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Arriva Fifa 19 con la Champions League e la modalità con l'arbitro che…

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Arriva Fifa 19 con la Champions League e la modalità con l'arbitro che non fischia

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Fifa, la simulazione calcistica più venduta nel mondo, è come un accumulatore seriale. Ogni anno aggiunge un pezzo con un intento nobile e quasi enciclopedico da fare impallidire la concorrenza che poi su console è l'indimenticato e sempre valido Pes (Pro evolution soccer). Quest'anno le novità sono in ordine: la Champions League strappata a Konami, la modalità con l'arbitro che non fischia mai, quella dove esce un calciatore ogni volta che segnate un gol, come l'anno scorsa la storia che ci vedrà però indossare questa volta tre magliette diverse e poi una versione rivista e limita di Fut (Fifa Ultimate Team), l'ennesima modalità che permette di creare il nostro dream team con una logica vicina a quelle dello scambio di figurine.

Non mi soffermerò sulle opulenza delle licenze che annovera anche i campionati più dimenticati e lontani, sull'attenzione al calcio femminile, sul realismo delle espressioni del volto e dei gesti atletici dei campioni. Provato nel corso delle numerose anteprime che accompagnano il debutto di questo vendutissimo gioco, si apprezza anche lo sforzo sul tentativo di rendere sempre più realista e meno arcade il gameplay. Il ritmo resta serrato e veloce, i contrasti sono ora più imprevedibili, poi con un doppio tasto si può tirare in modo più preciso e anche il contatto con la palla è un po' più realistico. Non spenderei troppe parole sulle tattiche che rappresentano un miglioramento sostanziale. Viene infatti offerta la possibilità di cambiare in corso d'opera l'atteggiamento della squadra chiedendo ai proprio giocatori di accorciare, allungare o ammassarsi in area. Dove invece vale davvero la pena soffermarsi è sulla modalità “survivor” e su quella “no-rules”. Con gli amici meno competitivi è quello che mancava. Si chiacchiera e si punta alle gambe dell'avversario.

O quando si è troppo forti ci si ritrova in quattro o cinque contro l'undici avversario. Si sorride di più insomma, come quando si gioca a calcio da stanchi. Sicuramente non piacerà a tutti. Chi aspetta Fifa per sfidare gli amici in mega-tornei serratissimi (la stragrande maggioranza) resterà magari indifferente. Ma per chi si misura con il calcio in modo più rilassato apprezzerà lo spirito dissacrante di avere finalmente trattato questo sport con un minimo di leggerezza. Fifa, a torto o a ragione, è l'appuntamento videoludico dell'anno. Ci sono migliaia di giocatori che usano la console fondamentalmente solo per tirare calci con un controller in mano. E non c'è nulla di male, figuriamoci. Serviva, ed è arrivato, uno sguardo laterale, per un gioco che ha sempre avuto l'unico difetto di essere troppo spettacolare per essere una simulazione del calcio, troppo popolare per potere prendersi una pausa di riflessione e anche troppo ricco per diventare una esperienza temporanea. Fifa è come il Natale, ogni anno promette qualcosa di più. Finalmente comincia a prendersi anche un po' in giro.

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