il titolo vola a piazza affari

Telecom, la pace tra Elliott e Vivendi alla prova del voto in assemblea

di Antonella Olivieri

Tim, Gubitosi: primo passo di una lunga marcia assieme a Vivendi


3' di lettura

Si vota per non revocare cinque amministratori chiesta da Vivendi. L’assemblea Telecom Italia, oggi a Rozzano, era stata anticipata proprio per la sollecitazione del primo azionista a chiamare i soci per cambiare un'altra volta i pesi in consiglio. La rivincita sul fondo Elliott che lo scorso anno ha scalzato i francesi dalla maggioranza del cda della compagnia telefonica non è però riuscita. Già prima della vigilia era chiaro che non c’erano i numeri per ribaltare il board con la sostituzione di cinque consiglieri su 15. I tre proxy advisor – Iss, Glass Lewis e Frontis – compatti avevano bocciato argomenti e richieste del socio transalpino. Nel frattempo Cdp è salita fino al 9,89% col quale partecipa all'assemblea e Elliott ha arrotondato al 9,5%.

Considerato che in avvio dei lavori assembleari era presente il 66,6% del capitale – percentuale che potrebbe ancora salire – era virtualmente impossibile per Vivendi, che detiene una quota del 23,94%, spuntarla. Secondo le stime il distacco della revoca potrebbe essere dell’ordine di dieci punti percentuali.
Così, come anticipato da Il Sole-24Ore in edicola oggi, è maturata la decisione di accogliere l'invito del vertice della compagnia a ritrovare uno spirito di collaborazione, nel comune interesse di rilanciare l'azienda e il suo valore.

Per la cronaca il primo a prendere la parola per chiedere di “revocare la revoca” è stato il professionista d’assemblea Marco Bava. Subito dopo però una rappresentante legale di Vivendi ha annunciato la disponibilità di rinunciare alla richiesta presentata, sottolineando comunque che il primo socio, avendo investito su Telecom 4 miliardi, è interessato – certamente più di Elliott – a che si ristabilisca l'ordine. Il titolo in Borsa ha respirato, recuperando rapidamente oltre il 3%.

Ora, i fondi – presenti in massa anche in questa occasione – sono rappresentati per delega e di fronte alla novità – che non era all'ordine del giorno - non hanno la possibilità di esprimersi. Il legale che li rappresenta dovrebbe quindi astenersi – cosa che sarebbe equiparata a un no – e perciò l'ultima parola di fatto spetterà a Elliott. Se si allineerà agli altri fondi, la revoca sarà messa comunque ai voti, misurando i rapporti di forza tra i due schieramenti. Se invece al fondo di Paul Singer basterà la vittoria morale, si getteranno le premesse per aprire un dialogo – più volte cercato dall'attivista Usa – con l'auspicabile obiettivo di una stabilizzazione dell'assetto di governance per consentire al management di concentrarsi sul piano senza distrazioni.

Ad auspicare una decisione in tal senso era stato pochi minuti prima, aprendo i lavori in corso a Rozzano, lo stesso Gubitosi insieme al presidente Fulvio Conti.
Quest’ultimo aveva formulato l’auspicio che il primo socio del gruppo, Vivendi «possa cogliere l'invito ad una nuova fase di concordia e collaborazione già a partire dall'odierna Assemblea». Nel suo intervento di apertura dell'assise dei soci del gruppo, Conti ha anche espresso il suo invito a Vivendi a fare un intervento iniziale che preceda il dibattito assembleare sulle sue proposte di revoca di cinque consiglieri espressione di Elliott e la nomina di altri cinque proposti dal gruppo francese.

«Auspico anche io come il presidente Conti che si superino le divisioni», ha dichiato invece Gubitosi. Il manager ha sottolineato di augurarsi anche che «il socio Vivendi riveda la propria posizione». Per Gubitosi tra l’altro «Vivendi ha tanto da dare a Telecom e penso si possa lavorare armoniosamente in modo che non ci sia divisione su un voto in assemblea che invece lascerebbe un fondo di divisione sbagliato». Gubitosi ha quindi incalzato: «L’auspicio è che si lavori assieme e che si migliorerà la coesione in futuro, con un clima di fiducia e coperazione, in modo da lavorare tutti assieme per l'obiettivo comune che è quello di esprimere le potenzialità di Telecom e dare un contributo al Paese».

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