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InSight, missione compiuta: la sonda della Nasa è atterrata su…

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prime immagini inviate

InSight, missione compiuta: la sonda della Nasa è atterrata su Marte

È andato tutto nel migliore dei modi: Insight, la sonda Nasa partita il 5 maggio, ha toccato il suolo marziano all’ora prevista, le 21 circa ora italiana, facendoci capire una volta di più che gli americani con Marte hanno una relazione speciale. Sono gli unici infatti che sono riusciti ad arrivarci con vari lander o rover negli ultimi vent'anni, russi e europei niente.
Lo considerano un pianeta “loro” e e forse questo a volte a noi sembra un po’ arrogante, ma di sicuro non è operazione da sbruffoni, sono proprio bravi.
Mentre seguivamo la diretta mandata in onda Nasa Tv e seguita dal pubblico negli Stati Uniti in 80 siti fisici diversi nel Paese, a cominciare ovviamente da Times Square, la tensione si vedeva fra i tanti ingegneri con le loro camice fucsia del Jpl, Jet Propulsion Laboratory un Istituto che ha fatto la storia dell’astronautica, non solo americana.
Però non sembravano agitarsi più che tanto per il batticuore, neanche la bravissima speaker o gli invitati, davano per scontato, scongiuri a parte, che ce l’avrebbero fatta.

L’esultanza nella base Nasa per l’atterraggio su Marte di InSight

Infatti tutto come previsto Insight è entrato nella tenue atmosfera marziana alle 20:54 circa con angolo di entrata perfetto, 12 gradi, per evitare di fare la fine dei sassi piatti che i ragazzini lanciano sulla superfice dei laghi per vederli rimbalzare o di bruciarsi all'istante.
Il resto è venuto di conseguenza, il mezzo si è voltato per portare lo scudo termico contro la direzione di discesa, si arriva infatti a migliaia di gradi anche se l'atmosfera oppone scarsa resistenza, poi si è aperto il grande paracadute supersonico da venti metri, che si è staccato per lasciare il lavoro, oramai a poche centinaia di metri dal suolo marziano, ai retrorazzi. Il mezzo spaziale ha così potuto arrivare al suolo con una velocità di qualche km all'ora, diciamo una passeggiata atletica. Sono i famosi 6 minuti di terrore, che solo gli americani sanno superare, in cui si passa da una velocità di migliaia di chilometri all'ora, a 4, in 120 chilometri di discesa, in cui si perde anche la connessione col lander per via del formarsi di una capsula di plasma attorno ad Insight. In orbita, esperimento nell'esperimento, i due mini satelliti MarcO, grandi poco più di un grosso panettone, rimandavano a terra i segnali ricevuti da Insight durante la discesa.

Una prima immagine del pianeta, proprio bruttina, trasmessa subito dopo l'arrivo certificava che tutto era al meglio. Da domani si inizia a lavorare, si studiano i terremoti, si determina l'orbita di Marte con precisione quasi millimetrica, e si misura la febbre al pianeta, a 5 metri sotto il suolo, per capire se c'è o meno un nucleo magmatico come qui sulla Terra.
Insight ha potuto arrivare fin là grazie allo star finder sviluppato da Leonardo, che ne ha prodotti e venduti finora oltre 600. Osserva le stelle e dice al computer del mezzo spaziale se la rotta è giusta, in questo siamo i leader, ma c'è altra Italia ora su Marte, come ha voluto ricordare il Commissario dell'Agenzia Spaziale Italiana, Asi, Piero Benvenuti, «A bordo del lander di Insight è presente Larri, un microriflettore di ultima generazione sviluppato dall’Infn con il supporto dell'ASI, fornirà la posizione accurata del lander durante l'esplorazione di Marte. Non posso poi non ricordare il coinvolgimento della Sardegna Deep Space Antenna, la grande parabola sarda del radiotelescopio SRT, che ha ricevuto i dati e seguito le fasi di atterraggio di InSight».

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