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Tefaf torna live con i capolavori dell’arte antica italiana

La XXXV edizione della fiera inaugura con 242 galleristi, esporrà fino al 30 giugno artefatti, tra opere di old master e moderne: molta attenzione sui lavori delle artiste e dell’arte italiana

di Marilena Pirrelli

Gentileschi A. Autoportrait de l’artiste comme Cléopatre vedi scheda allegata

5' di lettura

Si apre sotto la pioggia questa edizione estiva di Tefaf a Maastricht dove ritorna dopo due anni di edizioni online e dopo aver inaugurato la prima edizione in presenza post pandemia a maggio New York. Aver avuto un tempo di lavoro più lungo ha consentito ai 242 galleristi presenti di selezionare opere recentemente scoperte e molti capolavori, sottoposte rigorosamente al vetting degli esperti. La XXXV edizione della fiera inaugura per il grande pubblico domani e va avanti fino al 30 giugno con due giornate di anteprima, solo su invito: oltre ai collezionisti, molti curatori e direttori di musei europei e americani hanno visitato la fiera a caccia di pezzi rari. Nei 7 giorni, invece, dei soliti 11 la città olandese si anima di un parterre di mercanti, ricchi collezionisti, advisor ed esperti diventando il centro dell’arte più desiderabile al mondo con stand ricercati e prezzi in forte rialzo: I timori del Covid non hanno tenuto lontano compratori asiatici e americani sin dalle prime ore della preview, oltre che naturalmente da tutta Europa, eccezion fatta dei russi.

I temi proposti

Grande varietà e qualità è stata portata nella città olandese dai galleristi (meno del solito a causa di minor spazio disponibile nel MECC per la sovrapposzione di un altro evento) provenienti da 20 nazioni – di cui 21 presenti per la prima volta e 6 a Tefaf Showcase – che presentano artefatti di 7000 anni di storia dell'arte. Per la maggioranza di loro, rappresenta un 'ritorno' dopo due anni di vendite concluse quasi esclusivamente online, canale che durante la pandemia è stato fondamentale e che continua a vivere in parallelo alla fiera live. Tra gl stand di antico abbiamo osservato un gran ritorno delle nature morte, moltissimi temi musicali, è scomparso qualsiasi riferimento alla guerra, mentre sono tornati i soggetti naturalistici e bucolici. Naturalmente la ritrattistica di ogni epoca fa la parte da leone e tanta statuaria romana, egizia, mediorientale e asitica, naturalmente tutta proveniente da zone in cui una legislazione sull’export è meno stringente dell’Italia.

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Portrait Historié of a Man as Jacob, Husband of Rachel’. Oil on canvas. Michaelina Wautier. Image copyright René Gerritsen. Courtesy of Bijl-Van Urk BV

Sono 23 i galleristi italiani dall’antico che hanno portato opere dalla scultura di alta epoca e dai primitivi alla pittura del Seicento napoletano, al Settecento e all’Ottocento (Altomani & Sons, Antonacci Lapiccirella Fine Art, Bacarelli, Bottegantica, Botticelli Antichità, Caretto & Occhinegro, Enrico Ceci Cornici Antiche, Alessandro Cesati, Alberto Di Castro, Alessandra Di Castro, Fondantico di Tiziana Sassoli, Lampronti, Giacometti Old Master Paintings, Walter Padovani, Piva&C, Porcini, Salamon, Galleria Carlo Virgilio & C. e poi con base estera Carlo Orsi con Trinity Fine Art, Robilant+Voena e Piacenti) al moderno e post war (Cardi Gallery, Galleria Continua, Galleria d’Arte Maggiore g.a.m, ML Fine Art, Maurizio Nobile Fine Art, Mazzoleni, Tornabuoni Art).

«The Virgin of the Chair». By Giovanna Garzoni. Tempera and gold on velum. Courtesy of Robe Smeets Gallery

Quest'anno accoglierà i collezionisti e gli appassionati dell’arte all’ingresso un i Vincent van Gogh del Museo Boijmans van Beuningen, che presenterà il quadro «Pioppi vicino a Nuenen» del 1885 oggetto di restauro grazie al supporto economico di 25mila euro del Museum Restoration Fund di Tefaf, giunto al suo decimo anniversario. Inoltre, Tefaf Maastricht sarà accompagnata da un nutrito programma di incontri ed eventi che avranno luogo in uno spazio di nuova creazione.

