la fiera imperdibile

Tefaf punta sul moderno e sul post-war in competizione con Art Basel

di Stefano Cosenz

8' di lettura

TEFAF Maastricht 2019 è ormai vicina: la più grande e attesa fiera d'arte al mondo, la 32ª, si terrà al Maastricht Exhibition and Congress Centre dal 16 al 24 marzo 2019, ed ospiterà 279 tra le gallerie internazionali d'arte antica e moderna più prestigiose, di cui 40 new entry. Quest’anno la fiera punta sempre più al moderno e al contemporaneo ormai in chiara competizione con l’appuntamento di Art Basel, dal 13 al 16 giugno, (che ha appena annunciato le sue 290 gallerie, di cui 19 debuttanti). E così confrontando gli espositori scopriamo molte sovrapposizioni.

Dalle varie sezioni della fiera, TEFAF Modern vede il maggior numero di nuovi espositori, con 13 nuovi arrivi, molti dei quali si preparano ad allestire degli stand dedicati a un solo artista. Ad esempio, Kamel Mennour di Parigi (presente anche ad Art Basel) si concentrerà sulle opere di Ugo Rondinone (classe 1963), con uno stand che metterà in risalto l'uso della pietra nell'arte contemporanea. Di questo artista svizzero di nascita ma di genitori italiani, che ora vive ad Harlem in una chiesa sconsacrata trasformata in un'incredibile casa-studio, saranno esposte diverse opere, tra cui due molto importanti, “The Cordial” del 2017 e “The Faithful” del 2019. Ugualmente la galleria tedesca Sprüth Magers con sedi a Berlino, Londra e Los Angeles, (presente anche ad Art Basel) presenterà il lavoro dell'artista concettuale tedesca Rosemarie Trockel (classe 1952) venuta alla ribalta negli anni '80 a Colonia, nelle sue opere utilizza vari materiali tra cui lana, bronzo e oggetti del quotidiano. La mostra al TEFAF metterà in rilievo i suoi lavori in ceramica, spesso tra i più recenti. Altra galleria di successo è la Galleria Gmurzynska di Zurigo (presente anche ad Art Basel) che ritorna al TEFAF dopo 17 anni: il suo ad Mathias Rastorfer ha sottolineato come: “TEFAF Maastricht, ora che assistiamo ad uno spostamento delle fiere d'arte quasi completamente verso il contemporaneo, si trovi in un momento davvero speciale, perché abbraccia ogni periodo, con un grande potenziale verso il futuro. A mio parere, in un momento in cui i prezzi del mercato dell'arte moderna e contemporanea sono ai massimi storici, c'è ancora più bisogno di preparazione e conoscenza. Il tema dello stand della nostra galleria è il dialogo del XX secolo con l'astratto, per dimostrare l'impatto delle prime opere figurative che all'inizio del XX secolo si sono spostate verso l'astrattismo”. Uno dei pezzi più importanti dello stand sarà l'opera di tecnica mista (matita, henné, acquarello, decalcomanie e collage su carta) “Métamorphose” del 1936 di Joan Miró.

Loading...

