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Samsung One UI, la nuova interfaccia sembra un sistema operativo

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Samsung One UI, la nuova interfaccia sembra un sistema operativo

C'è un mondo nascosto, dietro i sistemi operativi per smartphone. Un mondo che sta crescendo a piccoli passi, e che potrebbe cambiare le dinamiche del mercato molto presto. O forse già le cambia. È quello delle interfacce, in principio semplici correttivi di design, oggi sempre più software nel software. Le più note sono la UI di Samsung, la Oxygen di OnePlus e la Emui di Huawei.

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Tutte impiantate nel cuore di Android (iOS non prevede interfacce aggiuntive, girando solo su dispositivi Apple). Tutte con aspirazioni di diventare, un giorno, il sistema operativo. E già, perché i venti che tirano da Est sono proprio questi.

Mentre Google lavora a qualcosa che possa sostituire Android (si parla insistentemente del nuovo Fuchsia), i produttori di smartphone stanno facendo quadrato intorno all'idea di prodursi in casa i sistemi operativi per i loro device, come fa Apple. E del resto, in parte, già lo fanno. Huawei, recentemente ha annunciato che i suoi ingegneri sono al lavoro su Kirin OS (ne abbiamo scritto qui), per slegarsi da Google, che rimane un'azienda statunitense, Paese che ha voltato le spalle al colosso cinese. Samsung, invece, ha da poco lanciato One UI, una nuova interfaccia che ha tutti i crismi per essere definita un sistema operativo vero e proprio. Un indizio di quelle che sono le prossime mosse di Seul? È ancora presto per dirlo. Per ora il matrimonio con Android ha portato la casa sudcoreana ai vertici del mercato mondiale degli smartphone. Sarà una scelta difficile.

One UI, il passo in avanti di Samsung
Intanto One UI sta riscuotendo ampio consenso fra gli utilizzatori di Galaxy S9 e Note 9. La nuova interfaccia è arrivata insieme ad Android 9 Pie. E ad usarla, si intuisce chiaramente il passo avanti fatto da Samsung in fatto di software. La prima sensazione che regala One UI è quella dell'ordine e della velocità. In un mondo, quello degli smartphone, dove fra App e icone si rischia di ottenere il caos su un display da 6 pollici, questa interfaccia utente ha portato sui device di Samsung quel tocco minimalista (che ricorda un po' le scelte di Google) del quale c'era bisogno. La fluidità, in fatto di tempi di risposta, è migliorata parecchio. Il produttore asiatico ha eliminato tutto ciò che non serviva, e ha spostato alla parte inferiore la maggior parte dei comandi principali (ad esempio nel pannello chiamata, o in quello galleria, le opzioni che prima si trovavano nella parte alta, sono state spostate in giù). Con questa modifica, ne ha beneficiato l'usabilità, molto più semplice anche per chi si trova a gestire lo smartphone, spesso, con una sola mano.

Altra feature interessante è quella relativa alla luminosità del display, con una gestione di luminosità, contrasto e tonalità molto più semplice e immediata. È stato cambiato anche il design dei comandi rapidi, che presenta icone più raffinate. E sono cambiate anche le gesture, che in sostanza vanno a sostituire i classici pulsanti a schermo. Quindi con piccoli tap verso l'alto si torna alla home, si vedono tutte le App aperte (molto bella la grafica delle schede stondate) e si torna indietro. I miglioramenti di One UI si palesano anche sulla tastiera, da sempre tallone d'Achille di Samsung. Con la nuova interfaccia, invece, i progressi sono stati notevoli. Ad oggi, Samsung One UI è disponibile sugli smartphone Samsung Galaxy S9, S9+ e Note 9 ed è in arrivo in beta su Galaxy Note 8, S8 e S8+. Ma in generale, arriverà sulla maggior parte dei device dell'azienda di Seul in seguito all'aggiornamento ad Android 9 Pie.
Questa interfaccia girerà di certo anche sul nuovo device di Samsung in arrivo nelle prossime settimane: il Galaxy S10. E forse in parte svela proprio un po' come sarà – lato software – questo nuovo smartphone molto atteso dagli appassionati del settore.

La competizione sulle interfacce
Va detto che, a prescindere dalla possibilità di addio ad Android, oggi le interfacce possono già fare la differenza. Se è vero, infatti, che sugli scaffali arrivano smartphone sempre più omogenei e difficili da distinguere, soprattutto nel mondo degli Android una interfaccia meglio curata può fare la differenza. E non è solo un fatto di design delle icone, ma di usabilità. La scelta di uno smartphone Android, fino a qualche tempo fa era più che altro orientata in base alla conoscenza del marchio, al prezzo e alla fotocamera. Con l'accelerata dei produttori sulle interfacce, invece, è nato un nuovo livello competitivo.

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