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Telecom debole in attesa di conti e piano, ma gli analisti sono positivi

di Eleonora Micheli

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(REUTERS)

3' di lettura

Telecom Italia debole a Piazza Affari, mentre analisti e gestori iniziano a fare le prime ipotesi sui conti del 2016 e sul piano industriale per gli anni venturi.
Il prossimo 3 febbraio il board della compagnia di tlc si riunirà per approvare i risultati preliminari relativi al 2016. Nei giorni successivi verrà presentato il piano industriale 2017-2019. Gli analisti di Equita ipotizzano che la società di tlc, nel quarto trimestre 2016, abbia registrato una contenuta crescita. «Ci attendiamo il miglioramento sia della performance mobile, sia per servizi dopo il +1,1% del terzo trimestre, sia per il fatturato totale. Per il wireline ci attendiamo dinamiche simili al terzo trimestre». Equita mette in conto anche un costante miglioramento dell`Ebitda domestico «su livelli mid-single digit» nel quarto trimestre 2016 per una crescita dell`Ebitda domestico organico in lieve accelerazione rispetto al +3,3% dei primi nove mesi. Dovrebbe inoltre essere migliorato anche l’Ebitda in Brasile. «Rispetto ai primi nove mesi, quando il debito era di 26,7 miliardi, ci attendiamo un calo almeno per 1,3 miliardi cioè per la parte afferente l`esercizio del convertendo».

Gli esperti di Equita consigliano di comprare le azioni di Telecom, per le quali calcolano un target di prezzo a 1,27 euro. Anche Redburn consiglia un ‘Buy’ sulle azioni della compagnia di tlc, per le quali stima un target di prezzo a 1,3 euro. «Ci attendiamo un miglioramento del fatturato – hanno commentato – pur mettendo in conto i rischi legati alla concorrenza di Enel e sulla banda larga». Per Redburn Enel, comunque, non rappresenterà un problema per i margini di Telecom almeno nei prossimi tre anni . Anche la francese Iliad ha le armi spuntati nell'immediato visto che non dovrebbe lanciare servizi fino al 2018.
Gli analisti di Redburn puntano l’indice anche sull’aspetto speculativo, che di recente ha sospinto in alto le quotazioni. Secondo gli esperti, Vivendi si focalizzerà sempre più sulla produzione di contenuti video, musicali e di giochi che poi distribuirà attraverso Canal+ e Telecom Italia, che tuttavia potrebbe diventare una controllata della francese Orange o comunque una società integrata con il gruppo di Oltralpe. Del resto, secondo Redburn, al momento la Fininvest dei Berlusconi non vuole cedere il controllo di Mediaset, ma un giorno alla fine ciò potrebbe avvenire. E a quel punto Vivendi si troverà costretta a cedere la partecipazione in Telecom per rispettare la legge Gasparri.
Sulle mosse di Vivendi ed eventualmente di Orange, peserà il risultato delle elezioni francesi di aprile, che alla fine influenzeranno i deal tra Italia e Francia.

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Del resto, hanno rammentato gli analisti di Redburn, le compagnie di tlc ex monopolio di stato, anche se non più statali, sono considerate un affaire politico. Al momento il candidato, Francois Fillon, ha già dichiarato che in caso di Vittoria ridurrà la presenza dello stato in Orange, attualmente pari al 25%. Invece sia Emmanuel Macron sia Marine Le Pen non sono stati chiari sul punto. In Italia, in nome dell’italianità, Cdp potrebbe comprare una quota di Telecom da Vivendi. Mossa che tuttavia potrebbe generare anche problemi, alla luce della partecipazione della joint venture con Enel nelle tlc.
Tornando alle azioni, anche gli analisti di Deutsche Bank hanno consigliato di acquistare le Telecom, per le quali hanno stimato un target di prezzo a 1,2 euro. «Prevediamo un ebitda adjusted 2016 in miglioramento del 3,6%», hanno commentato. Il fatturato dovrebbe scendere a 18,9 miliardi dai 19,7 del 2015, mentre il debito, secondo i calcoli degli esperti dell'istituto tedesco, dovrebbe portarsi a 25,2 miliardi da 27,2 miliardi.

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus)

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