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Telecom ancora sotto lente, indiscrezioni su contatti positivi Vivendi-Cdp

Secondo alcune fonti vicine al dossier, l'incontro tra i vertici di Cdp e Vivendi è stato positivo e apre a spazi di collaborazione tra i due primi soci della telco

di Stefania Arcudi

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - In una giornata di ribassi per Piazza Affari (in calo il FTSE MIB), è ancora sotto i riflettori Telecom, dopo indiscrezioni di stampa su contatti avvenuti tra Vivendi e Cdp. Secondo alcune fonti vicine al dossier, l'incontro tra i vertici di Cdp e Vivendi, che si è tenuto a Milano, è stato positivo e apre a spazi di collaborazione tra i due primi soci di Tim. Gli incontri, secondo Repubblica, sarebbero finalizzati a definire una strategia comune per permettere una migliore valorizzazione di Tim. La Stampa riprende l'idea, già formulata in passato, che questo possa passare da un completo rimpasto del Board per avere una rappresentatività più coerente con le quote azionarie. Come sottolineano gli analisti di Equita, «un accordo su questo tema imporrebbe però un obbligo di Opa per Cdp/Vivendi o un passaggio assembleare incerto invece se non ci fosse un accordo preliminare tra i due maggiori azionisti di Telecom».

Sul progetto alternativo da proporre, La Stampa ipotizza la separazione dei clienti consumer da Tim, con un'operazione che lascerebbe in capo a Telecom tutta la parte infrastrutturale (la rete mobile, la rete fissa domestica e internazionale, i data center, la cybersecurity) e anche i clienti corporate. «Questa ipotesi a nostro avviso avrebbe il difetto di bloccare probabilmente in ogni caso gli scenari di rete unica perché Tim rimarrebbe in parte verticalmente integrata e di richiedere la definizione di un contratto di servizio tra ServiceCo e Tim tutto da verificare (non riguarderebbe solo servizi per lo più già oggi regolati come nel caso di spin-off della rete fissa)», sottolinea Equita. Tutto questo mentre si attende l'incontro tra il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti con i rappresentanti dei sindacati e, a seguire, un question time del ministro alla Camera, durante il quale non è difficile ipotizzare che arriveranno anche domande sulla vicenda Tim, destinata a non esaurirsi nel breve termine.

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