la fiera d’autunno

Tefaf New York fiera cross-collecting

Novanta le gallerie presenti e 17.000 i visitatori. Buone le vendite sulla pittura, più difficili sulle antichità. Anche nella grande Mela arriva il vetting

di Silvia Anna Barrilà


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Tomassi Brother, Massimiliano Soldani Benzi, coppia di bronzi, Castore e Polluce

4' di lettura

Alla preview di Tefaf New York Fall 2019 (1-5 novembre), giovedì 31 ottobre 2019, erano tantissimi i giovani collezionisti ed appassionati d'arte ad affollare i 90 stand degli espositori, tre in meno della precedente edizione, ma con 16 new entry tra cui due italiane Bacarelli & Botticelli (stand 338) e Bottegantica (stand 367), e 19 assenti rispetto allo scorso anno. La domanda del nuovo pubblico ha avuto un peso sull'offerta, Tefaf sul suo sito ha battezzato il marketing di questa edizione come “cross-collecting”.

Una fiera per giovani
Le gallerie hanno incontrato i millenials e il mind-set culturale del secondo ventennio del XXI secolo con nuovi media e un'interessante proposta trasversale, che si è tradotta in sette stand collaborativi, che hanno messo insieme diverse aree geografiche e categorie di oggetti. Un esempio? Sean Kelly , gallerista d’arte contemporanea, ha esposto assieme al gallerista inglese d'arte antica Charles Ede (Stand 210) mostrando una fotografia dell'artista Marina Abramović, con il viso coperto di miele e foglia d'oro accanto ad una testa d'uomo ellenistica del II o I secolo a.C. con la bocca aperta e la fronte sporgente attributi dell'oratore greco.
C'è chi ha definito questa edizione autunnale di Tefaf un investimento per il visitatore per tempo e costo del biglietto, ma i 55 dollari dell'entrata singola non sono poi gran cosa rispetto alle spese per lo stand sostenute dai galleristi. Sono già aperte le application per la prossima edizione di Tefaf Spring 2020 che si terrà dall'8 al 12 maggio, la fee non rimborsabile per la candidatura è di 350 $. Ai candidati ammessi alla fiera è inviato un contratto di partecipazione da firmare e restituire assieme ad un acconto sul totale. Il costo finale della partecipazione in fiera è dato dalla somma delle spese generiche (tra cui il nuovo Centralised Invitation System, Inviti VIP, cataloghi, inviti standard, etc.) pari a 9.000 $ e il costo dello stand, che varia a seconda che si opti per un booth a 1.500 $ al metro nel Drill Hall del Park Avenue Armoury (piano terra) o per una stanza storica (secondo piano), per queste i prezzi oscillano da 40.000 a 84.000 $. La spesa media per uno stand è di 75.000 $.

Le opere a Tefaf New York Fall

Le opere a Tefaf New York Fall

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La posizione del booth
Si è lamentata la Galerie de la Béraudière , alla sua prima Tefaf autunnale, per la posizione defilata del loro stand 104, secondo la rappresentate in fiera la cattiva riuscita della spedizione newyorchese sarebbe da attribuire alla sfortunata location. La Galerie torna in Francia con una sola opera venduta. Lo stand più grande della fiera nel Drill Hall è stata di un'altra new entry all'edizione autunnale di Tefaf, la galleria canadese Landau Fine Art che ha occupato nella fila centrale della Hall lo spazio di tre stand (stand 337).

Il successo e le vendite
Con 17.000 visitatori, la fiera continua a crescere. Quest'anno la maggior parte delle vendite sono state realizzate nelle prime ore dall'apertura, Robilant + Voena (stand 201) ha venduto il ritratto del compositore ungherese Franz Lizst (1838) del pittore austriaco Friedrich von Amerling (1803-1887), mentre Nicolás Cortés Gallery (stand 303), alla sua prima Tefaf, ha venduto «Lady lying in a divan» di Raimundo de Madrazo y Garreta (1841-1920); Robert Simon (stand 327) è riuscito a piazzare ad un collezionista privato una bellissima Madonna col Bambino, san Giovannino e Santa Elisabetta del pittore italiano Giorgio Vasari (1511-1574) per una cifra che non è stata resa nota. La Gallery 19C (stand 370) a poche ora dall'apertura ha venduto «Low Tide in Normandy» di Gustave Courbet (prezzo richiesto 175.000 $) e «The Rosary» (c. 1900) del pittore olandese Nicholas Wilhelm Jungmann (prezzo richiesto 50.000 $). Adam Williams Fine Art già dalle prime ore ha registrato la vendita della bellissima «Tentazione di Sant'Antonio» dell'allievo di Bosch, Jan Wellens de Cock (prezzo richiesto 495.000 $). Per quanto riguarda l'arte asiatica, Sebastian Izzard (stand 369) ha venduto alcune stampe all' opening night per un valore pari a 50.000-200.000 $, e Gregg Baker Asian Art (stand 353) un paio di pannelli in inchiostro e colori con sakura (alberi di ciliegio) su sfondo dorato, datati XVI-XVII secolo, la cifra richiesta era all'incirca 75.000 $, mentre una statua di Buddha del XIV secolo del valore di 350.000 $ sarebbe “on hold” per un collezionista europeo. Stephen Ongpin (stand 355) ha venduto il disegno a carboncino «Nudo Femminile in Piedi» (1950) di Henri Matisse per circa 330.000 $.

Il commercio delle antichità rallenta, Kallos non è riuscita a piazzare la donna velata, mentre Safani ha venduto solo uno dei pezzi esposti (la testa di Venus de Capua), Chan International non ha trovato un acquirente per il Dioniso incluso nel catalogo della fiera e nemmeno per i due torsi (Ercole e Pan), Cybele ha ceduto una maschera funeraria in legno.

Il vetting arriva a New York
Passando tra gli stand si potevano udire i galleristi raccontarsi le personali peripezie tra tribunali, uffici esportazioni e Vetting Committee. Oggi, l'ambiente Tefaf è sempre più orientato verso la tutela del cliente per quanto riguarda le opere messe in commercio in fiera. Il processo di vetting è uno dei pilastri su cui si basa Tefaf Maastricht e ora anche New York e che sta contribuendo al successo delle fiere. Come in Olanda, ora anche negli Usa l'analisi delle opere è condotta da un Vetting Committee composto da accademici, curatori, esperti d'arte e professori che –a detta degli organizzatori- passano al setaccio ogni pezzo. I galleristi non sono ammessi durante i controlli effettuati dal comitato, ma vengono notificati sull'esito del processo una volta terminato. L'assenza della figura del giurista nel comitato sembra essere supplita dalla collaborazione con l' Art Loss Register (ALR), registro di beni privati di bene d'arte rubati di proprietà dell'uomo d'affari inglese, Julian Radcliffe e Sotheby's . La due diligence richiesta da Tefaf si divide in due fasi: quella del gallerista e quella condotta in loco dal comitato. Si richiede pertanto che tutti gli oggetti siano registrati con informazioni complete e corrette che verranno anche apposte nelle singole descrizioni con l'obbligo di rivelare la provenienza e di controllare ogni oggetto su ALR, ICOM Red Lists nonché l'Appendice 1 della CITES (Convention on International Trade in Fauna and Flora). Gli oggetti importati negli Stati Uniti per legge non devono contenere avorio, né provenire da paesi per i quali vige un severo divieto d'importazione come Iraq e Siria.

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