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United Ventures investe due milioni di euro nella startup Exein sulla…

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United Ventures investe due milioni di euro nella startup Exein sulla cybersecurity

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United Ventures, gestore italiano indipendente di Venture Capital specializzato in investimenti in società innovative nei settori del software e delle tecnologie digitali, annuncia oggi il finanziamento “Round A” da 2 milioni di euro in favore di Exein, startup di cybersecurity che si occupa della sicurezza dell'Internet of Things (IoT) e dei dispositivi di infrastrutture critiche e industriali, per l'ulteriore sviluppo del suo prodotto che include uno strumento unico al mondo: un software per la sicurezza del firmware che può operare offline senza la necessità di cloud computing e che si integra direttamente nel firmware grazie ad un'ottimizzazione di codice avanzata.
Chi sono. Exein, si legge nella nota, è stata fondata nel luglio 2018 da Gianni Cuozzo e intende specializzarsi nel settore della sicurezza legato ai dispositivi smart-connessi. Gianni Cuozzo è stato nominato per il premio ‘Innovatori Under 35' del MIT Italia.

Cosa fanno. Da un punto di vista tecnico producono un software middleware per la sicurezza del firmware che può essere inserito nell'hardware per difenderlo dall'interno, operando direttamente sul firmware a un livello più profondo. Per dirla meglio puntano sul mercato dell'IoT che si appresta a raggiungere un valore di 267 miliardi di dollari entro il 2020. La loro soluzione si concentra sul mercato del controllo di supervisione e acquisizione dati (SCADA) che nello stesso periodo toccherà i 32,7 miliardi di dollari e, con il 90% dei firmware vulnerabili.

Il problema che vogliono risolvere. Attualmente l'IoT e le piattaforme smart-connesse vengono protetti e ottimizzati utilizzando gli standard di sicurezza più recenti, tuttavia questo non avviene per il firmware. I produttori di hardware sono in competizione per creare componenti più economici, così da poter incrementare le vendite, espandere il proprio database di utilizzatori e quindi fornire quei dati alle compagnie di profilazione. Di conseguenza, il budget dedicato al firmware risulta insufficiente (meno del 30% del budget totale per singolo dispositivo) e soltanto l'1% è destinato alla sicurezza, lasciando così uno smisurato margine di vulnerabilità.

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