prodotti di Google dal cloud. Ci sono 1,4 miliardi di persone che usano la suite di Google tutti i giorni, 80 milioni di studenti ma anche 4 milioni di aziende che pagano per utilizzare Google Docs, Gmail personalizzata, la suite di collaborazione e messaggistica Hangout.

In questo settore arrivano e versioni preliminari dell'intelligenza artificiale che, a partire da questo autunno, permetterà di scrivere potenziare l'attività lavorativa con lo smart reply di Gmail e Hangout, la correzione grammaticale e ortografica nei documenti Docs, il meccanismo automatico per trovare “buchi” in agenda e organizzare meeting. «La semplicità – dice Raghavan – è fondamentale perché il 74% delle aziende dichiara che la maggior parte del tempo viene speso a collaborare con ostacoli pratici che devono essere rimossi il più velocemente possibile».

Ecco Kubernetes. Insieme ai nuovi servizi gestiti e alle novità che riguardano la collaborazione con il mondo open source e l'offerta alle aziende delle tecnologie di base per il segmento dei container, i mattoni del cloud di Google, come Kubernetes e il nuovo Istio, Google apre il fronte anche della completa trasversalità dei suoi prodotti sia nei datacenter cloud suo che in quelli “on premises” cioè interni alle aziende per l'erogazione del cloud privato. Una simmetria che apre la strada anche al desiderio di semplificare quello che è inutilmente complicato nella gestione dei servizi e dei sistemi: «Otto aziende su dieci - ha spiegato Urs Hölzle, primo VP engineering di Google, dipendente numero 8, che lavorava al cloud di Google molto prima che la nuvola venisse chiamata così - hanno una strategia multi-cloud tra più fornitori pubblici e servizi di cloud privato e ibrido. La soluzione è ridurre la complessità: l'intelligenza artificiale ha un ruolo chiave anche qui».

C'è stato tempo anche per un passaggio del Ceo di Google, Sundar Pichai: «La nostra missione è organizzare l'informazione del mondo. Ma ci siamo resi conto che vuol dire anche aiutare le aziende nostre clienti a realizzare la vostra missione. Per questo l'obiettivo oggi è la massima apertura delle tecnologie che abbiamo costruito internamente e che ci hanno permesso di innovare così velocemente, e renderle disponibili alle aziende».

La chiave, come un mantra, è l'AI oltre al cloud: «Oggi siamo a un punto di svolta: l'AI serve a tutti, dai dottori in ospedale ai contadini nei campi. Abbiamo una strategia ”AI first“ perché pensiamo che il cloud e l'AI siano una gigantesca opportunità per tutti e che il meglio debba ancora venire».

Cybersecurity? Google, che nei giorni scorsi ha presentato 20 “advancements” in tema di security e altri 10 fra prodotti e servizi, ha realizzato numerose alleanze tecnologiche con system integrator come Deloitte e Accenture ma anche con i big della tecnologia, da Cisco a Sap, per realizzare quell'approccio al mercato sempre più tecnico che sta rivelandosi la chiave di apertura per il terzo arrivato (con la quota più piccola) nel mondo dei servizi cloud per le aziende. Un appoccio tecnico che ha portato a triplicare gli ingegneri messi in prima linea a parlare con le aziende, più che aumentare la forza vendita commerciale. Obiettivo implicito: superare il busienss della pubblicità e aprire un nuovo filone, con la speranza dei dirigenti di Google che sia altrettanto se non più ricco.

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