Argenti milionari a TEFAF Antiques. La galleria Koopman Rare Art di Londra, principale dealer nella capitale inglese di antichi argenti da oltre 75 anni, esporrà ciò che il suo direttore Lewis Smith ha definito “l'esempio più spettacolare di sempre dello stile Regency”. Si tratta un preziosissimo capolavoro in argento dorato della corte di Giorgio IV, lo “Scudo di Achille”, realizzato da uno dei più eminenti argentieri inglesi, Philip Rundelf (1746-1827). Lo scudo, in argento dorato ed eseguito da un disegno di John Flaxman (1755-1726), ha un prezzo attorno a 5 milioni di sterline. Sarà proposto, inoltre, un eccezionale gruppo di rari argenti risalenti a epoca anteriore al 1700, tra cui un'importante tazza di Carlo II realizzata a Londra nel 1683 raffigurante Alessandro Il Grande che incontra Re Poros (prezzo richiesto attorno a 225mila sterline) e un piatto “Armada” di 42 cm di diametro di Elisabetta I realizzato a Londra nel 1586 (un set di piatti con simile disegno denominato “Armada Service” venne acquistato nel 1992 dal British Museum ): prezzo richiesto 160mila sterline circa. Di notevole pregio anche una brocca in argento dorato realizzata a Madrid nel 1662-3, probabilmente creazione dell'argentiere Andres Sevillano, proposta con un prezzo attorno alle 150mila sterline.
La sezione Antiques vedrà come sempre una storica galleria milanese, Piva & C. di Domenico e Tomaso Piva, con uno stand che avrà come protagonisti mobili, ceramiche, dipinti e raffinati oggetti d'arte. Tra i mobili verrà presentata un'eccezionale coppia di cassettoni intarsiati di Giuseppe Maggiolini (1790 circa) proveniente dalla collezione di Giorgio Guido Pallavicino Trivulzio, nobile milanese e celebre patriota protagonista del Risorgimento italiano, con un prezzo richiesto di 450mila euro. La qualità quasi pittorica dell'intarsio in varie essenze mostra la perizia tecnica e la fantasia compositiva del grande maestro ebanista lombardo, che in varie occasioni lavorò su committenza di casa Pallavicino, come testimoniano numerosi disegni firmati e datati conservati nel Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco a Milano. Nella collezione di ceramiche esposte nello stand di Piva & C. spicca una rara crespina in maiolica istoriata di Mastro Domenico con l'allegoria del mese di dicembre (Venezia, seconda metà de secolo XVI, diametro 31 cm), per la quale sono richiesti 23mila euro. Un capitello divide le due scene pittoriche, l'uccisione del maiale a destra e il banchetto con la sua consumazione a sinistra, al caldo di un camino acceso. Per quanto riguarda i dipinti, verrà presentata una tela di Francesco Londonio (Milano, XVIII secolo) raffigurante una contadinella con cesto di colombe, vicina per qualità al dipinto con analogo soggetto conservato alla Pinacoteca di Brera . Eccellente la provenienza, Villa Alari Visconti di Saliceto (Cernusco sul Naviglio), dove Londonio realizzò per il Conte Alari, uno dei suoi maggiori committenti, un ciclo pittorico grandioso, considerato l'opera più felice dell'artista. Tra i raffinati oggetti d'arte, particolarmente ricca sarà la collezione di oggetti scientifici. Sarà presentato un folto gruppo di sfere arimillari, globi terrestri e celesti dei maggiori cartografi europei del Sette e Ottocento, oltre a un orologio solare in argento realizzato a Parigi da Michael Buttefield nel 1700.

