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Telecom debole, ieri in cda nulla di fatto su grandi temi rete e 5G

Non è stato annunciato nemmeno un rimpasto nel cda, come era stato ipotizzato nelle scorse settimane a seguito di colloqui e contatti tra gli azionisti Vivendi, Elliott e Cdp

di Eleonora Micheli

2' di lettura

Telecom Italia debole a Piazza Affari all’indomani del cda della compagnia, terminato con le dimissioni dell’ex a.d., Amos Genish, che incasserà 4,2 milioni di buonuscita. I titoli cedono mezzo punto percentuale, pagando dazio alla delusione per il nulla di fatto del board sui temi caldi all'orizzonte, ossia sull'integrazione della rete della compagnia con quella di Open Fiber o dettagli più precisi sull'accordo tra Telecom e Vodafone per lo sviluppo del 5G. L'unica notizia annunciata al termine della riunione è stata invece quella relativa alle dimissioni di Genish che sarà sostituito dal manager di Vivendi, Frank Cadoret. Non ci sono stati altri cambiamenti nella governance, nonostante le ipotesi circolate nelle ultime settimane a seguito di contatti e colloqui tra i principali azionisti, ossia Vivendi, Elliott e Cdp.

Per la rete unica resta da risolvere il nodo della proprietà
«Il comunicato stampa di Tim a valle del cda di ieri non riporta novità in merito ai principali progetti in corso: negoziazione con Vodafone su torri e 5G, negoziazione con Cdp ed Enel su Open Fiber, evoluzione di Tim Brasil, lancio del 5G e strategia sui contenuti», hanno commentato gli analisti di Equita, che comunque hanno confermato la raccomandazione di 'buy' sulle azioni, con un target di prezzo a 0,8 euro.
Intanto, sempre sul fronte della creazione di una fibra unica, ieri il presidente di Open Fiber, Franco Bassanini, ha sottolineato che, nonostante le pressioni di Governo e Parlamento, occorre trovare un accordo che soddisfi gli azionisti di Telecom e Open Fiber e concili le aspettative in tema di proprietà. «Da quanto traspare - hanno commentato gli esperti di Equita - Tim vuole mantenere la proprietà della rete, sottolineando anche la necessità della convergenza tra rete fissa e mobile, mentre per Bassanini sarebbe auspicabile che Tim rinunciasse al controllo, sul modello di Inwit».

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(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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