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Scoperta una grotta grande come Manhattan sotto l’Antartide:…

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Scoperta una grotta grande come Manhattan sotto l’Antartide: scioglimento rapido dei ghiacci

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Una cavità alta 300 metri e grande quanto circa due terzi di Manhattan sotto la superficie ghiacciata dell’Antartide, equivalente a circa 14 miliardi di tonnellate di ghiaccio sciolte. È stata la Nasa attraverso le sue rilevazioni satellitari a scoprire questa enorme grotta formatasi negli ultimi tre anni, che conferma quindi che i ghiacci si stanno sciogliendo a ritmi sempre più elevati.

La cavità si trova sotto il ghiacciaio Thwaites, responsabile di circa il 4% dell’innalzamento del livello dei mari. È stimato che gli oceani salirebbero di oltre 60 centimetri se l’intero ghiacciaio si sciogliesse. La scoperta indica che gli scienziati starebbero in qualche modo sottostimando la velocità di liquefazione dei ghiacci. Le sezioni del ghiacciaio oggi si stanno riducendo al ritmo di circa 800 metri l’anno.

Per di più l’aumento delle temperature degli oceani sta provocando lo scioglimento delle masse ghiacciate sotto la superficie, quelle che normalmente agiscono come una sorta di diga nei confronti dei ghiacci a contatto con la superficie continentale. Venendo meno questo “tappo” anche le masse più interne iniziano a sciogliersi a ritmi più rapidi in conseguenza del calore e dell’acqua che si infilano dal di sotto. A sua volta l’intera superficie risulta indebolita dalla fragilità strutturale dei ghiacci che possono così subire il distacco di intere masse che crollano nell’oceano.

Alla scoperta della Nasa hanno contribuito anche le tecnologie italiane, grazie ai satelliti radar della costellazione Cosmo-SkyMed dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e di quelli tedeschi, i cui dati ad altissima risoluzione sono elaborati con la tecnica dell'interferometria radar per rivelare come la superficie del terreno sottostante si sia modificata. I dati di Cosmo-SkyMed sono stati utilizzati nell’ambito di uno specifico progetto tra Asi e il centro Jet Propulsion Laboratory (Jpl) della Nasa di Pasadena in California.

I ricercatori si aspettavano di trovare alcune cavità tra il ghiaccio e il substrato roccioso sul fondo di Thwaites, dove l’acqua dell'oceano entrando dal basso stava sciogliendo il ghiacciaio. Quello che ha sorpreso i ricercatori sono state le enormi dimensioni e il tasso di crescita dello scioglimento (il più alto registrato nella storia delle misurazioni).

Lo studio pubblicato da Science con il titolo «Ritirata eterogenea e scioglimento del Ghiacciaio Thwaites, nell'Antartide occidentale» vede come primo autore l’italiano Pietro Milillo del Jpl e come coautrice un’altra italiana, Paola Rizzoli, della Dlr, l’agenzia spaziale tedesca, di Monaco.

«La dimensione di una cavità sotto un ghiacciaio svolge un ruolo importante nei processi di assottigliamento di un ghiacciaio – ha ricordato Milillo –, più calore e acqua si infiltrano sotto il ghiacciaio, più questo si scioglie velocemente. Sul lato orientale del ghiacciaio, la ritirata della massa a terra procede attraverso piccoli canali, con larghezze dell'ordine di un chilometro, come le dita che arrivano sotto il ghiacciaio per fonderlo dal basso. In quella regione, il tasso di arretramento della Grounding line (la linea di confine tra ghiaccio ancorato e ghiaccio galleggiante, ndr) è raddoppiato da circa 0,6 chilometri all’anno dal 1992 al 2011 a 1,2 chilometri ogni anno dal 2012 al 2017. L’utilizzo dei dati dei satelliti italiani è avvenuto proprio per identificare la Grounding line».

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