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«Trono di Spade» è la serie Tv più piratata della storia

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«Trono di Spade» è la serie Tv più piratata della storia

Sono i giorni dell’ottava stagione di Games of Thrones, una delle serie Tv più viste al mondo. Un successo autentico del piccolo schermo, con una media di 23 milioni di spettatori per episodio che torna con nuovi episodi dopo una pausa di oltre un anno (la settima stagione era del 2017). Ma c’è anche un altro primato molto interessante che appartiene a questa produzione: secondo i numeri forniti da Akamai, infatti, Il Trono di Spade è anche la serie Tv con il maggior numero di visualizzazioni pirata negli ultimi sei anni. I dati più recenti, risalenti a circa una settimana fa, dicono che la serie era stata vista illegalmente più di un miliardo di volte.

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L’84,7% di queste visualizzazioni è stato in streaming, su siti non autorizzati. E se si considera che una puntata può essere acquistata per circa quattro euro, la potenziale perdita economica per le emittenti che la trasmettono e ne hanno acquistato i diritti potrebbe essere sufficiente per far fallire la Banca di Ferro di Braavos. Un ammanco di oltre quattro miliardi, che porta allo scoperto tutti i limiti tecnologici del settore. Effetti collaterali che fanno parte del gioco, vi starete dicendo. E in effetti è così. I grandi successi sono sempre accompagnati da un enorme mercato illegale. Succede anche per la musica, per esempio. Ma dal punto finanziario la perdita resta. È un fatto. E non è un caso che le emittenti che trasmettono Il Trono di Spade abbiano deciso di investire in tre direzioni: prevenzione, scoperta e esecuzione.

Ma come si può prevenire la pirateria per una serie Tv come questa? Secondo Akamai, l’uso della tecnologia in fase di prevenzione può variare da una migliore rilevazione dei proxy, all'autenticazione dei token fino alla crittografia dei media. La tecnologia può aiutare a garantire che i dati siano consegnati a spettatori autorizzati in luoghi prestabiliti e che i contenuti piratati non possano essere visti facilmente. «La tecnologia però non è l’unica risposta e, man mano che la pirateria diventa sempre più sofisticata, è necessario scoprire cosa stiano facendo gli hacker per rinnovarsi», commenta Ian Munford di Akamai. «Scoprire i siti pirata può essere semplice come scavare nel dark web per trovare gli show e le serie Tv di vostro interesse, ma può anche essere fatto attraverso un sofisticato sistema di watermarking oppure analizzando i registri di delivery per trovare dei segnali di pirateria. Una volta individuata l’azione di pirateria allora diventa importante agire e tecnicamente, è possibile bloccare l’accesso, ridurre la qualità dello streaming o persino fornire contenuti alternativi».

A volte, è persino meglio far credere a un pirata che stia continuando a rubare contenuti, in modo che non progetti un attacco da un altro fronte dove l'emittente non è preparato. Infine, la legge sta iniziando a riconoscere la pirateria come un reato grave con lo stesso impatto del furto in qualsiasi negozio al dettaglio e, con i giusti dati, la legislazione sta iniziando a rendere i procedimenti giudiziari più frequenti ed efficaci. Una strada in salita, certo. Ma forse anche l’unica percorribile.

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