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Jan Bot legge il web e realizza video. L’intelligenza artificiale…

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Jan Bot legge il web e realizza video. L’intelligenza artificiale si dà al cinema

È il 26 ottobre: trending topic del giorno sui social è la cantante Sinead O'Connor che si converte all'Islam, cambia il proprio nome e indossa il velo. La notizia e le parole chiave a essa collegate vengono tratte da alcuni importanti siti di informazione e, a questo punto, entra in azione un videomaker dell'Eye Filmmuseum di Amsterdam che inizia a scovare nel tesoro dell'archivio cinematografico del museo (che contiene centinaia di film, in particolare del periodo del cinema delle origini) spezzoni che possono correlarsi alla notizia. Scandaglia, ritaglia e monta creando un breve filmato di 30' che viene pubblicato sul sito del museo.
L'archivio in questo modo lavora sia sulla conservazione che, allo stesso tempo, sull'accesso e, non ultimo, sul riuso dei materiali realizzando opere creative che dialogano con i fatti del giorno fatti circolare on line da alcuni organi di stampa. Ogni giorno il nostro indefesso videomaker produce dieci di questi “film”. Possibile? Un singolo videomaker? Certo! Un singolo videomaker che risponde al nome di Jan Bot che però è un'intelligenza artificiale che è stata creata da Pablo Nunez Palma e Bram Loogman e prodotta da Mirka Duijn usando alcuni tool liberi di computer vision e language analysis. Al vaglio di Jan Bot passano notizie di tutti i tipi suddivise in una decina di parole chiave. Nemmeno il calcio si sottrae all'attento occhio di Jan Bot, e così il 21 ottobre un video di con le acrobazie di un aeroplano montate con immagini di una tempesta tropicale celebrano il gol dell'interista Mauro Icardi inflitto al Milan.
La logica con cui lavora Jan Bot? Ce lo dicono i suoi stessi ideatori: sua, specifica e peculiare e, ovviamente, creativa. Viene chiamata “scatola nera” (black box) quella zona e quella fase in cui l'algoritmo di Ai processa i dati, e questa rimane un mistero per i “papà” di Jan Bot: lui acquisisce e processa i data in autonomia e poi monta spezzoni e didascalie attraverso logiche che non sempre sono evidenti e, in ogni caso, non sono umane.

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