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P101 investe 1,5 milioni in Wonderflow

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P101 investe 1,5 milioni in Wonderflow

È il primo investimento del neonato fondo Programma 102 di P101 Sgr e interessa una realtà italiana, Wonderflow, che ha saputo trovare spazio in un mercato dinamico e al contempo selettivo come quello dei Big Data. L’operazione che battezza il secondo veicolo di finanziamento del venture capital, lanciato a maggio con un target di raccolta di 130 milioni di euro (ad oggi ne sono stati sottoscritti circa 75 milioni), vale 1,5 milioni euro e lascia la maggioranza delle quote in mano ai soci fondatori. Prima di questo round, la società aveva ricevuto complessivamente circa 450mila euro da vari angel investor in due distinti deal, uno completato a fine 2014 e l’altro a cavallo fra 2015 e 2016.

Curiosa la storia di questa startup tecnologica nata a Trento e subito emigrata nei Paesi Bassi, dopo essere stata selezionata da Rockstart, incubatore di Amsterdam. Superata con successo la fase iniziale, il ritorno a casa, presso l’ Hub Innovazione Trentino, dove lavorano una quindicina di persone (circa 60 i collaborati in organico, di cui la metà donne) nella controllata Wonder Technology. Il cuore della sua attività è una tecnologia, messa a disposizione di multinazionali come Philips, Samsung, TomTom, Uber, Dhl, Kantar, che ha la peculiarità di estrarre, dai feedback e dai commenti pubblicati online dai consumatori e dalle informazioni provenienti dal customer service aziendale, una serie di indicatori utili a supportare lo sviluppo e le strategie di marketing di un prodotto.

«Il nostro software di analisi – spiega al Sole24ore il ceo e co-founder di Wonderflow, Riccardo Osti – si sostituisce al lavoro dei data scientist sfruttando l’intelligenza artificiale per replicare e simulare su larga scala le capacità umana di esaminare un testo, processandone fino a 150mila l’ora in oltre 10 differenti lingue». Proprio la capacità di macinare dati in modo focalizzato e in chiave consumer-centric e di aver creato su questa un modello di business credibile, assicura Osti, ha convinto i primi investitori a credere nel progetto. La storia si è ripetuta con P101, invitata a saggiare le potenzialità della piattaforma direttamente al cospetto di alcuni clienti della startup. «Per noi – ha confermato in proposito Giuseppe Donvito, partner di P101 - quello dei Big Data è uno dei trend di investimento più interessanti per gli anni a venire, per dimensione di mercato e per la capacità di disruption». Il segmento al quale si rivolge Wonderflow è quello della customer analytics, per cui è stimato un giro d’affari globale di oltre quattro miliardi di dollari nel 2019, rispetto ai 1,6 miliardi del 2014. La società di ricerca Idc prevede crescite composite annue per le piattaforme software di predictive analystics intorno al 40% (8,4 miliardi di dollari nel 2021) e se apriamo l’orizzonte all'intero mondo dei Big Data la torta a cui ambire è ancora più grande, nell’ordine dei 50 miliardi già entro il 2019 (fonte Statista).

L’idea di Wonderflow, a valle del nuovo finanziamento, è quella di consolidare il posizionamento nel mercato europeo e di intensificare lo sviluppo delle tecnologie di analisi predittiva, dando continuità a un fatturato in costante aumento: «Per il 2018 pensiamo al raddoppio dei ricavi e puntiamo a una strategia di crescita organica e costante. Per i round di finanziamento più grandi c'è tempo» sottolinea Osti.

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