ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùIl voto in Germania

Tedeschi alle urne: record di indecisi, rebus alleanze

Esito incerto fino all’ultimo. Gli indecisi stimati al 40%, una quota senza precedenti

di Isabella Bufacchi

(Reuters)

4' di lettura

DALLA NOSTRA INVIATA
BERLINO - Sono 60,4 milioni i tedeschi che fino alle 18 potranno votare per il Bundestag presso 60.000 seggi: esortati dal presidente della Repubblica federale Frank-Walter Steinmeier a recarsi alle urne perché, come ha scritto su Bild am Sonntag, «ogni voto conta, il tuo voto conta».

Mai così tanti indecisi

In alcune grandi città, a mezzogiorno a Monaco di Baviera il 60% aveva già votato, a Colonia solo il 27,4%. Mai come in queste elezioni, con esito così incerto fino all'ultimo, i voti peseranno, soprattutto quelli degli indecisi che rappresentano una grossa fetta dell'elettorato, il 40% stando alle stime degli esperti, una quota senza precedenti. L'incertezza ha segnato il passo di tutta la campagna elettorale, con oscillazioni senza precedenti nei sondaggi, a conferma della dilagante indecisione tra gli elettori che per la prima volta dal 2005 non potranno più contare sulla guida della cancelliera Angela Merkel.

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Cdu in difficoltà, rimonta Spd

L'Unione dei cristiano-democratici Cdu-Csu è andata in sali-e-scendi e dal picco poco vicino al 40% in piena pandemia è poi crollata poco sopra il 20% e si prepara al peggio, al peggiore esito dal dopoguerra. Negli ultimi sondaggi ha rimontato 2-3 punti percentuali, e la banda di oscillazione si è stretta tra 21% e 25%.

Armin Laschet, il leader della Cdu che resta impresso perché non ha carisma e non ha grinta (il che non è poco per un politico), ha chiuso oggi la sua campagna elettorale con l'ennesima gaffe. Il passo falso lo ha commesso al momento della votazione al suo seggio elettorale, una scuola a pochi passi dalla sua abitazione dove si era recato con la moglie: il maldestro presidente della Cdu, che non riesce a prendere il posto di Angela Merkel nel cuore degli elettori, ha piegato male la scheda, e le sue due croci, ben visibili, sono state immortalate dai paparazzi accorsi a fotografare questo momento storico. Laschet rischiava di vedere il suo voto annullato, per non aver rispettato le regole, ma l’ufficio federale elettorale ha chiarito che è valido. La posizione dell’ente è stata pubblicata su Twitter.
La gaffe più clamorosa di Laschet in campagna elettorale è comunque un'altra e ha già fatto il giro del mondo: il ministro-presidente del Nord Reno Westfalia è stato fotografato mentre rideva di gusto durante il discorso solenne pronunciato dal presidente Frank-Walter Steinmeier per l'alluvione in Erftstadt, una delle cittadine più colpite dal maltempo in luglio. Per questa mancanza di rispetto, che ha inferito sulla sua già scarsa popolarità, Laschet si è dovuto scusare pubblicamente.

L'Spd ha per contro superato le aspettative, in chiave positiva, con una rimonta senza precedenti: a lungo attorno al 14-16%, orbitava nei sondaggi tra il 25% e il 26%. I Verdi Bündnis 90/Die Grünen hanno avuto il percorso opposto dell'Spd: dal picco del 26% si sono assestati nelle ultime rilevazioni tra il 14% e il 16%. I liberali Fdp hanno consolidato un tasso di gradimento stabile tra il 10% e il 13%. Lo stesso può dirsi per il partito di estrema sinistra Die Linke (5-7%) e il partito di estrema destra AfD (10-12%).

Voto postale decisivo

Nelle elezioni del Bundestag del 2017, Cdu-Csu è stato il primo partito con il 32,9%, Spd secondo al 20,5%, AfD terzi al 12,6% seguiti da Fdp (10,7%), Die Linke (9,2%) e ultimi i Verdi con l’8,9 per cento. L’affluenza alle urne è stata del 76,2% quattro anni fa. Anche il voto per posta rende queste elezioni eccezionali: il voto per corrispondenza potrebbe toccare un record. Secondo il Comitato federale delle elezioni, questa volta minimo il 40% dei voti arriverà attraverso il sistema postale: questo anche a causa della pandemia. Nel 2017, il 28,6% degli aventi diritto ha usato il voto per corrispondenza.

Il voto regionale

Parallelamente alle elezioni del Bundestag, viene eletto anche il nuovo parlamento in Meclemburgo-Pomerania e nella città-Stato di Berlino. In queste due elezioni, è probabile che l’Spd vinca al primo turno.L'ago della bilancia non saranno i verdi ma i liberali. Il leader Fdp Christian Lindner ha preso una posizione molto critica nei confronti dell’Spd e dei Verdi nelle ultime dichiarazioni prima del voto: siamo pronti, ha detto, solo per «un governo del centro» in cui non ci saranno aumenti delle tasse e il freno sul debito non sarà ammorbidito.

Scholz spera nei Verdi

Il candidato cancelliere dell’Spd Olaf Scholz ha ribadito fino all'ultimo il suo desiderio di una coalizione con i Verdi. «Questa è la mia coalizione preferita», ha detto Scholz sabato nel suo ultimo appuntamento prima delle elezioni federali nel suo collegio elettorale a Potsdam. Nel 2019, Scholz è stato sconfitto nella corsa per la presidenza del partito dall'ala di sinistra rappresentata dagli attuali co-leader Saskia Esken e Norbert Walter-Borjans. In un’intervista con MediaPioneer, Scholz ha sottolineato il suo buon rapporto con Lindner. Scholz preferisce la coalizione “semaforo” con Verdi e Fdp rispetto a una coalizione “rosso-ross-verde” con Die Linke anche se non ha formalmente scartato quest'ultima ipotesi nel suo comizio a Potsdam.

Lo spettro rosso-rosso-verde agitato dalla Cdu

Proprio il timore di una Germania guidata da un governo di sinistra rosso-rosso-verde, che dal 26 settembre governerà in minoranza in Turingia, è stato l'unico asso nella manica giocato con successo dal leader della Cdu Armin Laschet sul finale di una campagna elettorale altrimenti disastrosa. A Laschet, che ha vinto con una volata finale le elezioni nel suo Land Nord Reno Westfalia, potrebbero essere chieste le dimissioni nel caso in cui un voto catastrofico alle urne relegasse l'Unione all'opposizione. Nel caso di una perdita di misura, con 1-2 punti percentuali sotto l'Spd, Cdu-Csu potrebbero provare a formare il governo e nominare il cancelliere anche da un buon secondo posto.

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  • Isabella Bufacchivicecaporedattore corrispondente dalla Germania

    Luogo: Francoforte, Germania

    Lingue parlate: inglese, francese, tedesco, spagnolo

    Argomenti: mercato dei capitali, ECB watcher, fixed income e debito, strumenti derivati, Germania

    Premi: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo per l’analisi economica, Premio Q8 per giovani giornalisti economici

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