Poplars near Nuenen (1885), Vincent van Gogh, da restaurare. Dalla collezione del Museo Boijmans Van Beuningen

Gli hghlight

Sono presenti molti capolavori degli old master italiani a partire da Sebastiano Ricci con il grande olio «Diana and Endymion» circa 1720 (da Christopher Bishop Fine Art New York (prezzo richiesto 1,35 milioni di euro, la stessa gallerie presenta anche un disegno dell’eroe navale Maarten Tromp di Jan Lievens (1607 - 1674), battuto in precedenza per mezzo milione di dollari) e «Il Trionfo di Galatea», circa 1675 di Luca Giordano. Grande attenzione anche alle signore dell’arte antica, non solo italiane, riscoperte e valorizzate, a partire della caravaggesca Artemisia Gentileschi con la grande tela dell’«Autoritratto dell'artista nei panni di Cleopatra sul letto di morte, mentre stringe una vipera», circa 1620 da Jean-Francois Heim (prezzo irchiesto 7,5 milioni), ci sono opere della fiamminga Michaelina Wautier (prezzo oltre il mezzo milione di euro), dell'inglese Mary Beale, dell’unica donna a far parte dell’accademia fiorentina con Artemisia, Caterina Angela Pierozzi (la miniatura dell’Annunciazione del 1677 sempre da Colnaghi per 420mila euro), di Giovanna Garzoni, di Fede Galizia (con prezzi da 400.000 euro da Lampronti e fino a 2,5 da Colnaghi, già opzionata da un museo), di F élicie de Fauveau da Trinity Fine Art (la sua scultura 280mila euro) e di molte altre. Ma a parte Gentliseschi e Vigée Le Brun che possono ottenere somme a sette cifre, la maggior parte delle donne dell’arte antica sono scambiate molto al di sotto e anche i prezzi delle migliori artiste sono lontane dalle somme vertiginose che raggiungono i loro colleghi coevi. E sono molti i nomi in attesa di entrare sotto i riflettori e finire nei musei in ogni parte del mondo nello sforzo di riscrivere la storia dell’arte facendo luce su storie artistiche e umane a lungo trascurate, tra le altre Lavinia Fontana, Elisabetta Sirani, Sofonisba Anguissola, Josefa de Óbidos, solo per citarne alcuni.

Infine nel settore Moderno è stato venduto una scultura di Ai Wei Wei da Galleria Continua
venduto per 300.000euro e di Frank Stella da Yares Art

L’intervista

Al presidente di Tefaf Hide van Seggalen abbiamo chiesto se in questo primo appuntamento europeo in presenza la crisi internazionale - guerra in Ucraina e aumento dell’inflazione e dei tassi - sta influenzando le scelte dei collezionisti. «Non abbiamo visto un impatto diretto o immediato della guerra in Ucraina, ma potrebbe essere che gli operatori abbiano le loro sfide come il sostegno all’Ucraina con una raccolta fondi».

Avete notato qualche prudenza nell’acquisto di opere d’arte durante Tefaf New York a maggio?
Gli affari sono stati generalmente forti a New York.

Di ritorno a Maastricht da marzo 2020, cosa è cambiato dopo il Covid nell’offerta delle gallerie?
Incredibilmente quest’anno i galleristi hanno recuperato alcune opere straordinarie per Tefaf, dopo due anni di assenza. Di conseguenza, la fiera quest’anno presenta tesori storici e rari, mai visti prima, e offrirà opportunità impareggiabili.

Gli Old Master sono un acquisto sicuro?
Dalla fondazione di Tefaf Maastricht sono stati il nostro fiore all’occhiello, talvolta sono il frutto di collezioni che hanno visto la luce centinaia di anni fa. Come la natura di tutte le aree del collezionare, esiste un corso ciclico e i valori sono mutevoli. Gli Antichi Maestri, in particolare quelli femminili, stanno vivendo una rinascita di interesse e i nostri galleristi di arte storica registrano ottime vendite.

Tefaf porta nuove scoperte in fiera? Quali?
Abbiamo, tra gli altri, in fiera un Lievens e un Ricci.

Tefaf ha cambiato pelle dopo il Covid? Come?
Come molte fiere, la pandemia ci ha costretto a passare al digitale e abbiamo lanciato Tefaf Online, che ha offerto un’esperienza ricca e diversificata per i collezionisti al posto delle fiere in presenza. Tefaf Online continua in parallelo perché offre una portata più ampia per i nostri espositori e un catalogo online.

Tefaf prevede di sviluppare ulteriormente le proprie attività e ampliare i propri incarichi? Come?
Al momento ci stiamo concentrando sul ritorno di Tefaf a Maastricht questa settimana e rilanciamo la nostra presenza di persona a livello globale. Le notizie sul nostro sviluppo saranno annunciate non appena avverranno.

Come sta andando la strategia online?
Con un massimo di tre opere importanti per ciascun espositore partecipante suTefaf ci sono oltre a oltre 600 oggetti consentendo ai collezionisti l’accesso ad alcune delle migliori opere offerte e la possibilità di esplorarle prima, durante e dopo la loro visita alla fiera.

Sebastiano Ricci , Diana and Endymion, circa 1720. Oil on canvas 94.3 x 147.3 cm (37.1 x 58 in.)

Riproduzione riservata ©

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