Tecnologia

Antibiotici, Italia il Paese più colpito dallo tsunami di…

  • Abbonati
  • Accedi
rapporto ocse

Antibiotici, Italia il Paese più colpito dallo tsunami di super-batteri

(Afp)
(Afp)

In Italia, la proporzione di infezioni resistenti agli antibiotici è cresciuta da 17% nel 2005 a 30% nel 2015 e potrà raggiungere il 32% nel 2030, se il consumo di antibiotici, la crescita demografica e la crescita economica dovessero continuare a seguire gli stessi trend.

La sensazione - quando si leggono dati allarmanti come questi - è la stessa che si prova quando si parla del cambiamento climatico: avvisi ripetuti negli anni caduti però putroppo nel vuoto.

Il problema non è certo solo italiano, anche se il nostro Paese è di gran lunga il più colpito. Nell'Unione europea ogni anno 33mila persone muoiono per infezioni da batteri resistenti agli antibiotici (un terzo dei decessi si verifica in Italia), cifra che è pari ai morti per Hiv, tubercolosi e influenza insieme, riporta uno studio del Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc) appena pubblicato sulla rivista Lancet Infectious Diseases.

La ricerca è stata condotta sui dati del 2015 ottenuti dal network di sorveglianza dell'Ecdc per cinque infezioni resistenti. Nel 75% dei casi, sottolinea lo studio, le infezioni sono dovute a cure mediche, mentre il 39% delle infezioni è causato da batteri resistenti anche all'ultima generazione di farmaci, i carbapenemi, e alla colistina, un vecchio antibiotico utilizzato come “ultima spiaggia”, un tasso cresciuto di oltre quattro volte dal 2007. In totale sono stati censite nel 2015 quasi 679mila infezioni nell'Unione europea e nello Spazio economico europeo, di cui oltre 201mila nel nostro paese, che ha visto anche 10.780 morti.

“Nell'Unione europea ogni anno 33mila persone muoiono per infezioni da batteri resistenti agli antibiotici (un terzo dei decessi si verifica in Italia), cifra che è pari ai morti per Hiv, tubercolosi e influenza insieme”

Centro europeo per il controllo delle malattie 

Una media confermata anche dal nuovo Rapporto dell'Ocse sul contrasto alla resistenza antimicrobica, uscito oggi in anticipo rispetto alla settimana mondiale per la consapevolezza di questi farmaci (che inizierà il 12 novembre). Le stime al 2050 indicano che saranno circa 450.000 le persone che moriranno a causa dell'antibiotico-resistenza, con un costo pari a 13 miliardi di dollari.

Eppure fermare la resistenza antimicrobica costerebbe solo 2 dollari a persona all’anno, con misure semplici come il lavaggio delle mani e una prescrizione più prudente di antibiotici dice l’Ocse. La situazione potrebbe infatti migliorare se si applicasse un pacchetto d’azioni che comprenda programmi di stewardship, una migliore igiene nelle strutture sanitarie, campagne informative e uso di test diagnostici rapidi. Tutto questo potrebbe evitare 8.800 morti e far risparmiare 527 milioni di dollari all’anno.

© Riproduzione riservata