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Benvenuti nell’era dello smartphone che fa tutto (e bene)

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Benvenuti nell’era dello smartphone che fa tutto (e bene)

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C’era una volta l’elettronica di consumo. È questo il messaggio finale che esce dal Ces, la fiera dell’industria digitale di Las Vegas, il Consumer Electronic show, un mega evento che negli anni ha subito una forte trasformazione di pari passo con la sua industria di riferimento. Una trasformazione che può essere chiamata anche “smartphonizzazione”.

Già, perché se fino a pochi anni fa il settore era composto da computer, televisori, apparati audio video - e una una miriade di device specializzati nel fare una sola cosa dal lettore cd al videoregistratore fino alla macchina fotografica - ora lo scenario è stravolto: ci sono interi segmenti che non esistono più e il settore focalizzato quasi tutto sugli smartphone, coltellini svizzeri digitali che sanno fare quasi tutto e in molti casi anche molto bene.

Di innovazione nell’elettronica di massa ora se ne vede poca: non ci sono oggetti eclatanti o “next big thing”. E questo lo si vede bene anche al Ces, dove, è vero, è stato svelato il televisore (LG) arrotolabile insieme a tanti tv dalla risoluzione stratosferica (8K) che servono però a poco.

In vetrina a Las Vegas ci sono poche cose, ma sempre smart: cioè smartspeaker con assistenti digitali vocali intelligenti (il fenomeno dell’anno), smartwatch e accessori intelligenti che fanno leva sull’internet delle cose e sui servizi. Gli smartphone dominano, ma il loro salone è il Mobile world congress di Barcellona di febbraio e le cose più interessanti del 2019 le vedremo proprio al Mwc quando Samsung e Huawei si daranno di nuovo battaglia svelando i nuovi top di gamma Galaxy S10 e P30 pro.

Sotto i riflettori del ces 2019 effervescente è, invece, anche quest’anno l’automotive. Il Consumer electronic show è ormai un salone dell’auto mascherato perché in fondo le auto si confermano gli oggetti hi-tech più complessi e interessanti anche sotto il profilo dell’innovazione: elettrificazione, guida autonoma, servizi innovativi sono i temi dominanti di un mondo dei motori che sta cambiando in modo veloce e drammatico. E anche quest’anno, al di là di qualche annuncio a effetto wow con concept improbabili, le case costruttrici (europee e coreane prevalentemente) e produttori di componenti (Europei anche loro come Bosch presente in gran spolvero e Magneti Marelli italiana ma di proprietà giapponese) hanno fatto intravedere l’auto (ma anche la moto) che verrà: iperconnessa e capace di guidare da sola, con interfacce di bordo radicalmente diverse da quelle cui siamo abituati a immaginare e usare.

Se da una parte una start-up come Byton propone un suv elettrico con mega schermi in plancia, Bmw invece guarda oltre e immagina, con la futura elettrica iNext che diventerà realtà nel 2021, una vettura con display minimalistici o addirittura assenti perché realizzati con proiettori, comandi vocali e altri nascosti nei tessuti smart dei sedili.

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