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Google accoglie le richieste Ue: smartphone e tablet costeranno di…

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Economia Digitale

Google accoglie le richieste Ue: smartphone e tablet costeranno di più?

Dal 29 ottobre i produttori di dispositivi mobili Android che verranno distribuiti sui mercati dei Paesi membri della Ue saranno chiamati a pagare una “tassa” (ancora non specificata) a Google per l'utilizzo del sistema operativo in combinazione con i principali servizi della galassia di Mountain View. Per i vendor cade, di fatto, l'obbligo di installare il pacchetto applicativo di BigG e si apre la possibilità di offrire altri software agli utenti, conservando in ogni caso la possibilità di utilizzare gratuitamente la piattaforma mobile più diffusa al mondo, adattandone il codice sorgente. È un passaggio molto importante quello che si apprestano a vivere il colosso californiano, che nasce da una decisione descritta in dettaglio in un post pubblicato ieri sul blog ufficiale della compagnia a firma di Hiroshi Lockheimer, Senior Vice President, Platforms & Ecosystems

Cosa cambia per i produttori
Il cambio di strategia sulle licenze Android si spiega con la necessità di adeguarsi alle imposizioni della Commissione Europea ed evitare sanzioni aggiuntive (pari al 5% per cento del fatturato giornaliero globale) alla multa da oltre 4,3 miliardi di euro commissionata la scorsa estate a Google dagli organismi di Bruxelles per aver violato la normativa comunitaria in materia di antitrust. Decisione obbligata, quindi, perché il provvedimento Ue (pur cui la società americana ha fatto appello) è già in vigore. Il comunicato diffuso da Mountain View ufficializza le nuove modalità con le quali verranno rilasciate le licenze del proprio sistema operativo mobile (e delle app ad esso collegate) ai produttori di smartphone e tablet. Cosa cambia per le varie Samsung, Huawei e via dicendo è presto riassunto: se fino a oggi Android poteva essere utilizzato gratuitamente, previo l'obbligo di installare sui propri dispositivi anche tutta la galassia dei servizi e delle applicazioni Google, dal prossimo mese i vendor dovranno versare alla società californiana un “fee” per ogni prodotto spedito sul mercato. Più precisamente, il browser Chrome e Google Search diventeranno per i produttori delle opzioni facoltative (vincolandone l'uso al pagamento di una tariffa) mentre per poter integrare il Play Store si dovranno installare obbligatoriamente anche le app Maps, Gmail e YouTube attraverso una licenza a pagamento. Chi sceglierà di sganciarsi completamente da BigG potrà infine accedere e utilizzare Android, gratuitamente, in versione open source e personalizzarlo a piacimento. Quale potrà essere l'impatto sul mercato è impossibile da determinarsi ora ma è certo che si tratti di una novità sostanziale, visto e considerato che la prima possibile (e anche logica) conseguenza dell'annuncio potrebbe essere l'immediato rincaro dei prezzi al dettaglio di smartphone e tablet.

Cosa potrebbe cambiare per gli utenti
Per il momento è difficilmente ipotizzabile che qualche produttore possa rimuovere del tutto dai propri dispositivi i software di Google, anche se è una eventualità tecnicamente possibile. Se pensiamo però a uno dei servizi più utilizzati dagli utenti, il negozio Play Store, il canale di accesso a milioni di applicazioni scaricabili sullo smartphone o sul tablet, quale vendor sarà così temerario da abbandonarlo, visto e considerato che rappresenta anche una fonte di ricavi e uno strumento per stringere partnership con altre aziende? L'altro possibile cambiamento epocale riguarda il browser e il motore di ricerca: la maggior parte degli utenti utilizza Chrome e Search in modo automatico e non ha mai considerato l'opportunità di ricorrere ad alternative quali Firefox o un'altra applicazione per la ricerca sul Web. Uno smartphone privo di questi due software sarebbe apprezzato così come lo è ora? Infine i costi. Se Google è “costretta” ad imporre ai produttori il pagamento del “pacchetto base” dei suoi servizi per bilanciare l'assenza di Chrome e del motore di ricerca è molto probabile che tali costi verranno in qualche modo ricalcolati sui listini dei prodotti a scaffale. La domanda è quindi la seguente: in che misura aumenteranno, se aumenteranno, i prezzi degli smartphone? L'Unione Europea ha messo il gigante di Mountain View di fronte a un bivio sventolando la bandiera di una maggiore libertà di scelta per i produttori di hardware. Ma saranno proprio questi ultimi, di fatto, a farsi carico di assorbire gli effetti dell'obbligo “virtuale” di pagare una licenza per utilizzare Android.

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