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Qualcomm lancia Snapdragon 855: il 5G è pronto, ecco come sarà

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l’evento alle hawaii

Qualcomm lancia Snapdragon 855: il 5G è pronto, ecco come sarà

Alex Katouzian, vicepresident Qualcomm responsabile dei processori, mostra alla platea di Maui (Hawaii) il nuovo Snapdragon 855
Alex Katouzian, vicepresident Qualcomm responsabile dei processori, mostra alla platea di Maui (Hawaii) il nuovo Snapdragon 855

Maui (Hawaii) _ È una questione di pochi centimetri, per avere il giusto orientamento e nessuno deve mettersi nel mezzo facendo ombra, ma poi il cellulare prende il segnale dall'antenna distante una quindicina di metri e comincia lo streaming ad altissima velocità. Benvenuti nell'era del 5G.
Qualcomm, assieme a vari partner tecnologici come le telco americane At&t e Verizon, ha organizzato una serie di demo per far vedere che la rete 5G esiste e funziona, anche nella frequenza delle onde millimetriche, un'area che gli scettici consideravano una tecnologia impossibile.

«Ci stiamo lavorando da anni – dice Cristiano Amon, manager brasiliano presidente di Qualcomm Technologies – ma adesso ci siamo. La rete funziona, le frequenze funzionano, i chipset funzionano, e abbiamo anche il processore che farà decollare questo mercato, il nuovo Snapdragon 855».

La demo avviene durante la terza edizione dello Snapdragon Summit, che si tiene da tre anni nell'isola di Maui alle Hawaii. Posto storicamente perfetto per dimostrare una nuova modalità di comunicazione senza fili, visto che proprio qui nel giugno del 1971 venne acceso ”ALOHAnet“, il primo link senza fili a pacchetti dell'allora neonata Internet, sviluppato dall'università delle Hawaii. Se all'epoca l'obiettivo era coprire l'arcipelago, altrimenti impossibile da cablare, oggi la scommessa è molto più grande.

Il nuovo Snapdragon 855, pronto per il 5G

«Il 5G – dice Amon – parte in tutto il mondo tra pochissimo: tra il 2019 e il 2020. Dalle telco americane a quelle europee, da quelle asiatiche con Cina, Corea, Giappone, fino all'Australia e Nuova Zelanda, il messaggio è chiaro: il 5G arriva in tutto il mondo in contemporanea».

Per Qualcomm, che proprio pochi giorni fa non ha trovato l'accordo con Apple e porterà il prossimo aprile davanti al giudice di San Diego una delle cause commerciali più importanti per capire i futuri assetti dell'industria delle telecomunicazioni, questo di Maui è un passaggio molto importante. Il 5G è una nuova invenzione non soltanto per la tecnologia radio, quanto per l'intera piattaforma di telecomunicazioni: l'obiettivo dello standard è cambiare il modo con cui ci si connette, si utilizza il computer, si comunica. Permette di avere realtà aumentata, gaming, videoconferenze, collaborazione. Trasformare il modo con cui si fa impresa.

«È un ciclo – dice Amon – che durerà dieci anni, com'è abitudine per questo mercato. E sarà un cambiamento molto più grande del 3G o del 4G». La rete intanto non sarà unica: ci sarà un mix di 4G e 5G, più WiFi, che coesisteranno per dare solidità alle connessioni. E dovrà creare un ambiente di connessione always on, per tantissimi apparecchi. Quindi non solo molta più velocità, ma anche molta più capacità. La progettazione di tutti gli strati tecnologici, dai modem ai SOC, i chip che vanno nei telefoni, fino alle tecnologie per la gestione delle antenne, è stata molto complessa.

Soprattutto, a parte la potenza, un problema sono le antenne degli apparecchi: per riuscire a farle funzionare nella frequenza delle onde millimetriche occorre riuscire a modulare in tempo reale l'uscita del segnale, cambiando le forme d'onda e accendendo e spegnendo rapidamente sezioni diverse dell'insieme di antenne del telefonino. Il tutto con problemi di performance termica, consumo energetico, condizioni di utilizzo. Per questo Qualcomm ritiene di aver creato il Soc (cioè la Cpu che integra tutte le componenti anche di memoria e trasmissione), lo Snapdragon 855.

«L'idea – dice Alex Katouzian, vicepresidente Qualcomm responsabile dei processori Snapdragon – è che questa sia la prima piattaforma 5G end-to-end che, assieme a un ecosistema ricchissimo di partner, ci permetterà di rivoluzionare non solo il mondo delle telecomunicazioni». Rispetto alla generazione dell'anno scorso, lo Snapdragon 845 (che era sostanzialmente uno speed bump della Cpu del 2016), è molto più potente e versatile. Al suo interno ci sono più centri di calcolo specializzati il cui uso può essere orchestrato per funzioni diverse: dall'AI alla fotografia e video di altissima qualità, intrattenimento immersivo e capacità di collegamento nativo per il 4G e 5G, oltre a sensori sonici per la rilevazione 3D delle impronte digitali sotto il vetro del display. «Solo il motore dell'intelligenza artificiale – dice Katouzian – è arrivato alla quarta generazione e va tre volte più veloce della concorrenza».

Telefonini con questo chip arriveranno a partire dal 2019, in concomitanza con l'attivazione delle reti 5G. «Come il primo volo transatlantico ha cambiato i tempi di lavoro e di vita di tutto il pianeta – dice Justin Denison, capo strategia e marketing di Samsung Usa – così il 5G è una rivoluzione fondamentale che cambierà il tessuto stesso della nostra vita. Collegherà miliardi di apparecchi intelligenti e darà il via alla quarta rivoluzione industriale».

Permangono le perplessità sul funzionamento nel mondo reale delle reti 5G, che devono essere sviluppate e incrementate con un ritmo di lavoro serrato che caratterizzerà i prossimi 18-24 mesi delle compagnie telefoniche e dei grandi produttori. L'infrastruttura di Internet avrà abbastanza capacità per soddisfare la crescente “fame” di bit? Oppure il collo di bottiglia e la latenza diventeranno non più responsabilità delle reti mobili ma del network che sta alle loro spalle? Le domande, anche qui a Maui, rimangono aperte.

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