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Travel Appeal punta all'Europa con un nuovo round da 3 milioni

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Travel Appeal punta all'Europa con un nuovo round da 3 milioni

Nata nel gennaio 2014 con il supporto di H-Farm e attiva oggi con un team di una trentina di collaboratori in quattro diverse sedi (due in Italia, di cui una all'interno dell'acceleratore di Roncade, e due all'estero, a Londra e Amsterdam), Travel Appeal compie un passo in avanti importante, forse decisivo, nel campo dei servizi turistici B2B. Per la startup è arrivato infatti, contestualmente alla trasformazione in Spa, un nuovo aumento di capitale da tre milioni di euro, sottoscritto dal fondo Indaco Ventures I e da Airbridge Equity Partners. L'obiettivo dichiarato, a valle del round series A appena concluso, è duplice. Potenziare l'ulteriore sviluppo della piattaforma tecnologica che raccoglie e analizza in tempo reale i dati online relativi alle diverse destinazioni turistiche, sfruttando tool di business intelligence e di elaborazione dei Big Data sviluppati internamente; accelerare il processo di internazionalizzazione. Oggi le soluzioni di Travel Appeal vengono utilizzate da oltre 4mila clienti (tra hotel, b&b, ristoranti, musei e varie altre strutture ricettive, enti territoriali compresi) e l'idea è quella di ampliare ancora questa rete, andando ad operare nei mercati trainanti per il turismo leisure e business, come Dubai, e a coprire in modo capillare tutta l'Europa.
Lato ricavi, dopo un quadriennio di crescita esponenziale, la società punta a raddoppiare ancora il fatturato anno su anno e a superare i 25 milioni di euro dal 2021. “Il piano condiviso con gli investitori - conferma al Sole24ore il founder e Ceo di Travel Appeal, Mirko Lalli - prevede di arrivare a breakeven nel prossimo triennio. Il nostro modello di business è esponenzialmente scalabile e con margini molto alti ma abbiamo bisogno di risorse per crescere velocemente nei mercati più maturi a livello internazionale e per mantenere innovativo il prodotto. I Fondi che ci stanno supportando ora – continua - hanno sia la capacità sia la volontà di partecipare ad ulteriori round, se sarà necessario, nei prossimi 36 mesi”.
Diventare il partner di riferimento degli operatori dell'hospitality e di migliaia di piccole e piccolissime aziende della filiera del travel è dunque la missione, e per farlo Travel Appeal punta su una piattaforma in grado di interpretare, grazie all'intelligenza artificiale e al machine learning, i dati raccolti in Rete e di trasformarli in azioni e consigli pratici per migliorare la gestione dell'operatività aziendale. Oggi la startup è in grado di monitorare su base annua la reputazione digitale di oltre un milione di properties turistiche e il fiore all'occhiello è un assistente virtuale (un chatbot) che consente di semplificare l'interazione con i viaggiatori e di raccogliere informazioni mirate sui loro comportamenti.
Se il B2B può diventare lo spazio vitale di sviluppo e affermazione per le nuove imprese tecnologiche del travel, come l'italiana Manet (che lo scorso marzo ha raccolto un milione di euro da LVenture Group e Angel Partner Group), è indubbio però che i grandi round finanziamento ruotino al momento intorno alle startup che operano sul fronte consumer. Nel 2017, secondo le rilevazioni di Cb Insights, alle startup del travel tech sono andati complessivamente 5,3 miliardi di dollari in circa 350 operazioni. Allargando l'orizzonte agli ultimi cinque anni, il valore globale del funding ha superato invece i 10 miliardi: il 38% di questa cifra è finita ad aziende statunitensi e il 26% ad imprese cinesi. E sono asiatiche, non a caso, quattro dei cinque unicorni del travel che hanno raccolto più capitali dal 2013 alla fine dello scorso anno: dietro Airbnb spiccano infatti i nomi di LY.com e TuJia (cinesi), Oyo Rooms (indiana) e Traveloka (indonesiana).

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