Innovazione

Tecnopolo di Roma, venti grandi aziende in campo

di Andrea Marini

 Per le infrastrutture di ricerca previsti 50 milioni di euro

2' di lettura

Un investimento iniziale di 560 milioni fino al 2026, con una spesa a regime di 75-88 milioni l’anno. Il tutto per dotare anche Roma di un polo multi-tecnologico di riferimento internazionale per la formazione, la ricerca, il trasferimento tecnologico. Il progetto è in attesa di concorrere ai bandi per ricevere i fondi del Recovery Plan. Ma intanto i primi tasselli si sono già mossi: è già stato presentato al ministero dell’Università e dalla Regione Lazio è già stata individuata la sede: l’ex ospedale Forlanini, dove saranno spesi 100 milioni (dei 560 previsti dall'investimento iniziale) per riqualificare la struttura.

L’iniziativa si inserisce nel solco dell’idea lanciata da Unindustria Lazio di dotare anche la capitale di un proprio Politecnico. Il nuovo polo (che ha come nome provvisorio di Rome Technopole, Tecnopolo di Roma) e vede coinvolti, oltre ad Unindustria e Regione, anche le tre principali università della città: La Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre. L’attività non farà concorrenza agli atenei, ma ne completerà l’offerta formativa in tre ambiti strategici: transizione energetica, transizione digitale, agro-bio-farmaceutico e salute. Il Rome Technopole, a regime, dovrebbe raddoppiare il numero di laureati magistrali (circa 700 l’anno) a Roma in questi ambiti scientifici.

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Rome Technopole sarà gestito da una fondazione il cui direttore sarà scelto con un bando internazionale. L’iniziativa, poi, sarà aperta anche al contributo degli altri centri di ricerca e alle aziende. Già a luglio è in cantiere un incontro tra gli organizzatori (Unindustria, Regione e alle università coinvolte) e 20 grandi aziende per presentare loro il progetto. Le attività del centro potrebbero partire già nel 2022 con i primi master, dottorati (classici, industriali e internazionali) e laboratori, mentre i primi corsi di Laurea (inter-ateneo) inizierebbero nel 2023. «Il Recovery plan ha un programma stringente, quindi, una volta dato l’ok al progetto, i tempi di attuazione non saranno lunghi», assicura Daniele Leodori, vicepresidente della Regione.

Il Rome Technopole prevede investimenti in laboratori e nuove infrastrutture di ricerca avanzata per circa 50 milioni e punta a creare una nuova comunità di ricerca, didattica e formazione di circa 800 unità a cui sommare le eccellenze già presenti nelle tre Università che confluiranno nel nuovo polo. Il piano dei costi prevede un investimento iniziale di circa 560 milioni fino al 2026, da finanziare con il Recovery Plan. La struttura dei costi a regime dovrebbe attestarsi in un range tra i 75 milioni e gli 88 milioni l’anno. I due terzi dovrebbero venire dai contributi del ministero dell’Università, 5 milioni dalla Regione e non meno di 10 da contributi e ricavi ottenuti da partnership industriali e finanziamenti nazionali ed europei. Sarà sempre garantito un investimento medio annuo in nuove attrezzature di ricerca e sperimentazione di 5 milioni, oltre la manutenzione e l’aggiornamento.

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