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Perché il Data Transfer Project è una buona notizia per noi europei

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Perché il Data Transfer Project è una buona notizia per noi europei

Google, Facebook, Microsoft e Twitter hanno annunciato una nuova iniziativa congiunta denominata Data Transfer Project. Il progetto open source ha l'obiettivo di aiutare gli utenti a trasferire i propri dati tra i fornitori di servizi in modo semplice e sicuro. La parola chiave per provare a inquadrare la notizia è interoperabilità. Oggi se una persona vuole trasferire i propri dati da una piattaforma online ad un’altra nella maggiore parte dei casi deve scaricare il dataset e poi ricaricarlo. In base a questa iniziativa sarà realizzato un tool con consentirà più facilmente il passaggio. Tecnicamente è uno dei primi grandi effetti della nuova normativa europea in fatto di gestione della privacy e delle informazioni (Gdpr). Una delle norme al suo interno ha imposto il diritto alla portabilità dei dati personali degli utenti che usano questo tipo di servizi. I dati oggetto di portabilità sono quelli trattati con mezzi automatizzati sulla base di un contratto o di un consenso e non sempre è facile individuarli e tanto meno inviarli all'interessato in formato “strutturato, di uso comune e leggibile da dispositivo automatico”. Il progetto Data Transfer utilizzerà le API esistenti dei servizi e i meccanismi di autorizzazione per accedere ai dati. Per noi europei più che una buona notizia è il segno che la Gdpr sta cominciando a cambiare il volto della gestione dei dati non solo in Europa. Non avevamo dubbi in merito, le norme vanno rispettate, tuttavia l’augurio è che un po’ di cultura europea sul trattamento dei dati possa contaminare non tanto il modo di intendere la privacy quanto la trasparenza della gestione dei dati fuori dal Vecchio Continente. Viste dall’Europa le grandi piattaforme digitali hanno vinto sul web, monopolizzando i principali servizi digitali che attraversano questa piattaforma, hanno vinto la sfida sull’intelligenza artificiale e si stanno attrezzando anche sui nuovi paradigmi come il Quantum computing. Se la partita è giocata con trasparenza (e interoperabilità) può essere utile per tutto l’ecosistema

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