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Api, zanzare, calabroni asiatici: così la tecnologia sta entrando nel mondo degli insetti

In occasione della prima giornata mondiale dell'ape, lo scorso maggio, la Fao ha ribadito l'importanza di proteggere questa specie per il futuro della nostra alimentazione, dal momento che il 75% delle colture alimentari dipendono dall'impollinazione per resa e qualità. Anche per questo è stato progettato Hive-Tech, un sistema di monitoraggio degli alveari basato su tecnologie IoT, che registra i principali parametri della vita delle api. È stato progettato dalla startup italiana 3Bee e da Uqido, una software house padovana ormai molto nota che ne ha sviluppato il software.

Come funziona Hive-Tech
Il funzionamento di Hive-Tech, a raccontarlo, è assai semplice: grazie alla presenza, nell'alveare, di sensori collegati con una piattaforma web, in qualsiasi momento è possibile consultare e analizzare alcuni parametri come la qualità dell’aria e lo spettro sonoro. In questo modo, l’apicoltore ha sempre a disposizione informazioni aggiornate circa il livello di produzione dei propri alveari, ma anche relative al verificarsi di anomalie e allo stato di salute delle proprie api. Il sistema è adattabile a ogni tipo di arnia, non disturba le api ed è energeticamente autosufficiente, sfruttando l'energia solare e le vibrazioni prodotte degli insetti.

A proposito di nuove tecnologie utilizzate per migliorare il mondo degli insetti, abbiamo raccolto la testimonianza dell'entomologo Enzo Moretto, Direttore Butterfly Arc ed ESAPOLIS, Museo Vivente del MicroMegaMondo della Provincia di Padova. Per Moretto, anche se «nella percezione comune gli insetti non fanno molto pensare ad applicazioni utili e a innovazione nel campo tecnologico, in questi ultimi anni molte tecnologie innovative hanno preso spunto dagli insetti». Un esempio: «La professoressa di Stanford Deborah Gordon, si occupa di organizzazione nelle formiche, e dice che “le formiche non sono intelligenti, le colonie sì. In una colonia di formiche, non c'è nessuno in carica. Non ci sono manager. Nessuno sta dicendo a qualcuno cosa fare. La regina non dà regole. Si siede e depone le uova”. Su queste basi, studiando il modo in cui affrontano i problemi, la Southwest Airlines ha sviluppato un software “Smart Swarm” per assegnare i posti ai passeggeri degli aerei».

Le tecnologie che si occupano di insetti
Ma se gli insetti ci stanno dando tanto, anche la tecnologia e l’innovazione si sta occupando di loro, con innovazioni come quella prodotta da 3Bee. «Gli attrezzi minimi – racconta Moretto - sono quelli “low cost” reperibili su internet, come app, linguaggi di programmazione e software vari liberi, un normale computer, una stampante 3D anche economica, una scheda Arduino o al massimo un computerino Raspberry e tutti i tipi di sensori possibili. Con questi si possono costruire mondi domotizzati e dotati di capacità interessantissime, come testare il comportamento di ragni “intelligenti” e fare predare le mantidi religiose immagini che passano sulla superfice di uno schermo come fossero video game». È quello che si sta facendo ad Esapolis, il museo vivente degli insetti della Provincia di Padova, dove «un gruppo di psicologi e biologi, guidati da Lucia Regolin e Massimo De Agrò, studiano, oltre i processi cognitivi di ragni e mantidi, anche i modelli economici delle formiche nello stesso modo in cui si studiano le strategie per dare la massima soddisfazione al cliente scegliendo anche quando e come presentare i prodotti». Moretto ricorda come l’innovazione oggi si avvalga moltissimo di «droni e smartphone per gestire l’immissione di insetti utili e antagonisti dei parassiti in agricoltura, fino a sistemi che monitorizzano lo stato di salute delle piante mettendo sempre di più l'agricoltore a gestire l'azienda in modo remoto».
Con l’integrazione di droni, software e particolari sensori, «oggi – afferma Moretto - ci sono anche “i cerca zanzare”, capaci di localizzare le zone acquitrinose dove queste possono potenzialmente riprodursi e anche distribuire agenti biologici che ne controllano le larve. Altre tipologie di droni si pensa di utilizzarli per liberare zanzare maschio sterile in modo da contenerne la pullulazione in città».

Come difendersi dai calabroni con droni e sensori
Molto simile, ma molto più evocativo nei termini tecnologici, è quanto prodotto in un progetto targato CREA-API (Ministero delle Politiche Agricole) guidato dalla ricercatrice Laura Bortolotti e pensato per fronteggiare l’invasione dall'oriente del Calabrone asiatico, la Vespa velutina. «I calabroni – spiega l'entomologo - attaccano gli apiari, ma grazie a una applicazione del Politecnico di Torino e CNR di Pisa, si applicano tecnologie “radar armonico” che mettono in condizioni di seguire i calabroni fino al nido e distruggerlo. Come è successo per il calabrone asiatico, una delle conseguenze della attuale grande quantità di scambi di merci e di viaggiatori da tutto il mondo è l’ingresso sempre più massiccio di insetti invasivi provenienti da luoghi con clima simile al nostro e che sono in grado di riprodursi in modo incontrollato, per la carenza di antagonisti, e ai quali l’Europa ha dichiarato guerra. Sono migliaia, come le cimici asiatiche delle cronache di questi giorni, che dopo aver assalito le colture e tantissime altre piante, entrano massicce nelle nostre case. Queste specie producono danni economici ingenti. Per questo la Commissione Europea ha finanziato il progetto di ricerca dal titolo “Holistic Management of Emerging forest pests and Diseases”». Secondo Moretto, «l'innovazione sarà centrale, poiché i nuovi strumenti per la gestione dei parassiti beneficeranno della tecnologia più avanzata, come sensori elettronici, telecamere iperspettrali, l'ultimo gruppo di satelliti, sequenziamento ad alto rendimento, droni e intelligenza artificiale. Gli insetti sono una infinità e quindi l'approccio tecnologico futuro a questi animali, che costituiscono la stragrande maggioranza delle specie del pianeta, sarà fondamentale per nuove politiche di sostenibilità ambientale e anche alimentare».

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