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Un minibond da 4 milioni per una cooperativa sociale

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Un minibond da 4 milioni per una cooperativa sociale

Zenit Sgr sottoscrive un Minibond emesso da Pars “Pio Carosi” Cooperativa Sociale Onlus, per un importo di 4 milioni di euro. Secondo la società di gestione del risparmio, il prodotto rappresenta il primo “Minibond Sociale” sottoscritto da un operatore finanziario specializzato, le cui risorse saranno interamente utilizzate per finanziare progetti a elevata utilità sociale, con finalità terapeutico riabilitative e di reinserimento sociale dei beneficiari. Il bond sarà inserito in un fondo dedicato alle Pmi e proposto al mercato istituzionale.

Che cosa ha spinto la società finanziaria a credere nell’operazione? L’approccio alla corporate social responsability o la consapevolezza che questo possa essere un ambito di investimento con un ritorno sia sociale sia finanziario? “Direi più la seconda che la prima - spiega Marco Rosati, amministratore delegato di Zenit Sgr - Sicuramente è nel nostro dna l’attenzione agli investimenti responsabili, per cui ovviamente dal nostro fondo sono esclusi i settori come armi, azzardo ecc . Ma in realtà ci siamo resi conto che la cooperativa con cui siamo entrati in contatto era interessante sia per il tipo di attività sia per una gestione manageriale di alto livello che non ha nulla da invidiare alle aziende tradizionali. E noi siamo esigenti rispetto alle strutture di governance delle nostre pmi”.

Con questo investimento, il fondoMinibond Italia può contare su un portafoglio sempre più diversificato, investito per oltre 60 milioni di euro, per un totale di 20 investimenti. Con i quattro milioni di euro, la cooperativa Pars di Civitanova Marche potrà realizzare un poliambulatorio sociale e 12 posti letto per giovani tossicodipendenti, all’interno del Villaggio di San Michele Arcangelo, avviare una comunità di 24 giovani dotata di scuola alberghiera e ristorante e potenziare il progetto di agricoltura sociale tramite la creazione di un agriturismo.

“Siamo rimasti colpiti dal progetto - aggiunge Rosati - Ci hanno spiegato i dettagli e ci hanno detto di avere centinaia di richieste inevase. La loro principale fonte di ricavi sono i contributi pubblici. Il rischio di investimento è quindi limitato, è un rischio Stato”. I fondi pensioni, le casse di previdenza e le banche “si sono mostrate entusiaste - conclude l’amministratore delegato di Zenit - e hanno accettato di buon grado anche di avere un rendimento di mezzo punto inferiore rispetto a un superiore ritorno sociale”.

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