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Assassin’s Creed Odyssey: la storia dell’antica Grecia diventa…

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Assassin’s Creed Odyssey: la storia dell’antica Grecia diventa un parco giochi vero

Assassin Creed Odyssey non è il solito Assassin Creed. La declinazione di Ubisoft dell'antica Grecia rischia di essere l'ambientazione storica più convincente dell’intera storia della serie. Perso ormai da tempo lo stupore il senso di libertà degli open world, le corse sui tetti e il parkour spettacolare, Assassin aveva perso quella unicità che lo ha reso un simbolo del “think different” del modo di progettare i videogiochi in Europa. Per capirci, ci sono titoli dove puoi serenamente saltare i dialoghi, i filmati, le parti introduttivi perché intanto il gameplay te lo permette, si va avanti lo stesso, come dire, non conta la storia che c’è dietro. In Assassin’s Creed è il contrario. Si gioca per imparare e vedere cose del passato, esplorando una versione romanzata di quanto abbiamo studiato sui libti. Odyssey ha il merito di trasformare la storia dell'antica Grecia in un parco giochi grandioso e vivo, se vuoi un po’ ripetitivo ma mai noioso. La mappa offre una diversità e una ricchezza di scenari
mai vista prima nella serie, dalle splendide isole Cicladi ai boschi della Tessalonia, oltre a regioni montane e vulcaniche. Perdersi è un attimo.

Odissea? Siamo nel 431 A.C., all'inizio della Guerra del Peloponneso, combattuta tra la Lega di Delo, guidata dagli ateniesi, e la Lega del Peloponneso, sotto l'egemonia di Sparta. L'imperialismo ateniese, esercitato sugli alleati di Sparta, ha creato molte tensioni. Di conseguenza si fronteggiano due fazioni: Atene e Sparta. Ognuna sta cercando di attirare più stati possibili dalla propria parte. Questi stati sono governati da leader e possono affrontarsi in battaglie epiche per supportare la propria fazione.

La storia nel gioco. Odyssey ti mette nei panni di un venditore ambulante in un momento tumultuoso per la Grecia. Sei Alexios o la sorella Kassandra. Un misterioso culto predice la caduta di Sparta. Per prevenire l'avverarsi della profezia, una famiglia condanna il proprio bambino a morte. Diciassette anni dopo, il protagonista ricompare miracolosamente per diventare un «Misthios», un mercenario.

Assassin's Creed Odyssey – Il trailer

Il gioco. Il giocatore può scegliere a quali fazione unirsi, in varie missioni o durante battaglie che impiegano gruppi di 150 soldati. Ci sono anche le battaglie navali, decine di isole da visitare e 26 isole interamente ricreate per il gioco. Ci sarà Atlandite e la lotta con il Minotauro. Il sistema di combattimento e la componente di ruolo sono la novità più divertente. Si possono fare molte più cose, comprese relazioni sentimentali. Non siamo a livello di The Witcher ma il senso è quello.

La tragedia greca. Gli sviluppatori hanno voluto prendere spunto dai canoni della tragedia greca tradizionale. Dico prendere spunto perché l’intendo è quello di rendere riconoscibili alcune dinamiche. Ad esempio, le avventure porteranno il nostro eroe dall'ignoranza alla conoscenza, dall'anonimato alla fama, dal disastro alla catarsi. Come anche negli altri titoli di Assassin’s il giocatore avrà la possibilità di influenzare come questa tragedia si dipana, attraverso un certo numero di scelte che gli verranno presentate.

Il Culto di Kosmos è l'antagonista principale del gioco. I suoi adepti si nascondono tra i mercanti, i preti, i guerrieri e gli schiavisti, o anche tra gli esploratori e i capitani delle navi. Il Culto ha un ruolo considerevole nella storia e ricorda al giocatore i confini dela battaglia ideologica tra Assassini e Templari.

I personaggi. In Assassin’s Creed si incontrano personaggi storici. A questo giro troviamo Socrate, Pericle, Aspasia di Mileto, Ippocrate e Alcibiade. Sarà che le vicende dell’antica Grecia l’abbiamo studiata tutti, ma la curiosità verso a queste re-interpretazioni è più forte rispetto ad altri periodi storici.

Giudizio. Questo Assassin’s Creed provato durante le fiere dedicate al videogame fa un sacco di cose giuste. Non è ortodosso, non guarda indietro e sembra avere trovato una direzione di sviluppo più chiara. Peccato per la mancanza di una modalità discovery per esplorare i luoghi e conoscere la storia. In Origins aveva funzionato piuttosto bene.

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