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Tutto quello che di strano (e di straordinario) accade in Red Dead…

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Tutto quello che di strano (e di straordinario) accade in Red Dead Redemption 2

Red Dead Redemption 2
Red Dead Redemption 2

Il nuovo kolossal targato Rockstar Games non è soltanto un ottimo videogioco, ma un'esperienza che ad oggi non conosce semplicemente rivali. Basta superare la lunga, spettacolare introduzione, per accorgersi che l'aspirazione del team di sviluppo lo ha portato a realizzare un qualcosa che va ben oltre la classica opera interattiva proposta in passato, sia con i popolarissimi e controversi GTA che con il primo Red Dead Redemption uscito nel 2010. Gli specialisti degli “open world” sono infatti riusciti a riversare tutta la loro straordinaria competenza in questo seguito, confezionando quello che apparirà presto chiaro essere non un semplice gioco, bensì un vero e proprio simulatore del selvaggio west.
Il superfluo necessario per rendere credibile la Los Santos di GTA, parodia super violenta della moderna California utilizzata per il loro ultimo successo da 100 milioni di copie, viene qui sostituito da una profondità inaspettata e non subito visibile. I mille anonimi passanti di GTA, in Red Dead Redemption 2 sono volti da conoscere e riconoscere, a cui dare il buongiorno la mattina o un pugno da ubriachi la sera; con i quali interagire in modo creativo punzecchiando la loro intelligenza artificiale, o intervenendo dove possibile nelle loro vite in modo totalmente organico con l'esperienza di gioco vero e proprio. Con la giusta curiosità, è possibile creare momenti di gioco unici e totalmente emergenti, quindi non prestabiliti dagli sviluppatori. Una volta abbiamo passato un'intera ora a infastidire un povero vecchietto ubriaco in un saloon, svegliandolo di soprassalto ogni volta che si assopiva sul tavolo e sorprendendoci ad ogni sua risposta; alla fine si è alzato brandendo i suoi inoffensivi pugni, limitandosi però soltanto a sputare qualche oscenità che ne permettesse un'onorevole uscita di scena.

Red Dead Redemption 2 abbatte il duro della sequenza non giocata, del filmato, permettendo all'utente di avere quasi sempre il completo controllo del proprio personaggio, tanto che a volte sarà persino difficile capire dove inizia e finisce quella che un tempo avremmo chiamato una “missione secondaria”. Un perfetto esempio di questo fondamentale passo in avanti è nel destino di una giovane donna che, nei panni del protagonista Arthur Morgan, è possibile incontrare ed aiutare più volte; nella nostra esperienza di gioco, dopo averla assecondata la prima volta abbiamo scelto di negarle un secondo aiuto, non sapendo che questo l'avrebbe portata qualche giorno dopo dritta sulla forca. La disperata fine della ragazza è uno dei tanti enormi dettagli narrativi che semplicemente accadono, e a cui il giocatore può anche non assistere. Eventi simili sono nascosti ovunque, come lo sono documenti e libri che potrebbero aprire a nuove sottotrame di donne, revolver, tesori nascosti e misteri. Una produzione a dir poco pantagruelica, in grado di travalicare genere e medium di appartenenza, offrendo un'esperienza totalizzante e con una coerenza vista in pochi altri titoli.

Come funziona Rdr2

La trama ad alzo zero e tutti i suoi protagonisti sono qui per lasciare un segno indelebile, forse però meno della vita alternativa a cui saremo chiamati a partecipare. Red Dead Redemption 2 è infatti un'esperienza che scende a ben pochi compromessi quando si tratta di simulare la quotidianità di una gang di fuorilegge che cerca in ogni modo, anche pateticamente, di sottrarsi alle regole del progresso. Come in ogni classico videogame è possibile seguire soltanto le missioni principali per arrivare il prima possibile ai titoli di coda, ma con questo seguito Rockstar ha voluto soprattutto assecondare chi oltre ad acquistarlo, starà al gioco immergendosi totalmente nel personaggio proposto, recitandone la parte in scala 1:1. Red Dead Redemption 2 è anche una sensazionale opera escapologica, nella quale è possibile dimenticarsi di ogni rivolo di trama per vivere semplicemente una vita alternativa nel selvaggio west fatta di caffé immersi in lattiginose albe di montagna, notti all'addiaccio aspettando il momento più opportuno per rubare il bestiame all'orizzonte, manutenzione delle armi e cataloghi da sfogliare alla ricerca del cappello perfetto. Durante la nostra avventura, uno degli obiettivi che abbiamo perseguito con più ostinazione è stato farci crescere quelli che potremmo definire i migliori baffi del west, e per farlo ogni mattina ci siamo diligentemente rasati il resto del visto fino a quando sotto al naso non abbiamo potuto sfoggiare dei mustacchi degni di Wyatt Earp. Se un gioco ti fa entrare in un simile ordine di idee, converrete con noi che c'è qualcosa di speciale sotto.
Immergendosi lentamente nel suo mondo, apparirà sempre più chiaro che Red Dead Redemption 2 esiste non solo per essere uno dei più grandi videogiochi di sempre, ma per imporsi come opera creativa più influente dei suoi tempi, per buona pace di Hollywood e i suoi sempre meno sorprendenti super eroi.

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