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Google motore predefinito sugli iPhone: ad Apple 9 miliardi di dollari

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la stima di Goldman Sachs

Google motore predefinito sugli iPhone: ad Apple 9 miliardi di dollari

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foto reuters
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Sono lontani i tempi in cui Yahoo! sborsava 300 milioni di dollari per essere il motore di ricerca predefinito su Firefox. Erano gli anni in cui la società di Sunnyvale godeva di una certa salute, e il browser di Mozilla era il vero competitor di Internet Explorer. Poi è arrivata Google, ha lanciato Chrome, si è presa con prepotenza il settore della ricerca online. Eppure i metodi non sembrano essere cambiati molto, anzi. Secondo una stima di Goldman Sachs, infatti, il colosso di Mountain View, ogni anno sborsa cifre da capogiro per assicurarsi un posto in prima classe sugli iPhone.

Pur di essere il motore di ricerca predefinito sui telefoni di Cupertino, Google pagherebbe – per il solo 2018 – una cifra vicina ai 9 miliardi di dollari. Un assegno importante che finisce, dritto dritto, nelle casse di Apple. Ma non è tutto: sempre secondo la società di analisi, il prossimo anno Big G sarà costretta rivedere al rialzo questa cifra. Per il 2019, infatti, la somma da stanziare per fare in modo che Google sia ancora il motore di ricerca di default sul browser Safari degli iPhone arriverà a 12 miliardi di dollari.

«Riteniamo che queste cifre vengano calcolate in base al numero di ricerche effettuate dagli utenti» ha spiegato un rappresentante di Goldman. Numero che si concretizza sugli iPhone, sulle richieste a Siri e sugli altri dispositivi Apple. Ovviamente solo per quanto concerne Safari, dato che per gli utenti che scaricano l'app di Google Chrome, il motore di ricerca predefinito è già quello di Mountain View.

Va detto che questo tipo di operazioni solitamente rimangono riservate. E che i dettagli emergono raramente. Le analisi di Goldman Sachs, tuttavia, si sono concentrate su un particolare capitolo di ricavi del bilancio di Apple, quello relativo ai servizi. Una voce che per il 2018 è stimata in 36 miliardi di dollari. Circa un quarto di questa, però, avrebbe poco a che fare con i servizi veri e propri, e sarebbe riconducibile alla somma pagata da Google per assicurarsi il privilegio di motore di ricerca predefinito sugli iPhone. È necessario ribadire che è possibile che le stime di Goldman siano errate. Del resto, né Google né Apple rivelano i pagamenti che intercorrono tra le società o altri termini delle loro disposizioni commerciali.

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