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Svelato il OnePlus 6T, lo smartphone migliora con la community

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Svelato il OnePlus 6T, lo smartphone migliora con la community

NEW YORK - Schiacciata da eventi “scomodi” dei Golia del settore, come il keynote di Apple che si terrà domani proprio a New York, il piccolo Davide cinese, cioè OnePlus, ha presentato il suo ultimo telefono, lo OnePlus 6T con schermo amoled da 6,41 pollici e sblocco dello schermo con impronta digitale sotto lo schermo: non il primo ma sostiene il Ceo e fondatore Pete Lau, il più veloce.
Look minimalista, design coerente, tecnologie innovative e soprattutto una community che sta crescendo in tutto il mondo. E un solo prodotto di punta per volta, per non disperdersi, dice il direttore marketing Kyle Kiang Nel settore Android degli smartphone, è OnePlus il piccolo da guardare perché sta cercando di innovare non tanto sul piano tecnologico ma anche e soprattutto su quello della creazione del prodotto.

«Facciamo le cose differenti. Alcuni dicevano che sbagliavamo, invece stiamo dimostrando che non è così», ha detto durante il suo keynote al Pier 36 di New York. A fronte di un calo del 3% del mercato smartphone nel quarto trimestre 2017, OnePlus continua a crescere: 1,5 miliardi di fatturato nel 2017, un milioni di pezzi dell'ultimo telefono presentato, l'OnePlus 6, in una sola settimana. Numeri che i colossi come Apple e Samsung, ma anche Huawei e gli altri big del settore nemmeno vedono. Però nella fascia di prodotti Android tra 400 e 600 dollari OnePlus è tra i primi cinque marchi al mondo e il primo marchio in India. Con milioni di clienti registrati. Il nuovo OnePlus 6T parte da 559 euro,

Le specifiche del telefono sono buone: processore Snapdragon 845, il migliore per questa fascia (lo ha dichiarato sul palco Cristiano Amon, vicepresidente di Qualcomm, produttrice della serie Snapdragon), batteria da 3700 mAh, fast charge da 5 volt e 4 ampere, doppia fotocamera da 20 e 16 megapixel con f/1.7, con algoritmi sviluppati internamente per avere una migliore fotografia notturna (nightscape) e per i ritratti (con la collaborazione del fotografo Kevin Abosh (Studio Lightning).

Il pregio è non solo la riduzione del notch, la “tacca” nella parte alta del telefono (quella introdotta da Apple con iPhone X due anni fa) grazie alla velocissima impronta digitale sotto lo schermo (tempi di sblocco di 0,34 secondi, schermo da 2348 per 1080 pixel con 402 ppi e 600 nits di luminosità. C'è infatti anche il “mento” del telefono, la parte bassa, che è notevolmente ridotta ma nonostante questo ha una serie di antenne potenziate che permettono di avere rapporti migliori con 233 compagnie telefoniche mobili di 74 paesi.

La batteria da 3700 mAh vuol dire un miglioramento di più del 30% dell'autonomia. La memoria è da 256 GB con 8 di ram. Ma soprattutto, è l'esperienza complessiva la cosa più importante, dice l'azienda, che OnePlus vuole rendere la migliore per gli utenti, e non puntare tanto su specifiche di avanguardia fini a se stesse quanto sull'integrazione con il software per avere «una esperienza per i clienti - ha detto Pete Lau – che faccia capire quanto la cosa più importante sia il prodotto e loro». Tanto che Lau, Ceo dell'azienda, vuole essere chiamato soprattutto Chief Product Officer. E investe tantissimo sia nella cura dei più piccoli dettagli che nel sistema operativo OxygenOS, la personalizzazione di Android fatta da OnePlus che cerca di differenziare il prodotti dagli altri apparecchi Android sul mercato. Un approccio che gli americani definiscono “no-nonsense”, totalmente pragmatico e minimalista, elegante e sempre attento all'integrazione con Google e i suoi prodotti. Anche se il lancio di OnePlus 6T a poco meno di sei mesi di distanza dal precedente OnePlus 6, con poche novità di sostanza, non rallegrerà molto chi aveva appena investito nel precedente prodotto.

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