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Sono gli anziani gli «untori»che spargono fake news sui social

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Scienza

Sono gli anziani gli «untori»che spargono fake news sui social

Sarebbero i 65enni le persone più, diciamo, propense a spargere fake news sui social network. Lo sostiene una ricerca dell’università di Princeton e di New York pubblicata online sulla rivista scientifica Science Advances. Per dare una misura, gli anziani tenderebbero a condividere fino a sette volte più notizie false rispetto ai giovani. Parliamo di fake news quindi e più nello specifico di bufale legate alla propaganda politica. Ed è proprio questo l’aspetto che ha sollevato più dubbi. Lo studio si è concentrato in un intervallo temporale a cavallo delle elezioni del 2016 negli Stati Uniti. Ha riguardato un panel di 3.500 persone iscritte sia a Facebook che ad altri social a cui è stato chiesto di farsi monitorare attraverso una applicazione.

Meno della metà circa dei partecipanti iscritti a Facebook ha installato l'app per condividere le informazioni dal suo profilo. I ricercatori hanno quindi confrontato i link pubblicati nei profili dagli utenti con una black list di sito noti per produrre bufale. La lista è quella stilata dal redattore di BuzzFeed News Craig Silverman in una serie di indagini sui domini con alto tasso di condivisione durante le elezioni. Alcuni detrattori della ricerca hanno accusato la lista di essere parziale e incompleta. Stando allo studio poi, ogni fascia di età avrebbe condiviso più informazioni false di quella precedente. Come dire, più invecchi e più spargi fake news. O al contrario, più sei giovane e più sei attento a quello che condividi. I ricercatori per spiegare il fenomeno hanno chiamato in causa la scarsa alfabetizzazine digitale. Come dire, se sei un over 65 non conosci bene i social e quindi schiacci i tasti a caso. Il problema quindi non sarebbe tanto nel sapere o meno distinguere una bufalo ma nell’uso dello strumento tecnologico. L’ipotesi, per quanto avvilente per i meno giovani, è forse meno offensiva di quella che vede negli anziani dei diffusori seriali di bufale. Meglio incapaci che stupidi.

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