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Google 20 anni dopo: cosa fanno oggi gli artefici del suo successo

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1998-2018

Google 20 anni dopo: cosa fanno oggi gli artefici del suo successo

Tutti conoscono Sergey Brin e Larry Page, i cofondatori di Google, ma oggi che l’azienda celebra 20 anni di storia è interessante andare a vedere che fine hanno fatto gli altri protagonisti della nascita del motore di ricerca che ha cambiato internet. Sui fondatori vale la pena ricordare che il progetto di ricerca di Larry Page nel 1995 si chiamava BackRub. Insieme a Sergey Brin misero a punto il PageRank e il primo motore nel 1996: funzionava solo nelle reti interne di Stanford.

Oggi Larry Page è ceo di Alphabet, la holding che controlla Google. Secondo una recente inchiesta di Bloomberg è molto assente in azienda, oltre al fatto che non presenta prodotti e dal 2013 e non parla con i giornalisti dal 2015, anche per un problema di paralisi delle corse vocali che gli rende difficile parlare. Sergey Brin è invece il presidente. Il ceo di Google è Sundar Pichai dal 2015: era in azienda dal 2004 con ruoli di responsabilità crescente fino a capo del prodotto.

GUARDA IL VIDEO: Google compie vent’anni

La scommessa da 100mila dollari, la sua fortuna
Un personaggio chiave è Andy Bechtolsheim. Fu un advisor di Stanford a consigliare ai due cofondatori di incontrare l’investitore. Gli illustrarono il lavoro, lui fece diverse domande. Poi sentenziò: «Non voglio perdere tempo. Sono sicuro che vi aiuterà se firmerò un assegno». Gli suggerì di chiamare l’azienda Google Inc. Accetterano e incassarono 100mila dollari. Per festeggiare andarono da Burger King. Bechtolsheim non era uno di primo pelo: era tra i fondatori di Sun Microsystems, che verrà poi comprata da Oracle nel 2010 per 7,4 miliardi di dollari. Tedesco di origine, aveva fatto un Phd a Stanford, il che è piuttosto tipico: molte delle startup diventate colossi hanno fatto tesoro del network della Silicon Valley, che spesso nasceva in università. Ha poi fondato Arista Networks. È il 242esimo miliardario nel mondo nella classifica di Forbes 2018, è «deve molto della sua fortuna», scrive il magazine, a quell’investimento in Google.

Una stanza da futuro CEO
Incassato l’assegno, per Google la cameretta di Sergey Brin era un po’ troppo stretta come sede. Così affittarono una stanza da Susan Wojcicki. Quella divenne la prima sede di Google. Ai tempi la donna aveva appena compiuto trent’anni e lavorava nel marketing di Intel. Divenne la prima responsabile marketing di Google. La dipendente numero 16 dell’azienda. E ora? Ha fatto una lunga carriera interna, fino ad arrivare a Google Video. È stata sua l’idea di comprare YouTube, di cui oggi è CEO. Tornando a vent’anni fa: la sua stanza non bastò a lungo a Google. Nel 1999 la sede si spostò a Palo Alto. Arrivarono altri investimenti. Tra questi quello di Jeff Bezos, CEO di Amazon.

Il modello di business preso da Bill Gross
Tutto sembrava andare alla grande, solo che Google non era l’unico di motore di ricerca. E al pari degli altri, non aveva un modello di business originale. A un certo punto si distinse GoTo.com, il primo a introdurre la pubblicità pay per click. Il fondatore era Bill Gross (non quello di Pimco), imprenditore di lungo corso. Aveva fondato l’azienda sei mesi prima di Google. La sua soluzione collegava la ricerca dell’utente con i link sponsorizzati. Ci furono degli incontri con Brin e Page, ma l’acquisizione non andò in porto. Fece un accordo di esclusiva con AOL.com. Venne poi rinominato Overture, intanto Google lanciò AdWords. Fu un tale successo che Aol mollò l’esclusiva per andare da Google. Mentre Overture venne comprato da Yahoo per 1,63 miliardi di dollari. L’idea alla base del modello di business di Google deve dunque molto a Bill Gross. E anche se non divenne multimiliardario grazie a Google, ma Yahoo, fu anche la fortuna di Gross. Che non stette fermo: negli ultimi anni ha costruito il motore di ricerca interno a Snapchat, lanciato TweetUP e fondato Energy Innovations, attiva in campo energetico.

Eric Schmidt, un CEO-supervisore adulto
Non si può omettere Eric Schmidt, lo storico ceo di Google. Arrivò nel 2001. Brin disse in un’intervista che avevano bisogno di un supervisore adulto. E Schmidt aveva l’esperienza per farlo: aveva lavorato come capo delle tecnologie di Sun ed era stato CEO di Novell. Schmidt ha guidato Google per 10 anni decisivi, passati dall’Ipo nel 2015, l’acquisizione di YouTube, e il lancio di prodotti come Google Doc e Gmail. Nel 2011 è diventato presidente lasciando il posto a Page. In un tweet scrisse: «La supervisione di un adulto giorno per giorno non serve più!»

Il più “vecchio” assunto
È interessante anche guardare la lista delle prime assunzioni. La prima, la numero 3 considerando la 1 e la 2 dei cofondatori, fu quella di Craig Silverstein . Phd a Stanford, lavorò attivamente sull’algoritmo. Rimase in azienda fino al 2012, quando si dimise per andare in Khan Academy, una startup attiva nella formazione. L’anzianità maggiore ce l’ha invece Urs Hölzle. Assunzione numero 8, ancora oggi dipendente Google. Svizzero, ovviamente laureato a Stanford. Oggi è senior vice president responsabile delle infrastrutture tecniche.

La meteora Marissa Mayer
Tra i dipendenti di lungo corso di Google c’è anche Marissa Mayer. Ingegnere del software, fu la prima donna a essere assunta. Fece molta carriera occupandosi, tra gli altri progetti, di Google Maps, Google Earth, iGoogle. Ha lasciato l’azienda nel 2012 per diventare CEO di Yahoo a 37 anni. Incinta, al sesto mese di gravidanza. Prese in mano un’azienda in grosse difficoltà con una missione quasi impossibile. Partì bene con l’acquisizione di Tumblr e un forte rinnovamento di management e immagine, ma la sua è stata una gestione difficile e molto criticata, in particolare per il data breach ammesso con molto ritardo. Yahoo non si è mai davvero ripresa ed è stata venduta a Verizon nel 2017. Yahoo ha messo fine alle ambizioni di carriera della Mayer, che sei anni fa aveva addosso tutti gli occhi della Silicon Valley. È uscita con 23 milioni di buonuscita. Ora ha fondato Lumi Labs. Si occupa della realizzazione di applicazioni domestiche che sfruttano l’intelligenza artificiale. Ha preso ufficio a Palo Alto, nello stesso stabile dove iniziò in Google 20 anni fa.

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