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I tardigradi possono insegnarci la vera sopravvivenza

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I tardigradi possono insegnarci la vera sopravvivenza

L'immagine al microscopio della Baker University mostra un tardigrado della classe Heterotardigrada, noto anche come “orso d'acqua( Associated Press Photo)
L'immagine al microscopio della Baker University mostra un tardigrado della classe Heterotardigrada, noto anche come “orso d'acqua( Associated Press Photo)

Possono resistere a temperature estreme, freddo, radiazioni e persino il vuoto dello spazio. Ora l'esercito americano spera che queste minuscole creature chiamate tardigradi possano insegnarci la vera sopravvivenza.
Questi animali al microscopio sono un mix tra un orso paffuto e un alieno con un solo occhio. E sono gli esseri viventi più vicini al concetto di indistruttibile.

Non c'è acqua? Nessun problema. I tardigrade sopravvivono. Il freddo antartico, il calore a 150 gradi, la mancanza di ossigeno, anche la dura prova delle radiazioni non ferma questi animali. Sono così resilienti di fronte a così tante minacce che gli scienziati ritengono che la loro biologia unica possa contenere indizi su come possiamo rendere le colture più resistenti alla siccità, preservare meglio sangue e medicine e persino rendere più efficace la protezione solare.
Quando il gioco si fa duro, i tardigradi si raggomitolano, si asciugano e aspettano. Poi, quando l'ambiente migliora e assorbono l'acqua, tornano in vita. Secondo gli scienziati possono rimanere latenti per decenni prima di rianimarsi.

Nel 2007, gli scienziati hanno lanciato in orbita due specie di tardigradi all'interno di contenitori che poi hanno aperto in uno spazio freddo e senz'aria pieno di radiazioni provenienti dal sole e dalle stelle.
“Se noi fossimo messi nella stessa situazione, esploderemmo”, ha detto l'esperto di Tardigrade Randy Miller, un biologo della Baker University in Kansas. Invece loro sono sopravvissuti e la loro progenie è ancora viva.
Ci sono ben 1.200 specie di tardigradi, e vivono su tutta la Terra, dalle cime delle montagne alle profondità oceaniche fino ai passi carrai. Non tutti, però, hanno la capacità di andare in letargo e tornare in vita.

Se sono feriti quando sono in una fase attiva e non possono entrare in modalità sopravvivenza, muoiono come le altre creature. Ma non hanno un sistema circolatorio o uno scheletro, cosicchè possano raggomitolarsi in una modalità di iper-sopravvivenza chiamata “criptobiosi”. E per capire come questi animaletti riescano a sopravvivere in ambienti impossibili alla sopravvivenza, il biologo della Duke University Thomas Boothby ne ha prima isolato i geni, poi li ha ingegnerizzati e inseriti nel lievito. Risultato: la loro tolleranza alla siccità è aumentata di 100 volte.

Così lo scorso dicembre, il dipartimento della Difesa americano ha dato a Boothby un finanziamento di quasi 5 milioni di dollari per capire cosa nei geni dei tardigradi potrebbe essere utile per la salute umana. L'idea è di vedere se gli stratagemmi che i tardigradi usano per proteggersi funzionano anche per conservare i vaccini e il sangue umano.

Boothby spera di realizzare sacche di sangue che durino più a lungo delle attuali sei settimane e che permettano loro di essere immagazzinate allo stato secco, in modo che i soldati possano portare la propria riserva di sangue in battaglia o le ambulanze possano trasportarne una maggiore quantità. I trucchi dei tardigrade potrebbero anche aiutare a preservare i vaccini, contribuendo a ridurre l'enorme costo e la complessità di mantenerli a basse temperature. Ma potrebbero anche aiutare a preservare gli organi o i tessuti danneggiati.

Gli scienziati giapponesi invece stanno studiando le proteine dei tardigrado allo scopo di ottenere una migliore protezione solare. Uno studio del 2016 ha mostrato che le cellule umane “aumentate” con una proteina unica dei tardigradi riducevano il danno da radiazioni nei test preliminari di laboratorio.

I tardigradi sono così ultraterreni che alcuni teorizzano che potrebbero facilmente esistere sui pianeti al di fuori del sistema solare. L'astronomo di Harvard Avi Loeb ha dichiarato che i tardigradi “potrebbero sopravvivere alle peggiori calamità cosmiche e potenzialmente arrivare da un altro pianeta” sulla Terra. concludendo che “è bello sapere che almeno una creatura sulla Terra ha una possibilità di sopravvivere indipendentemente da cosa accadrà”.

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