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Un super cervellone per rendere le città più sicure e intelligenti

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Cagliari, rivoluzione smart

Un super cervellone per rendere le città più sicure e intelligenti

Un super cervellone per rendere le città più sicure e intelligenti. Con la tecnologia che interviene su più settori che vanno dalla sicurezza dei luoghi affollati alla gestione in tempo reale del traffico, continuando con l'ottimizzazione dei trasporti. Senza dimenticare i parcheggi che “curano” le esigenze dei disabili o lo stadio a risparmio energetico. La rivoluzione smart delle città parte da Cagliari. E dallo Ioc, ossia l’Intelligence Operation Center, super cervellone elettronico realizzato Joint Innovation Center da Huawei e Crs4 nel centro ricerche di Pula (una trentina di chilometri da Cagliari) per rendere le città più sicure e intelligenti.

Il campo d’azione dello Ioc, frutto dell'accordo firmato 3 anni tra la Regione, Centro ricerche e Huawei per l'avvio della ricerca sulle Smart and Safe city, spazia dalla gestione in tempo reale del traffico alla ottimizzazione dei trasporti, dai parcheggi che “curano” le esigenze dei disabili alla sicurezza nei luoghi affollati attraverso un sistema di controllo nell'ambito di un'attività anti-terrorismo, gestione di incidenti e disastri, catastrofi naturali e assistenza sanitaria pubblica.

Nell’elenco delle applicazioni legate al super cervellone c'è anche il raccoglitore di rifiuti intelligente che quando è pieno con un segnale “chiama” il camion più vicino che provvede a svuotarlo e lo Stadio Smart. Poi altri programmi per energia intelligente, «che significa grande risparmio per le famiglie», e monitoraggio ambientale e climatico. Le prime applicazioni, (presentate venerdì a Cagliari dal sindaco della città metropolitana Massimo Zedda, dal Governatore Francesco Pigliaru e dal presidente di Huawei Italia Luigi De Vecchis) in particolare quelle su traffico e affollamento, sono già operative nel capoluogo sardo e funzionano attraverso 25 telecamere, 92 stazioni del traffico, 23 sensori di parcheggio.

I dati rilevati dai sensori, stazioni e telecamere vengono poi incamerati nel super cervellone per essere poi utilizzati a servizio della città. Sul progetto di Cagliari, e su tutti quelli che seguiranno (il presidente di Huawei ha annunciato che le collaborazioni con la Sardegna continueranno e saranno anzi intensificate), sarà fatto un punto della situazione ogni 5 anni per programmare i 5 successivi, con tutti gli interventi previsti. L'esperimento di Cagliari, considerato unico nel suo genere in Europa, sarà poi utilizzato, come spiegato dai promotori nel corso della presentazione , «come prototipo su scala regionale per far diventare la Sardegna la prima Smart Region italiana, nelle città e nelle zone interne: intelligente, sicura, interattiva, sempre più a misura dei cittadini del terzo millennio». Un modello che parte da Cagliari ma ha l’ambizione di essere replicato nella penisola e in Europa

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