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Startup innovative, a fine 2018 erano più di 9.700. Fatturato…

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Startup innovative, a fine 2018 erano più di 9.700. Fatturato oltre il miliardo


Quota 10mila ormai non è lontana, e si dovrebbe superare nei primi mesi dell'anno, ma la grande accelerazione è ormai terminata e alcuni indicatori finanziari sono in calo. L'ultimo trimestre del 2018, così come puntualmente fotografato dal rapporto realizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico e da InfoCamere, rivela quindi alcune ombre sull'ecosistema delle startup italiano. Ecco le principali evidenze. Il numero di imprese iscritto nell'apposito registro (hanno diritto a farne parte le società di capitali costituite da meno di cinque anni, con un fatturato annuo inferiore a cinque milioni di euro, non quotate e in possesso di determinati indicatori relativi all'innovazione tecnologica) è salito di 111 unità (+1,2%) rispetto al terzo trimestre, arrivando a 9.758. Il numero complessivo di soci e addetti coinvolti nelle startup, aggiornato al 30 settembre, ha raggiunto e superato quota 53.700.

Scendono capitale sottoscritto e capitale medio

Le startup innovative rappresentano oggi poco meno del 3% di tutte le società di capitali di recente costituzione e ancora in stato attivo e in alcune Regioni (Valle d'Aosta e Trentino-Alto Adige) e Province (Trieste, Trento e Ascoli Piceno) la loro incidenza raggiunge picchi compresi fra il 5% e il 6%. Fra le voci in negativo registrate del rapporto, le prime sono relative al capitale sociale sottoscritto complessivamente, diminuito negli ultimi tre mesi del 3,4% e attestatosi a circa 490 milioni di euro, e il capitale medio, pari a 50.140 euro a impresa, in flessione di circa 2.300 euro rispetto al precedente dato trimestrale.

La distribuzione per settori e aree geografiche

Una tendenza ormai consolidatasi in questi anni vede la grande concentrazione delle startup nei comparti con una chiara vocazione tecnologica. Più in dettaglio, il 34% del totale è impegnata nella “produzione di software” e il 13% in attività di “ricerca e sviluppo” mentre il settore manifatturiero è altrettanto ben presente e accoglie il 18,6% delle neo imprese. In generale il 72,2% fornisce servizi alle imprese e il 3,8% opera nel commercio.

In termini di distribuzione geografica, la leadership di Milano quale principale polo per le imprese innovative italiane è ancora fuori discussione: nel capoluogo lombardo sono localizzate infatti ben 1.687 startup (il 17% del totale nazionale), quasi il doppio di quelle in esercizio a Roma, che vanta 969 nuove aziende tech. Con 2.417 startup attive la Lombardia guida invece la classifica per Regioni, davanti a Lazio (1.079) ed Emilia-Romagna (903). In coda alla graduatoria figurano invece la Basilicata con 106, il Molise con 67, e la Valle d'Aosta con 22 startup innovative.

Bilanci in rosso per complessivi 91 milioni

Premesso che i bilanci relativi all'esercizio 2017 sono disponibili solo per il 60,3% delle startup iscritte a fine 2018 (molte sono state costituite nell'ultimo anno), il fatturato complessivo è di poco superiore ai 910 milioni di euro, cifra che si ritiene possa abbondantemente superare il miliardo di euro nel 2018 considerando i nuovi ingressi nel Registro delle Imprese registro. Il reddito operativo fatto registrare nel 2017 è ancora negativo per 91,2 milioni di euro. Il valore della produzione medio per impresa nel 2017 (rispetto ai dati di bilancio disponibili ed elaborati nel rapporto) si attesta invece sui 155mila euro ed è un dato in diminuzione di 13mila euro rispetto al trimestre precedente; l'attivo medio è pari a poco meno di 290mila euro per startup innovativa ed anche questo indicatore è in calo di circa 13mila euro rispetto alla precedente rilevazione. L'età media, infine, delle 186 startup innovative che al 31 dicembre 2018 riportano un fatturato superiore a un milione di euro (per un valore complessivo di ben 359 milioni) è pari a 3 anni e 10 mesi.

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