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Aerospazio e difesa campioni di innovazione

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geopolitica del digitale

Aerospazio e difesa campioni di innovazione

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Per capire la propensione del settore aerospazio, difesa e sicurezza (AD&S) all’attivazione di importanti investimenti in ricerca e sviluppo basterebbe partire da un dato: nella sola Unione Europea si prevede che, entro il 2050, opereranno circa 7,4 milioni di droni a uso civile. E si stima che, entro quella data, il mercato per gli Uav (acronimo di “unmanned aerial vehicle”, veicoli aerei senza pilota) a uso civile e servizi connessi supererà i 15 miliardi di euro. Si tratta di una delle tante tecnologie “duali”, capaci cioè di operare in maniera sinergica in ambito militare e civile, che confermano l’impegno del comparto verso l’innovazione, come sottolinea il recente rapporto “Geopolitica del digitale: nuovi confini, crescita e sicurezza del paese”, realizzato da The European House Ambrosetti in collaborazione con Elettronica, il gruppo romano specializzato nella progettazione, sviluppo e fornitura di sistemi di sorveglianza e difesa per uso navale, aereo e terrestre.

Il documento, che esamina l’impatto a 360 gradi della rivoluzione digitale, mostra come l’industria AD&S svolga un ruolo strategico nella ricerca e sviluppo, soprattutto in Europa dove la Commissione ha proposto per il nuovo budget Ue 2021-2027 lo stanziamento, rispettivamente, di 13 e 16 miliardi di euro per il Fondo europeo per la difesa (Edf) e per il Programma spaziale europeo. L’idea è che la trasformazione digitale del settore possa essere lo strumento su cui innestare un più ampio sviluppo delle economie e dei comparti manifatturieri europei, anche attraverso lo sviluppo di applicazioni duali. Partendo appunto dallo sforzo messo in campo visto che l’AD&S, con 21,7 miliardi di euro, si colloca tra i primi dieci settori per investimenti aziendali in ricerca e sviluppo (R&S) se si considerano le 2500 società top spender a livello globale su questo versante. E, restringendo il focus ai paesi Ocse, l’aerospazio si conferma un “serbatoio” importante di innovazione: è il primo settore per incidenza della ricerca e sviluppo sul totale del valore aggiunto dell’economia (18,2%), seguito da elettronica e ottica (17,2%) e farmaceutica (14,2%). Con l’Italia quinto paese Ocse per spesa in R&S sul totale del valore aggiunto (21,9%), preceduto di poco dagli Usa (25,7%).

L’AD&S emerge dunque come un’industria guida per l’innovazione, capace di sviluppare tecnologie e prodotti con applicazioni duali, abilitando meccanismi di trasferimento e benefici diffusi in altri settori. Perché, sottolinea lo studio firmato da Elettronica e Ambrosetti, minacce civili e militari finiscono per confondersi nel mondo della geopolitica del digitale, così come le tecnologie destinate a contrastarle appartengono sempre più ad ambiti a metà tra il settore civile e quello della difesa. In campo aerospaziale, poi, il processo di osmosi è stato ancor più evidente: dai sistemi di “comando e controllo” con relativa sensoristica, che hanno trovato ampio riuso nella gestione del traffico civile aereo, marittimo e ferroviario, ai grandi progetti avviati nel settore AD&S di cui nel tempo hanno beneficiato i paesi che li hanno lanciati.

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