Tefaf, una fiera di meraviglie

Tefaf, una fiera di meraviglie

Photogallery16 foto

Visualizza

Sezione Paintings. Imperdibile come sempre la sezione paintings, che rendono il TEFAF nei giorni di apertura il più bel museo del mondo. Forte è la presenza di dealer italiani: Robilant+Voena di Milano e Londra porterà a Maastricht un'importante attribuzione italiana: lo splendido dipinto “Natura morta di frutta con tre figure di bambini” fu acquistato dalla galleria come opera della scuola italiana del XVII secolo, ma ora è stato riattribuito a Bartolomeo Cavarozzi (1587-1625) e verrà offerto a un prezzo di 1 milione di euro circa. La ben nota galleria Fondantico di Tiziana Sassoli, con sede nel cuore Bologna, parteciperà al TEFAF per la prima volta. Così la titolare si presenta ad ArtEconomy24: “La galleria, da me fondata tre decenni fa nell'edificio cinquecentesco di Casa Pepoli Bentivoglio è da sempre specializzata nella pittura bolognese ed emiliana dal Trecento ai giorni nostri, in particolare nella pittura antica. Una parte non esigua dei bei nomi della storia dell'arte bolognese, specie del suo secolo d'oro, ovvero il Seicento (dai Carracci a Guido Reni e Guercino) è passata per queste stanze e oggi arricchisce prestigiose collezioni pubbliche e private. Oggi ne presentiamo una piccola selezione al pubblico di TEFAF, con un raggio che spazia dalla grande tavola di Filippo da Verona alle raffinate grisailles di Donato Creti e ai modelletti guizzanti di Ubaldo e Gaetano Gandolfi”. Di Ubaldo Gandolfi (XVIII secolo) un lotto di due oli su tela, 56,5 x 37,5 cm, ”Immacolata Concezione e angeli” e “La Madonna col Bambino appare ai Santi Giorgio e Francesco” e del disegno preparatorio per il bozzetto di quest'ultimo in penna e acquarello seppia su carta, 277 x 203 cm, è proposto per 200mila euro, mentre un olio su rame, 73 x 60 cm, di Giovanni Antonio Burrini del 1680 circa, proveniente dalla collezione del Principe Carlo Teodoro di Baviera, è offerto a un prezzo di 250mila euro. La Galleria Antonacci Lapiccirella Fine Art di Roma presenterà nel suo stand un'eclettica selezione di dipinti, sculture e design di artisti europei dal Neoclassicismo agli anni '20 del XX secolo, focalizzata in particolare agli artisti italiani di metà Ottocento e ai pittori del Nord Europa dei primi decenni del XX secolo. Nella categoria dipinti di particolare interesse è un'opera di inizi XX secolo “Study for a Dignitary Jacket” dipinta con tecnica mista su cartone da Galileo Chini nel 1911 (offerta a 50mila euro). Il suo stile risente dell'esperienza dell'artista nel Siam tra il 1911 e il 1913. L'artista fu chiamato nel paese orientale dallo stesso re Rama V per dipingere gli affreschi decorativi nella Stanza del Trono, dopo che il re in un suo viaggio in Europa era rimasto colpito dalla bellezza degli affreschi che Chini aveva dipinto nella Stanza del Sogno alla Biennale di Venezia del 1907. Nella categoria sculture un bronzo di Vincenzo Gemito, “Ritratto di Fortuny”, scolpito tra il 1880 e il 1890 (50mila euro). L'artista era legato da profonda amicizia con Mariano Fortuny, pittore e designer spagnolo, che giocò un ruolo cruciale nello sviluppo di giovani artisti del Sud Italia, Gemito compreso. Una superba scultura del Cinquecento dal prestigioso pedigree è proposta dalla Galleria Walter Padovani di Milano, “Apollo”, alto 68 cm, marmo bianco di Carrara, marmo nero del Belgio, marmo giallo antico, realizzato da Antonio Minello, nato a Padova nel 1465, e offerto a un prezzo superiore a 500mila euro. Documentato a Roma già nel 1634 negli archivi del marchese Costanzo Patrizi, passa successivamente nella collezione del Conte Grigorij Stroganoff, nel Salone Rosso del suo Palazzo romano di Via Gregoriana, e in quella dell'imprenditore Camillo Castiglioni, uno dei più ricchi uomini d'Europa durante la prima guerra mondiale. In seguito alla dispersione di questa collezione, a Vienna nel 1925, l'Apollo viene acquistato da un dei più grandi antiquari romani del Novecento, Giuseppe Sangiorgi.

Non mancheranno splendidi gioielli, opere di design e di arte tribale. Design e arte tribale fianco a fianco integrati in un unico spazio per offrire ai visitatori un'esperienza fatta di interessanti connessioni. Se la Laffanour – Galerie Downtown di Parigi presenterà una magnifica opera di José Zanine Caldas, designer autodidatta brasiliano scomparso nel 2001, una porta d'ingresso scultorea realizzata lavorando magistralmente il legno tropicale, la Gallerie Didier Claes di Bruxelles, uno dei principali dealer nel settore dell'arte tribale, presenterà una straordinaria opera in legno, una “Maschera Songye Kifwebe” datata tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo proveniente da una collezione privata belga e originariamente dalla Repubblica Democratica del Congo.
La sezione Le Haute Joaillerie darà il benvenuto a un nuovo espositore, Cindy Chao , con galleria a Hong Kong e Taipei: presenterà un eccezionale fermaglio , “Greenovia”, realizzato in titanio, oro bianco 18k e argento, con un crisoberillo occhi di gatto da 105 carati, diamanti e quasi 2.500 pietre preziose verdi di sei varietà. Ora non resta che visitare TEFAF per vederle tutte.

Vetting. Per consentire acquisti sicuri TEFAF ha introdotto una nuova politica di controllo, che si applicherà a tutte le sue fiere. A seguito di una revisione delle questioni legali relative al controllo dell’autenticità e provenienza delle opere esposte e, in particolare, alla valutazione delle responsabilità, i comitati di vetting saranno composti da esperti con il minor interesse commerciale possibile nel mercato dell'arte, per cui i mercanti d’arte, galleristi ed esperti d'asta, non saranno più membri votanti dei Comitati di valutazione TEFAF. D'ora in poi, i membri votanti dei Comitati di Vetting saranno composti solo da accademici, curatori, conservatori, scienziati della conservazione e studiosi indipendenti. “Vogliano garantire di essere la piattaforma di vendita più affidabile all'interno del mercato internazionale dell’arte. Come tale, abbiamo introdotto una politica di selezione globale coerente in tutte le nostre fiere e che soddisfa gli elevati standard che ci siamo prefissati “ ha concluso Nanne Dekking, presidente del TEFAF Board of Trustees.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti