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Un guanto che comanda i droni e la blockchain per rivoluzionare…

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l’innovation day di leonardo

Un guanto che comanda i droni e la blockchain per rivoluzionare l’aerospaziale

C’è chi ha presentato un innovativo studio sulla protezione delle parti strutturali dei velivoli dai processi di ossidazione. Chi ha proposto di creare una piattaforma basata sulla tecnologia blockchain che consenta agli operatori aeroportuali di verificare, in maniera rapida e certa, l'identità dei passeggeri. Solo due esempi di progetti tra quelli premiati nell'ambito dell'Innovation Day di Leonardo che si è svolto a Napoli.

Nel corso dell’edizione 2018, che si è caratterizzata per un’ampia e interessata partecipazione, sono stati presentati circa 750 progetti interni, l’8% in più del 2017, di cui circa il 40% provenienti dall’estero. Si sono, inoltre, registrati, 24.000 contatti sul sito web istituzionale per il concorso dedicato agli universitari, con in palio riconoscimenti economici e stage aziendali.

Tra i premiati, nella categoria dipendenti, il progetto presentato dalla Divisione Velivoli di Pomigliano d’Arco (Napoli) che punta su un processo di anodizzazione solfotartarica per migliorare la protezione delle leghe di alluminio allo scopo di rallentare i processi di ossidazione.

Altra sezione è quella, istituita nel 2015, che si rivolge agli universitari delle facoltà scientifiche e, per la prima volta quest’anno, di economia, allo scopo di valorizzarne il talento e le idee. Il concorso ha proposto ai candidati divisi nelle categorie studenti/neolaureati e dottorandi, l’elaborazione di un progetto innovativo, con riferimento a specifici ambiti di ricerca con ricadute sulle attività di business di Leonardo: realtà virtuale, blockchain, sistemi cognitivi, economia circolare.

Il primo premio studenti/neolaureati è andato a Matteo Sacchetti del Politecnico di Milano. Il progetto riguarda un sistema di controllo remoto del volo, realizzato grazie a un guanto sensoriale che consente la gestione di processi complessi, come il controllo di un drone. La soluzione consente la gestione di task più complessi di quelli gestibili con i metodi convenzionali (joystick). Mentre tra i dottorandi è stato selezionata la proposta proveniente dalla Università di Messina che fa leva sulla blockchain può rivoluzionare il trasporto aereo. Si pensa a una piattaforma che consenta agli operatori aeroportuali di verificare, in maniera rapida e certa, l’identità dei passeggeri, con un conseguente risparmio economico per la collettività.

L’iniziativa di Leonardo dell'Innovation Day, è partita nel 2004, e da allora vi hanno partecipato circa 30.000 dipendenti del Gruppo che hanno dato vita a 10.000 progetti innovativi e proposte di brevetto.

Per il ministro della Ricerca, Marco Bussetti, intervenuto alla manifestazione che si è tenuta alla Città della Scienza di Napoli, «investire sulla ricerca è investire sullo sviluppo del Paese. Perché la ricerca diventi motore di innovazione è necessario che la politica generi un humus fertile». Bussetti ha annunciato che il Governo «ha stanziato 20 milioni per laboratori innovativi, alcuni già esistenti da rimodernare» che fungano da raccordo tra ricerca e università e mondo delle imprese.

Per Alessandro Profumo, ad di Leonardo, è necessario che la grande azienda «abbia una visione “strabica”, cioè che guardi contemporaneamente sia al lungo che al breve periodo e che concili l’innovazione con la solidità di conto economico». Profumo ha inoltre sottolineato come «per Leonardo è fondamentale parlare di innovazione perché inserita in un settore che sta cambiando alla velocità della luce». Da questa esigenza scaturiscono le numerose iniziative che puntano a contaminare e essere contaminati. E per il presidente Gianni De Gennaro «il gruppo contribuisce allo sviluppo dei territori in cui è presente».

Nel 2017 ammontano a circa 1,5 miliardi di euro le risorse investite da Leonardo in ricerca & sviluppo (R&S), il 13% dei ricavi aziendali, a fronte di oltre 9.000 dipendenti direttamente impegnati in questa attività (tra Ingegneria e Cto), pari a circa il 20% degli addetti complessivi dell’azienda. Di questi, 6.200 sono basati in Italia e rappresentano quasi il 7% degli addetti all’R&S del settore manifatturiero italiano e circa il 10% degli addetti impiegati nei comparti a medio-alta tecnologia che operano sul territorio nazionale.

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