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Il magazzino 4.0 diventa alla portata delle pmi. E fa breccia anche in…

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premio italiano meccatronica - eurofork

Il magazzino 4.0 diventa alla portata delle pmi. E fa breccia anche in Cina

Le forcole telescopiche per la movimentazione delle merci nei magazzini automatici sono componenti che richiedono un’attenta progettazione, alta precisione costruttiva e un’accurata scelta dei materiali. Ma non possono certo definirsi prodotti hi-tech. Le aziende che le realizzano non sono tante nel mondo, perché occupano un mercato di nicchia, ma si fanno una concorrenza spietata, essenzialmente basata sul prezzo.

La Eurofork, con sede a Macello, in provincia di Torino, è una tra le più importanti del settore, la seconda al mondo per volumi e fatturato, oggi pari a 16 milioni di euro annui ed è stata scelta nella cinquina di aziende candidate al Premio Italiano della Meccatronica promosso da Unindustria Reggio Emilia. «Dopo la crisi del 2008-2009 – spiega l'amministratore delegato Maurizio Traversa, uno dei soci che hanno fondato l'azienda 18 anni fa – ho capito però che se volevo dare una svolta all'attività dovevo puntare sull'innovazione».
Come riuscirci se il centro del business è un prodotto maturo, su cui ormai tutto è stato inventato e sperimentato? «Nel 2011 ho deciso di circondarmi di un gruppo di giovani tecnici e ingegneri per provare a pensare qualcosa di diverso e ne è venuta fuori l'idea di EsmartShuttle, un sistema a navetta per la gestione dei magazzini automatici multilivello, costituito da uno shuttle, simile nel concetto a un veicolo autonomo in grado di andare a prelevare in modo automatico un collo individuandone la posizione, ma capace di muoversi nelle tre dimensioni dello spazio e non soltanto a terra».

Chi ha visto funzionare un magazzino automatizzato moderno ha ben presente di che cosa si tratta. Le navette, o shuttle, sono simili alle spolette di un telaio e si muovono a gran velocità nell'intelaiatura metallica di un magazzino verticale per prendere o depositare i pallet. Quando raggiungono la collocazione voluta, la base su cui poggia il materiale da spostare si inserisce in due guide, simili a quelle di un cassetto, e con una serie di precisi movimenti lo deposita o lo preleva.

«Da quando abbiamo iniziato a commercializzare il sistema EsmartShuttle, cinque anni fa – prosegue Traversa – abbiamo triplicato il fatturato, siamo cresciuti numericamente fino all'attuale organico di 70 addetti e ci siamo qualificati come un'impresa con una forte capacità innovativa. Un aspetto che ci ha fatto crescere soprattutto sui mercati esteri. Oggi Eurofork esporta l’85% di quanto produce, ma la percentuale sale al 90% se si contano i prodotti venduti a sviluppatori italiani destinati a realizzazioni per l’estero. Soprattutto abbiamo fatto breccia in Cina, che insieme a Corea, Singapore e Tailandia rappresenta oltre il 50% del nostro mercato. Lì il made in Italy è percepito molto bene e la nostra qualità, insieme alla capacità di innovare, è ampiamente riconosciuta».

Il brainstorming con il gruppo di giovani tecnici ha garantito un nuovo futuro a Eurofork che, nel 2011, si è trovata di fronte al dilemma tra delocalizzare, come hanno fatto alcuni suoi concorrenti, soprattutto in Germania, oppure insistere pervicacemente nella scelta del “tutto italiano”. «Oggi posso dire che la scelta è stata giusta – dice Traversa –: mi trovo circondato da giovani, perché l’età media in azienda è di 33 anni, e mi sono posto l’obiettivo di arrivare a raddoppiare il fatturato, e portarlo a 30-35 milioni, nel giro di pochi anni». Come? «Spingendo sempre di più sul sistema EsmartShuttle, ancora dotato di ampi margini di sviluppo che emergono anche dal continuo confronto con gli integratori di sistemi che costituiscono la nostra clientela». Le navette progettate da Eurofork si inseriscono perfettamente nella logistica 4.0, grazie alle tecnologie IoT che le contraddistinguono e a tutta una serie di soluzioni innovative e protette da brevetti.

Ma a far crescere il mercato per Eurofork sarà anche la democratizzazione delle tecnologie 4.0. «Oggi siamo abituati a pensare un magazzino altamente automatizzato in grandi gruppi globali come Amazon o, ancora, di più, come JD, il principale concorrente di Alibaba, che ho visitato in Cina e che è veramente al top della tecnologia. Ma nel prossimo futuro, diciamo nell’orizzonte di una dozzina d'anni, anche le piccole e medie imprese avranno sempre più l’interesse e la necessità di avere magazzini automatici, in cui gli addetti avranno sempre meno bisogno di svolgere un lavoro fisico e dovranno invece sempre più essere capaci a gestire una grande quantità di dati e informazioni». La strada verso la digitalizzazione della logistica, insomma, è iniziata, e un po’ del merito è anche di un’agile azienda piemontese molto smart.

Il 10 dicembre il Premio Meccatronica

Si terrà il 10 dicembre prossimo a Reggio Emilia la cerimonia di consegna del Premio Italiano Meccatronica, promosso da Unindustria Reggio Emilia, in collaborazione con Nòva-Il Sole 24 Ore, Club Meccatronica e Community Group.

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