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Telecom la migliore del Ftse Mib in attesa novità sulla rete

Nelle ultime settimane quotazioni sono andate sulle montagne russe ztra ipotesi di Opa e progetto di cessione della rete

di Eleonora Micheli

(Reuters)

3' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Telecom Italia in rialzo a Piazza Affari, tanto da segnare la performance migliore del FTSE MIB. Nelle ultime settimane, però, le quotazioni sono andate sulle montagne russe infiammandosi sull'ipotesi di una possibile opa di Cdp sulla compagnia avvalorata dalla nomina di Alessio Butti a sottosegretario con delega alle Tlc, e poi sgonfiandosi sui rumor che sia più probabile che vada in porto il progetto di cessione della rete da parte della compagnia e la successiva integrazione con Open Fiber, controllata dalla stessa Cdp. Progetto oggetto di trattative proprio in questi giorni, come previsto dal Memorandum of Understanding firmato nelle scorse settimane.

Anche se per adesso il futuro della compagnia è tutt’altro che chiaro, qualche novità potrebbe emergere prima della fine del mese, termine entro il quale in teoria dovrebbero chiudersi le trattative previste dal MoU. Il condizionale è tuttavia d’obbligo, visto che non sono da escludere slittamenti, soprattutto nel caso si concretizzino le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi su un ingresso a step nella rete da parte di Cdp. Piano che tuttavia richiede maggiori analisi e quindi tempo. Nei giorni scorsi il ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, si è limitato a dire: «troveremo una soluzione nell’interesse della società e del Paese», aggiungendo che in ogni caso lo Stato «deve avere il controllo sulla rete, anche se tale potere può essere esercitato in diversi modi».Il ministro alle Imprese e Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito che il controllo della rete deve rimanere pubblico. Urso ha anche aggiunto che Telecom è un dossier considerato di emergenza da parte del Governo. Secondo indiscrezioni di stampa, inoltre, lunedì la premier, Giorgia Meloni, incontrerà i sindacati per affrontare il tema Tim.

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Gli analisti di Intermonte hanno confermato la raccomandazione di ‘Buy’ sulle azioni di Tim, con target di prezzo a 0,43 euro, pur puntando l’indice sulle preoccupazioni sulla reale possibilità di chiudere nei tempi prefissati i principali progetti del Pnrr sul digitale, come evidenziato oggi dal Sole 24 Ore. «I piani Italia a 1 Giga (fibra ottica) e 5G richiedono il rispetto delle coperture fissate dalle gare entro la metà del 2026, ma ci sono scadenze intermedie semestrali a livelli crescenti. E quelle del 2024 previste dai documenti di gara, soprattutto per la rete fissa, saranno già molto impegnative (40%), anche alla luce della mancanza di manodopera specializzata nella posa della fibra, problema sollevato più volte dagli operatori coinvolti», ha riportato il quotidiano. Tra l’altro Il Sole indica anche che non sia così scontato tagliare il traguardo della scadenza di fine 2022 fissata per il Polo strategico nazionale, affidato alla cordata Tim-Cdp-Leonardo-Sogei con la formula del partenariato pubblico-privato, che dovrà ospitare in modalità cloud i dati più critici della Pubblica amministrazione.

Tra l’altro nella normativa messa a punto dall'ex ministro Colao non vi è alcun obbligo per il settore pubblico di migrare al cloud nazionale, tema recentemente sollevato dall’ad di Tim, Pietro Labriola, che ha accennato alla necessità di un'innovazione legalmente imposta. «Senza questo obbligo, i ritorni economici per gli operatori sono molto più incerti», ha sottolineato Intermonte, che comunque si attende un intervento da parte del governo sia per ridurre il rischio che il Paese perda parte del finanziamento del Pnrr, sia per far chiarezza sul cloud della PA. La sim, ad ogni modo, ha sottolineato che le sue stime fatte per Telecom «non includono ancora alcun rialzo derivante dalla partecipazione della compagnia (con una quota del 45%) nel Polo Strategico Nazionale (con ricavi complessivi attesi per 1,1 miliardi di euro su un base cumulativa su 13 anni), né la recente assegnazione delle Scuole Collegate/Connesse Appalti Sanità (177 milioni per i due bandi), né altre trattative in corso (per un valore complessivo di 0,6 miliardi), né i contratti con il settore pubblico in corso di stipula in corso di attivazione (1,1 miliardi)».

Intanto il gruppo di tlc ha annunciato un nuovo modello di organizzazione per i 32mila lavoratori che possono fare smart working (sui 42mila totali in Italia). Il venerdì lavoreranno da casa, secondo l’accordo che il gruppo ha firmato con i sindacati su flessibilità e lavoro agile, che innalza da 2 a 3 i giorni da remoto a settimana e prevede la chiusura delle sedi il venerdì.

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