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banda larga d’altezza

Quando internet arriverà tra le nuvole: le conseguenze dell’aereo connesso

A dieci chilometri di altezza, ma al centro di una rete invisibile che lo tiene connesso a tutto: satelliti, torre di controllo, impianti di telemetria e manutenzione, ma anche sistemi di gestione delle relazioni con la clientela, aggiornamento smart, intrattenimento digitale. Prima che arrivi l’aereo elettrico o che tornino in auge i supersonici, il futuro dell’aereo di linea è la connessione. Tanta banda, in alto tra le nuvole.

La sfida del futuro, secondo Sita, la multinazionale delle telecomunicazioni e servizi digitali per il settore del trasporto aereo, è far crescere il settore di pari passo con la crescita del mercato: secondo le stime, nel 2036 ci saranno 7,8 miliardi di passeggeri. Già oggi ci sono quasi 30mila aerei di linea, con 37mila segmenti voli al giorno. C’è una città delle dimensioni di Padova costantemente in volo, ogni giorno dell’anno. Tra vent’anni sarà dieci volte tanto, più grande di Roma.

Il problema non è più solo far arrivare gli aerei in orario e non smarrire i bagagli - ambiti peraltro nei quali il settore ha fatto grandi passi in avanti - quanto innovare gestendo la crescita. «Sarà necessario – dice Sergio Colella, presidente di Sita Europa – trasformare radicalmente il settore, in modo tale che sia possibile sfruttare questa grande opportunità nel futuro». È cominciata l’integrazione digitale fra le compagnie aree e gli aeroporti, e questo man mano sta permettendo l’integrazione con gli altri sistemi di mobilità. A terra, le soluzioni crescono e si moltiplicano: dalla biometria ai servizi door-to-door anziché airport-to-airport. «L’obiettivo – sostiene il Ceo di Sita, Barbara Dalibard – è il viaggio senza attriti o discontinuità. Le tecnologie ci sono, gli aeroporti e le compagnie aeree lo vogliono fare. Elemento chiave però è la biometria e la semplificazione, con la collaborazione delle autorità che rilasciano e gestiscono le credenziali di identità delle persone».

C’è un altro spazio di crescita, oltre a quello a terra: è quello in volo. Il punto di arrivo è la massima personalizzazione. L’aereo connesso è la chiave. Tanto è vero che i vettori non stanno con le mani in mano: secondo la ricerca Insights di Sita, negli ultimi due anni il 37% delle compagnie ha operato con aerei connessi, che nel 2019 diventeranno il 66%. Nel 2025 il 50% dei velivoli commerciali sarà connesso. E il il 90% delle compagnie ha avviato progetti per servizi wireless per l’equipaggio, la cabina e i piloti, per servizi in volo per i passeggeri, per la gestione automatica dei dati dei velivoli. Due terzi stanno lavorando per la larga banda in volo e un terzo per sistemi di realtà virtuale e di tecnologie indossabili. «Dobbiamo aumentare l’efficienza con la tecnologia, ma anche creare nuovi servizi e nuove opportunità», dice Colella.

Aiuta anche la nascita di nuove infrastrutture: la Fcc americana ha da poco autorizzato SpaceX di Elon Musk al lancio di 7518 satelliti da bassa quota. Obiettivo: portare banda larga ovunque, con un fatturato per la vendita di connessioni a larga banda da 30 miliardi di dollari entro il 2025. Una buona fetta dei quali potrebbe venire da chi si connette in volo.

Pagare con la carta di credito in volo su un tablet è solo la punta dell’iceberg: i servizi su misura per i passeggeri possono essere abilitati con la connettività, che oltretutto riduce i costi e il carico di lavoro per il personale di cabina: basta una connessione a bordo, un tablet e i dati fluiscono con facilità dai database nel cloud all’aereo tra le nuvole. Si programmano servizi aggiuntivi, si riprotegge un volo in caso di ritardi, si possono fare tutte quelle operazioni su misura che l’aereo tradizionale non può garantire se non con grande difficoltà e con il lavoro anche della cabina di pilotaggio, che deve fornire informazioni in tempo reale all’equipaggio di cabina su spostamenti di voli, necessità specifiche, alternative possibili.

L’aereo sempre connesso affronta problemi tecnologici e di regolamentazione diversi. Durante l’Euro Transport It Forum di Sita a Budapest sono emersi vari rilievi. A partire dalla telefonia mobile: le picocelle devono essere isolate dall’esterno per evitare che siano sporcate le frequenze nelle fasi di volo a bassa quota (decollo e atterraggio). Perché le compagnie telefoniche pagano cifre maiuscole per avere le concessioni e non vogliono avere problemi né interferenze (i gestori di servizi di telefonia on board comunque devono avere un altro tipo di licenza). Oppure le regolamentazioni nazionali anche durante il sorvolo: gli aerei già oggi “spengono” i servizi online per i passeggeri mentre passano sopra determinate aree geografiche, perché non sono autorizzate. Un esempio? I voli di Singapore Airlines che, sopra l’India, spengono i servizi per riaccenderli appena passati oltre.

E poi c’è il grande tema dei dati: gli aerei connessi hanno un sacco di dati in più, cosa che richiede la creazione di piattaforme per lo scambio tra soggetti diversi, la gestione della tracciabilità, l’anonimizzazione della parte che riguarda i passeggeri, il rispetto delle normative concordate con i sindacati per la parte del lavoro. In futuro? La filiera sarà gestita probabilmente via blockchain per permettere lo scambio in maniera smart. Ma fa parte del futuro: idee nuove che devono creare nuovi modelli di business.

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